Comprate questi, e quindi non comprate questi altri. Il Corriere della Sera consiglia come investire in arte, ma si affida solo al pur bravo Paolo Manazza. E il risultato è questo

Redigere una lista, di qualunque natura essa sia, è sempre un’impresa ardua, e sempre soggetta alla parzialità, essendo espressione di opzioni soggettive. Per questo, per cercare di farlo in modo il più possibile oggettivo, è sempre consigliabile che la cosa sia affidata a una pluralità di vedute. È questo il maggior rilievo che si può […]

Paolo Manazza

Redigere una lista, di qualunque natura essa sia, è sempre un’impresa ardua, e sempre soggetta alla parzialità, essendo espressione di opzioni soggettive. Per questo, per cercare di farlo in modo il più possibile oggettivo, è sempre consigliabile che la cosa sia affidata a una pluralità di vedute. È questo il maggior rilievo che si può sollevare all’iniziativa del Corriere della Sera, che invece sceglie di affidarsi ad un singolo, pur esperto e navigato come Paolo Manazza.
E non lo fa per uno di quei passatempi da fine anno, o da inizio anno nuovo, che abbiamo visto spesso nei giorni scorsi, ma per qualcosa che potrebbe incidere – e non poco – sulle fortune di mercato di un bel gruppo di artisti. Già, perché la lista in questione va a far parte del nono capitolo dell’instant book del Corriere dal titolo Come investire nel 2012?, in edicola da lunedì 9 gennaio al costo di euro 3,99 (in allegato al quotidiano). Un elenco di 150 “artisti contemporanei attivi in Italia da seguire nel 2012”, frutto di un’analisi (con quotazioni medie in migliaia di euro): analisi affidata appunto a Manazza. “Ma sono io che poi ho ampliato il raggio d’azione dell’indagine – chiarisce l’esperto, interpellato da Artribune -, consultandomi con un lungo elenco di fonti. E del resto, come specifico nel testo che precede la lista, i nomi che faccio non hanno la pretesa di essere dei consigli sugli acquisti da fare: sono una traccia, qualche indicazione sulla base della quale poi ognuno potrà farsi le sue convinzioni”.
Comunque, la palla la passiamo a voi: ai lettori i commenti sui “suggerimenti”…

Nico Vascellari; Paola Pivi; Mario Airò; Alterazioni Video; Massimiliano Alioto; Arcangelo; Stefano Arienti; Agostino Arrivabene; Gabriele Arruzzo; Gianfranco Asveri; Roberto Barni; Matteo Basilè; Alessandro Bazan; Manfredi Beninati; Matteo Bergamasco; Giuseppe Bergomi; Carlo Bernardini; Valerio Berruti; Simone Berti; Bertozzi&Casoni; Rossella Biscotti; Renata Boero; Monica Bonvicini; Paolo Bordino; Mattia Bosco; Botto&Bruno; Davide Bramante; Danilo Buccella; Alessandro Busci; Luca Caccioni; Gianni Caravaggio; Felipe Cardena; Letizia Cariello; Tommaso Cascella; Vincenzo Castella; Loris Cecchini; Mimmo Centonze; Roberto Ciaccio; Marco Cingolani; Roberto Coda Zabetta; Davide Coltro; Luca Conca; Marco Comini; Costanza Costamagna; Vanni Cuoghi; Roberto Cuoghi; Aldo Damioli; Fernando De Filippi, Leonida De Filippi; Francesco De Grandi; Aron Demetz; Vincent Desiderio; Gianni Dessì; Marco Di Giovanni; Fulvio Di Piazza; Giulio Durini; Chiara Dynys; Marco Fantini; Diamante Feraldo; Matteo Fato; Flavio Favelli; Tamara Ferioli; Angelo Filomeno; Emanuela Fiorelli; Paolo Fiorentino; Francesca Forcella; Giovanni Frangi; Giulio Frigo; Michelangelo Galliani; Omar Galliani; Daniele Galliano; Alberto Garutti; Laura Giardino; Thomas Gillespie; Daniele Gilardi; Svitlana Grebenyuk; Ester Grossi; Federico Guida; Massimo Gurnari; J&Peg; Giovanni La Cognata; Luisa Lambri; Marcello Lo Giudice; Enrico Lombardi; Claudia Losi; Paolo Maggis; Margherita Manzelli; Lorenzo Mariani; Masbedo; Vittorio Matino; Sabrina Mazzaqui; Karanovic Beli Mihailo; Margherita Morgantin; Youssef Nabil; Barbara Nahmad; Daniele Nicolosi (Bros); Davide Nido; Giorgio Ortona; Giovanni Ozzola; Pan Robert; Luca Pancrazzi; Alessandro Papetti; Beatrice Pasquali; Marco Perego; Diego Perrone; Alessandro Pesssoli; Marco Petrus; Giorgio Piccaia; Ercole Pignatelli, Luca Pignatelli; Alex Pinna; Cristiano Pintaldi; Annalisa Pirovano; Piero Pizzi Cannella; Luigi Presicce, Lorenzo Puglisi; Mauro Reggio; Antonio Riello; Massimiliano Robino; Pietro Roccasalva; Alessandro Roma; Nicola Samorì, Maurizio Savini; Livio Scarpella; Claudia Scarsella, Paolo Schmidlin, Filippo Sciascia; Bernando Siciliano; Elisa Sighicelli; Francesco Simeti; Sissi; Alessandro Spadari; Ettore Spalletti; Cristiano Tassinari; Marco Tirelli; Grazia Toderi; Patrick Tuttofuoco; Wainer Vaccari; Grazia Varisco; Giuseppe Veneziano; Paolo Ventura, Alessandro Verdi; Nicola Verlato; Dany Vescovi; Fabio Viale; Velasco Vitali; Mario Washington; Silvio Wolf; Pete Wheeler; Andrea Zucchi.

Caterina Misuraca

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.
  • Scusi Manazza , il titolo dell’allegato al corriere smentisce la sua affermazione “i nomi che faccio non hanno la pretesa di essere un consiglio sugli acquisti”.

    Come investire nel 2012 significa come convertire il proprio denaro nell’acquisizione di Caio tizio e sempronio. Non comprendo la ragione di questo simultaneo prendere le parti e le distanze da cio’ che propone.
    E’ un orientare l’acquisto , cosa c è di male ?

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      E’ iniziato 2012, con gli acquisti e saldi di fine anno. Anche i prodotti dell’arte sono scesi dall’olimpo e con rumore segreto, si sono infilati dritti nel (TROMBONE STONATO) del mercato dell’arte. A ruota libera è arrivato anche il ciclone del profitto del magna tu che magno io.., che si ostina ad inseguire illusioni di ricchezza e sogni di gloria sotto il TROMBONE STONATO del mercato dell’arte.

      Di tutto ciò i disoccupati, i diseredati non possono che rallegrarsene, ma sarebbe un errore madornale invitarli a fare acquisti.

      • LorenzoMarras

        Savino caro ma ti ricordi il mercato del bestiame all’aperto di rurale memoria? mi sembra che anche Fattori ne avesse rappresentato uno.
        e se stessimo tornando alle agognate origini ?
        ciao Savi’

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          LE MUTANDE GRIFFATE DELLE PIU’ PREGIATE RAZZE D’ARTISTA !

          Caro Lorenzo, certo che lo ricordo…! Ma quello di cui parli era un mercato all’aperto di bestie vere, (non finte) che si svolgeva in un paesaggio mozza fiato, tra filari d’alberi, dolci colline e incantevoli borghi rurali. Giustamente, come che dici tu: rappresentato sulla tela da Giovanni Fattori.

          D’altronde di quel meraviglioso paesaggio raffigurato dai pittori macchiaioli, non ne rimane che una vaga memoria storica. Purtroppo, la speculazione edilizia selvaggia non l’ha risparmiato dalla sua totale distruzione.

          Non ne rimane che tutelare questi dipinti incantevoli, al pari di opere della natura. Ai nostri sensi, ormai abbiamo perso quella nota di natura che ci rendeva persone migliori.

          Al giorno d’oggi i mercati e le fiere dell’arte si svolgono al chiuso: in asettici padiglioni (multipiano) di cemento e vetro; dove si può salire e scendere comodamente, dove possiamo trovare di tutto e di più di tante vanità artistiche da acquistare: dagli animali in plastica ai pupazzi plastinati, fino alle mutande griffate delle più pregiate razze d’artista. Così va il mondo!

          Ciao Lorenzo, buona giornata..

  • a-band-apart

    da via solferino, “consigli” molto milanesi!

  • Antonio Inoki

    Il pur bravo?

  • mbr’

    ‘sicc ‘sicc

  • mira

    ma chi ha detto che manazza è bravo?

  • luca

    Vedere chi nelle ultime fiere in Italia, Inghilterra, America ha venduto………possiamo dire che il 50 per cento di questi artisti da Artissima in sù non è stato neanche presente all’interno dei magazzini delle fiere !
    possiamo dire che qui abbiamo fatto risuscitare acquisti visti , rivisti e rifritti ; rmorti e sepolti da tempo ; arrendetevi il mercato Nazionale vi ha dato torto ( quello internazionale fatto eccezione per 5 nomi su 150 non sa neanche che questi sono artisti .
    Possiamo dire che ormai i nostri giornali di destra portono avanti un arte figurativa , decorativa , fallimentare da tutti i punti di vista .
    Possiamo dire che questi gusti rispecchiano le ultime due Biennali di venezia Padiglione Italia per cui ci ha riso in faccia tutto il mondo , possiamo dire che qui i suggeritori sono stati Vittorio Sgarbi ,Luca Beatrice e tutto il cucuzzaro .

    • duj

      per cui tra l’altro non ci sono neppure gli artisti italiani che hanno partecipato a statement, basel, biennale curiger, liste… andiam proprio bene “consigli d’oro”!!!

    • hm

      portono?

  • Gino Bondi

    Perchè Vascellari è all’inizio (pure la Pivi) essendo la lista in ordine alfabetico?
    forse se li era dimentìcati e gli hanno detto ” Oh! ”

    Cattelan e Vezzoli? non ci sono.

    Comprate quelli che vi piacciono!

  • martina

    tutto questo non è solo polemica inutile e gratuita?
    buon inzio anno….!!! sperando che nel 2012 finiscano qst “articoli” che non danno niente, anzi stufano.

  • save

    Mi sembra di essere alle ultime due edizioni del padiglione Italia della biennale di Venezia. Il 90% degli artisti segnalati sono sconosciuti all’estero , perciò completamente fuori dal mercato dell’arte che conta. Mi piacerebbe conoscere il lungo elenco di fonti con cui con cui il sig. Manazza si è consultato. L’unica affermazione condivisibile è ” artisti contemporanei attivi in Italia da seguire nel 2012″ Appunto, da seguire SOLO in Italia

  • saverio

    disgustoso!!! e disgustoso anche dare credito a questi articoli.

  • “Sono 1 etto e 30: lascio?”

    Comprate quello che vi piace!

  • claude7

    E’ gelosia o cos’altro?…
    Personalmente ritengo Manazza uno dei migliori critici italiani.
    Conosce il mercato come nessun’altro.
    Sarebbe il caso di dire…ubi maior, minor cessat.

  • Margaretha

    Già il senso “investire” in arte è sospettoso ed è una cazzata, già da questa cosa si capisce che non sanno di cosa stanno parlando e scrivendo.
    diciamo che sono giustificati solo dal fatto di dover coprire qualche righe del quotidiano e basta. In resto è fuffa (truffa?).

  • hm

    smanazza di brutto . j&pig e giovanni & la cognata spiccano su tutti .

  • duj

    per l’articolista e la redazione: scusate, rigraziamo per averci informati di cotanta competenza, ma avete omesso di dirci chi è il signore. Ma chi è Paolo Manazza? Chi lo conosce?

  • erica

    AHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHAHAHHAHAAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHA

    MA CHE DAVVERO????

  • hm

    ma vascellari è al primo posto perchè ha fatto un’intervista doppia con il prete della deutsche bank?

    • Cristiana Curti

      lascia perdere, hm, è Artribune che ha sbagliato. Vascellari e la Pivi sono al posto giusto nell’inserto.

      • hm

        appunto quindi visto che l’intervista doppia era stata proposta da artribune magari aveva guadagnato dei punti di consenso .

  • Johnny

    Non ci si crede. Il Corriere della Sera ha pubblicato ‘sta roba? Non è possibile! Investimenti? Con quegli artisti? Guardi Manazza che chi dovesse darle retta finirebbe poi col rincorrerla con il bastone. Si prepari.
    Ma fatemi il piacere…
    Ma quel che più preoccupa è il Corriere della Sera. Davvero l’arte contemporanea in Italia non se la fila nessuno, se non gli addetti ai lavori. Chiudetela, la pagina culturale del Corriere, dai; non serve a niente. Al suo posto inserite un po’ di ‘approfondimento’ sulla televisione e lo sport, che è meglio, molto meglio.
    Ma fatemi il piacere bis…

    • hm

      ciao luchetto, ma come mai non c’è luca rossi morsiani nella lista? è un’indecenza .

      • hm

        no dai era una gag eh? è giustissimo che tu non ci sia . ciao morsy

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Jonny, se vuole sapere quali sono gli artisti italiani più significativi su cui poter investire, consigio di leggere l’ultimo bollettino sul collezzionismo d’arte, stilato da una nota collezzionista svizzera, Hannette Bauman, che sulla rivista d’arte “Die Samlung Moderner Kunst” ha redatto un elenco di artisti su cui merita investire.

      Tra questi nomi risultano alcuni artisti italiani: Vito Ravalli classe (1979), Giancarlo Ippoliti (1981) e Monica Pistolesi (1983); gli altri sono di altre nazionalità.

      La domanda è d’obbligo: è credebile questo elenco, oppure si tratta della solita trovata pubblicitaria per orientare le scelte di ignari collezzionisti ad investire solo su alcuni artisti?

      Ancora una volta bisogna affidarsi ai maghi che leggono il futuro dell’arte nei fondi di caffé ?

      Se fosse vivo l’artista dadaista Pierre Cabanne.., questi esperti d’arte occulte, sicuramente, li avrebbe spediti veloci, come missile spaziale a lavorare i campi incolti.. se non direttamente all’inferno, senza il dovuto passaporto col bollo infernale.
      Un caro saluto

  • luchino-non-rossi

    care nullità
    è inutile che sbraitate, al solito, snobbetti di periferia
    anche se non vi piace, in Italia sono questi gli artisti che vendono
    ahahahahahaa
    saluti acidi

  • Magda

    A me sembra strano che quando nessuno parlava di artisti emergenti non vi andava bene. Adesso che qualcuno di loro è riuscito ad avere un pò di spazio nel mondo dell’arte contemporanea non vi va bene lo stesso. Ma siete certi di lavorare a favore dell’arte? Non avete molto le idee chiare. E’ evidente che l’elenco di Manazza vuole essere solo un suggerimento. Infatti ha scritto: “La lista potrebbe essere stata molto più ampia o sintetica. A seconda dei gusti. Ciascuno in tale segmento del mercato deve rischiare di applicare il proprio. Scommettere insomma sulla propria cultura e sensibilità”. In più la lista è solo la parte finale di un’intervista di dieci pagine (per tutti voi forse un pò troppo da leggere effettivamente, data la tipologia di sito che proponete.. ). L’articolo è stata un’occasione per parlare di arte italiana. Anche se in modo non del tutto esauriente, almeno qualcuno si occupa di noi! Non capisco tutto questo accanimento. Cioè l’unica spiegazione sensata è che cercate in tutti i modi di far parlare di voi stessi. Anche sulla pelle degli artisti (citati e non). Ma pensare di occuparvi d’altro invece che di arte e cultura? Che so’ di televisione, spettacoli, moda, biancheria intima…Se l’informazione d’arte in Italia continua così siamo apposto! Bah…

    • il problema non è di parlare di artisti emergenti ma il parlare di mercificazione dell’arte con tutte le conseguenze che ciò crea ..come si fa a dire questo artista vale più di questo e quello non vale niente..conosco validissimi artisti che non hanno appoggi o compiacenze giornalistiche o critiche e sono nel dimenticatoio nonostante la loro valenza artistica…bisognerebbe educare e parlare più d’arte che di mercato d’arte…

      • Cristiana Curti

        Se si lasciassero davvero a parte i luoghi comuni di cui tutti fanno abbondante uso e abuso, si dovrebbe con onestà ammettere che, in Italia, di arte se ne parla fin troppo (e troppo poco la si insegna) e a sproposito, mentre di mercato dell’arte (seriamente) non se ne parla affatto e nessuno ne sa abbastanza. Non per niente siamo in questo settore l’ultima ruota del carro.
        Ma è sempre più facile continuare a utilizzare il termine “valore” confondendo le acque fra “valore economico” e “valore artistico”, come se davvero un’opera di Cattelan quotata 600.000 euro valesse di più artisticamente di un De Pisis che ne costa 40.000.
        Fa molto comodo (a tutti, sia ai compratori malati di valutazioni sia a quelli che odiano il mercato) parlare di soldi quando non si conosce il valore storico, filosofico e sociale dell’arte, che con i soldi ha poco a che vedere.

  • E’ la solita operazione cheap, mercatino di serie B senza riscontri. Nessuno dei nomi è nei Musei, che sono gli unici titolati ad attribuire il “marchi di qualità” della ricerca. In questi casi, poi, la ricerca non esiste. E’ decorazione pura, lo dimostrano i pareri autorevoli dei curatori con il curriculum, e in più non ci sono risultati di mercato che possano far pensare minimamente all’investimento. Semmai ci sono le azioni delle società a cui appartengono i “bravissimi critici” che non hanno mai curato una mostra che abbia spostato il pensiero, ne in Italia ne tantomeno all’estero. Ancora una volta ambizione sotto le scarpe…

    • Cristiana Curti

      Ha letto l’inserto e l’analisi (del mercato delle gallerie e delle case d’asta) di Manazza? Sa di cosa parla e i parametri su cui si basa anche questa lista? Cosa c’entrano la ricerca o i Musei con l’inserto di un quotidiano a titolo “Come investire nel 2012 – dai Btp alla Borsa, dalla casa alla pensione” (e ringrazi se si comincia a parlare di circolazione dell’arte)? Mi stupisco davvero che sia lei a commentare in questo modo. E affermare che “pareri autorevoli” (nomi e cognomi quando si scrivono certe cose, please) asseriscono che Frangi (o altri) facciano decorazione pura (perché è sicuramente questo che vuol intendere) non le pare più una sparata a effetto piena di inutile livore (verso cosa, poi)? L’ambizione sarà forse sotto le scarpe, ma l’autostima senza filtro va sempre a mille, mi pare.

      • cascina

        cascino, impara a scrivere in italiano innanzitutto… chi è senza marketta scagli la prima pietra!

  • Errata corrige: naturalmente mi riferisco alla generalità dei nomi. Che poi è un errore madornale mettere insieme 150 artisti, un’operazione alla Sgarbi per esimersi dalla responsabilità della scelta. Vascellari, Pivi, Pessoli, Arienti e altri sono invece dei grandissimi artisti, e sono a pieno titolo tra gli artisti italiani più colti e intelligenti.

    • hm

      sì proprio vascellari è quello colto, ma per favore ca$hino . beccati questa come risposta http://www.youtube.com/watch?v=FaY9TwSq7tU&context=C331080dADOEgsToPDskKDr_XKtwOKgU9eaFCJK1U4

    • Cristiana Curti

      Ma quale “responsabilità della scelta”, o “operazione alla Sgarbi”. Non è una top 150 del gusto e delle inclinazioni estetiche di Manazza (o dei suoi amici e parenti). Sono dati di vendite passate o previsioni auspicabilmente future forniti dalle gallerie e (in non molti casi, purtroppo) dalle case d’asta. Infatti non accontentano nessuno, perché spesso la realtà di un ambito specifico dell’arte (il suo mercato) è diversa da come vorremmo forse che sia.
      Inoltre, non solo Vascellari e co. sono artisti colti e intelligenti (tutti gli altri sono incolti e stupidi?) in questa lista. Eviti questioni che le si potrebbero ritorcere facilmente contro, con o senza autorevoli pareri di supporto dei “curatori con il curriculum”.

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        CONSIGLI PER GLI ACQUISTI DI OPERE D’ARTE- PER CHI FARE IL TIFO ?

        Quella delle liste di artisti da acquistare è una strana follia che assale tanti annoiati vecchi e nuovi borghesucci che non sanno come passare il tempo. E’ una follia che porta con sé l’idea miserabile di fare ottimi investimenti finanziari con l’arte. Questa follia che li spinge, non è certamente l’amore per l’arte ( la passione esiziale del valore culturale che c’è in essa), ma solo l’acquisto di opere d’arte come bene-rifugio.

        E’ difficile prevedere chi alla fine riuscirà a fare buoni investimenti in questa battaglia sull’acquisto di opere d’arte ( feticci) da rivendere poi nel perverso mercato dell’arte. Ma molti di questi borghesucci, purtroppo non sanno che ciò che oggi ha valore, probabilmente in un futuro non lo ha più.

        Adesso, dunque, non resta che assistere, (non senza una certa comicità) a questa contesa tra listoni, liste, stilate da arzilli giornalisti di cartone, tifosi -critici e autorevoli esperti di-spaventapasseri. Ma tra tutte queste liste di artisti, non sappiamo però qual’è la lista migliore di cui consigliare gli acquisti, quella per cui vale la pena fare il tifo ?

  • LorenzoMarras

    eeee Signora Magda cara è una parola scegliere in base ai propri gusti e sensibilita’. Quando si tratta di denaro non si va tanto per il sottile non solo dal salumaio ma financo negli investimenti piu’ delicati come lo sono quelli da fare nelle mercerie di lusso come le “Arti visive”.
    E’ una materia invero delicata che implica l’esame di tante variabili tra cui, (e mi vergogno un po’ perche’ sempre di vile denaro mi costringo a parlare), il grado di scambiabilita’ e di conseguente liquidita’ che puo’ conseguire da un acquisto , poniamo a caso…. di un Vascellari vah… ; oh non me ne vogliano i detrattori di Nico eh, faccio solo un innocente esempio. ESEMPIO.
    Eh se compro Nico , mi devo preoccupare anche del futuro del ragazzo e magari pensare : esporra’ al Gagosian ? ed al Guggeheim come Maurizio ? vendera’ di straforo le sue cosette di bambino (che so l’occhetta , il secchiello e la paletta) cosi’ da buttare all’aria tutta la reputazione che si aveva di lui ? Lo compreranno i nuovi ricchi della Cina ? smettera’ di fare concerti e di esibirsi negli Happening di Emilia e dintorni ? o peggio si sposera’ e mettera su famiglia ed anche la testa apposto? rimarra’ per molto nelle classifiche di Flash art ? litighera’ con i suoi galleristi ? venderanno al ribasso tutta la sua roba ? e di questo passo tante e tante altre belle cose che in futuro non potranno neppure dirsi piu’ tali.
    Ecco se non si sta attenti e si fa finta di niente si puo’ fare la fine che il nostro attento Luca Rossi ha saputo ben descrivere : “i collezionisti tengono la bocca chiusa perche’ temono per la propria reputazione di esperti”.
    Tanto denaro sperato che va per sempre al…..vabbe’ facciamo gli scongiuri vah.

  • caterina misuraca

    “questione ordine alfabetico”: Pivi e Vascellari sono all’inizio perché li avevo “saltati” … poi inseriti in fase rilettura! sorry!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      LA MALATTIA INGUARIBILE CHIAMATA: MERCATO DELL’ARTE !

      Non ne possiamo più di queste finte graduatorie; di queste liste stucchevoli di artisti allevati in questo sistema malato dell’arte. Di questo nefasto modo di barattare le opere d’arte al miglior offerente – dove si cerca di dare valore agli alti e bassi nella borsa dell’arte e non si legge in concreto il vero contenuto e significato dell’opera; tanto meno la si analizza con serietà, sincerità mentale e con rigore storico-critico.

      Sarebbe invece il caso di guardarsi più intorno e cercare nella vita quotidiana della maggioranza delle persone, un altro pensiero creativo che non sia quello canonico, stantio dell’ odiermo mortifero mercato dell’arte.

      E’ un problema di coscienza individuale: non è possibile che ci sono critici, curatori, collezzionisti che incoscientemente vivono in questo olimpo ovattato dell’arte.., senza mai preoccuparsi del marciume che vi regna.

      Mi domando: ma la cruda e misera realtà sociale e culturale in cui vivono milioni di italiani la conoscono o no? Ho fanno come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non farsi vedere ?

      Va bene per un critico vivere in questo olimpo ovattato dell’arte, per creare i suoi rapporti utili, condizioni di lavoro e per far vendere quello o quell’altro amico artista…, ma è eticamente inammissibile, deleterio per un critico o curatore limitarsi solo a questo; oppure limitarsi a raccontare l’opera dell’artista con suggestivi voli pindarici.. di memoria crociana, usando ciò come sua unica ancora di salvezza.

      • Cristiana Curti

        Identificare il mercato dell’arte italiano solo e sempre con le sue aberrazioni (che, fra l’altro, da noi non sono così endemiche) è per me un errore, caro Savino. Sai come la penso in proposito, e comunque apprezzo senz’altro più te, che sei contrario e basta, di tutti quelli che hanno commentato qui sopra “contro la lista”, senza neppure fornire una loro proposta – non dico 150 – secondo i parametri richiesti dal Corsera (informazioni del mercato dell’arte nell’ultimo anno) per il caso, non secondo le loro personali affezioni o i loro tiramenti.

        In Italia, se non avessimo avuto il collezionismo colto (quello sì) del XX secolo che arte vedremmo ora nei nostri Musei e nelle nostre collezioni pubbliche: quella acquistata dallo Stato? Lo so che a te non interessano neppure i Musei e sei contrario alla collazione in luoghi deputati, ma così è ora il circuito e dobbiamo gestirlo al meglio per quanto possibile. E magari rimpinguarlo proprio per prevenire le reprimende di chi continua a urlare che i Musei italiani sono malati di passatismo. E come potremo rinnovare (o formare) le collezioni contemporanee? Con gli acquisti dello Stato?

        Dobbiamo invece ricordare che lo Stato (nella persona del Ministro della Cultura) se ne frega altamente per i propri acquisti, quei pochi, di ogni opinione, neppure di quella dei “curatori con curriculum”; per il contemporaneo, poi, accetta piuttosto donazioni senza parere (come se l’arte contemporanea sia tutta una questione accessoria) e così ci ritroviamo piazze e parchi pubblici quando non gli stessi pochi Musei invasi di paccottiglia spesso denunciata anche in questo sito. Oppure parte lancia in resta all’acquisto di presunti crocefissi di Michelangelo (leggi il testo magnifico di Montanari, un vero esempio di come s’intende oggi nelle alte sfere dell’accademia e della burocrazia l’arte antica) o deve sentirsi proporre (Bondi, al recente Padiglione Italia sgarbiano) una ceramista svizzera modesta, e non dico altro, come eccellenza italiana nel mondo.

        I Morandi e i Fontana (e i Burri, Tancredi, Licini, Castellani, Boetti, ecc. ecc.) di cui possiamo godere nei nostri Musei vengono tutti (o quasi) da collezioni private di persone che, con intelligenza, hanno voluto mettere in comune con noi tutti i propri acquisti a loro volta effettuati in gallerie e case d’asta. Sono dei regali.
        Non so quanti di loro intendessero coscientemente “investire” in arte, ma il senso dell’acquisto di opere era commisurato alla fama dell’artista anche sulla scena internazionale. Ma non sempre.

        L’Italia ha tutto da perdere se continua a deprimere – con le sue leggi assurde – la circolazione dell’arte, finiremo per non avere più niente di cui parlare, quando la nostra arte migliore del ‘900 sarà scomparsa dalla faccia della terra e con lei l’attenzione nei confronti dei nostri artisti dell’oggi. Forse sarà un bene, ma non ne sono per niente convinta. Io sono dell’idea che è comunque bene acquistare arte. Che ci sia un progetto specifico di collezione o che si faccia per pura passione.

        Ed è un peccato che proprio in casa di coloro che dovrebbero sostenere e magari plaudere al fatto che finalmente un quotidiano a tiratura nazionale si occupa d’arte non solo con i DVD delle biografie di Leonardo e Michelangelo si faccia un così pessimo servizio all’informazione e si “lanci”, senza circostanziare, una lista come un sasso da gettare nello stagno e vedere l’effetto che fa.

        E’ triste, poi, come sempre, notare lo scatenamento dell’invettiva, naturalmente corredata dal nulla. Sarebbe bastato che Artribune (l’articolista) inquadrasse la questione in termini più corretti (magari spendendo due parole per spiegare davvero su quali basi editoriali e per quale pubblico erano fondati i contributi dell’inserto) per avere un commentario più equilibrato e chissà forse con qualche segnalazione alternativa davvero intelligente. Ma la verità è che è molto più facile denigrare che proporre.

        Ripeto (ma non a te, naturalmente), dove sono le liste dei 150 emergenti e/o solidi del mercato italiano alternativi (o integrativi) a questi?

        Un caro saluto, Savino

    • che ridere

      Signorina Misuraca….

      reinserirli nel luogo corretto? Non ci aveva pensato…?
      ottima giornalista.

      per quanto pensate poter continuare questi infantili maneggi dell’informazione?
      sad sad sad

  • Ancora una volta,” per nulla quanto rumore”.
    E un doveroso”Ma va là” Paolo Manazza!

  • Guido

    PIù DIVULGAZIONE MENO NEGOZIAZIONE!
    Ripeto,fino alla noia e questa volta in Italiano: ” E’ Tempo di dire addio” !

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Guido, è un ottimo slogan: “più divulgazione meno negozazione” che se fosse veramente applicato sul suolo italico, darebbe senz’altro ottimi frutti divulgativi in una nazione che è abitata da una maggioranza di poveri a digiuno d’arte e da ricchi incolti e colti che vivono in una nazione di ignoranti.
      E’ tempo di responsabilità e di cambiamento di mentalità… non solo rifiuto.

      good luck

  • Angelo

    Ma….da quel che ho letto ci sono solo un mucchio di critiche!Come se in quei nomi non cè ne fossero di artisti bravi e conosciuti!Ci si basa sempre sull’estero,sulle aste, sulle grandi collezioni ecc;e poi vogliamo il cambiamento…a mio parere gli integralisti sono coloro che seguono ancora questi schemi!Quelli per cui solo Fontana,Burri,ecc sono Artisti con la A maiuscola!
    Ma da che mondo è mondo sopratutto in arte le critiche(negative)hanno (in molti casi) favorito il successo di un artista!Cito un classico esempio!Il grande Alighiero Boetti che fino a un ventennio fà non lo prendeva nessuno,neanche come regalo!Oggi invece tutti con il catalogo sotto l’ascella e a sbattere le mani!
    Oggi è un Artista,ma ieri…non lo era??????
    Saluti.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’ ARTISTA NELL’OLIMPO DELL’ ARTE ADDOMESTICATA !!!

      Già, il catalogo patinato sotto le ascelle fradici di sudore borghese… questa sarebbe la vostra arte da salotto che è servita e riverita in tutte le salse in un piatto d’argento ad altri borghesucci che appartengono indubitabilmente alla schiera dei consumatori di merci.

      Ma la vita dov’è ? Su questo atteggiamento cerimoniale.., piccolo borghese, direbbe P. P. Pasolini – si costruisce l’odierno ‘olimpo dell’arte, con i suoi mirabili musei pieni di cianfrusaglie che puzzano di sudore stantio.

      Nessuno ha più il coraggio di contestare. Gli artisti a dire il vero, sono diventati servi di questo olimpo dell’arte. Appartengono alla stessa casta privilegiata e sperano di conquistare un posto tra le nuvole cupe, realizzando opere su opere con un pensiero addomesticato e monodimensionale.

      Non fanno altro che tormentarsi per raggiungere il successo economico e mondano, lavorano di lima assieme ai guaritori dell’arte malata.., chiedono a questi consigli sul marketing di feticci.

      Mi domando: ma quale prezzo pagano la lode a questi critici.curatori-guaritori di anime morte? Perché rinunciano alla vita e a quello di più profondo gli regala per indossare la maschera dell’arte in questo mortifero olimpo, sospeso nel cielo..

      • Angelo

        Egregio sign.Marseglia!
        Sottolineo che non ho nulla contro di lei;anzi!
        Condivido quello che lei dice!Infatti io amo l’arte e compro le opere che mi piacciono,che mi creano emozioni a prescindere dalla carriera che l’artista ha alle spalle che sinceramente non mi interessa!Non dò retta a ciò che dice tizio o caio!Perchè tutti sappiamo essere critici!Ognuno con i suoi soldi fa ciò che vuole;nel suo commento(e mi corregga se ho mal interpretato) vedo giuste critiche ma vedo altresì un’attenzione verso altri settori che non riguardano l’arte!Il sole al mattino esce per tutti, quindi se qualcuno è in difficoltà o altro che si rimbocchi le maniche!Perchè non sono di certo un borghese e nemmeno di sogno esserlo!Ma dato che mi dò da fare e me ne infischio di tutti i sistemi e le dottrine,con le mie possibilità mi piace investire in arte!Mi dà solo fastidio la gente che prima disprezza e poi quando le cose vanno bene si presentano sempre in prima fila!E sopratutto non sopporto l’esterofilia!In Italia abbiamo molti bravi artisti,come abbiamo anche molte altre eccellenze;ma siamo anche bravissimi a non saperle valorizzare!
        Comunque sia in quella lista ho trovato qualche artista interessante e che ho in collezione!Sinceramente non conosco il sign.Mannazza e non sò neanche chi sia!
        Cordialmente

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          LA CONCEZIONE ROMANTICA DELL’ARTE E DELL’ARTISTA EXTRATERRESTRE !!!

          Gentile Angelo, lungi da me dal proibire qualcuno a comprare quello o quell’altro artista. Ognuno di noi è libero di spendere il proprio denaro come vuole. Semplicemente, non sono d’accordo su queste liste e classifiche che di tanto in tanto si stilano sui giornali come si trattasse di classifiche di squadre di calcio.

          E’ vero che il sole la mattina nasce per tutti e che bisogna lavorare per guadagnare la pagnotta quotidiana. Su questo condivido con lei! Se ho compreso bene e mi corregga se sbaglio, lei afferma: “un’ attenzione su altri settori della società che non riguardano l’arte.

          Ma secondo lei esiste un artista che vive al di fuori di questa società borghese capitalistica e non ha niente di che spartire con tutti i settori economici, sociali, politici e culturali? Se li conosce, mi faccia la cortesia di inviarmi per posta elettronica i loro nomi.

          L’arte, storicamente è sempre stata espressione, interpretazione, dissenso, ma anche fusione con la società. Semmai, la questione spinosa è di come si pone l’artista nei confronti della società ?

          Ho l’impressione che lei abbia una visione romantica dell’arte. Mi spiego: non deriverà dal fatto che lei collezionando artisti, vuole in qualche modo evadere da questa realtà o società ingiusta, decomposta, rumorosa e divisa in caste sociali e culturali?

          Secondo lei, un’artista autentico e coscienzioso, non vive queste ingiustizie anche sulla propria pelle? Oppure, fa finta di essere un extraterrestre che ogni tanto scende sulla terra per farsi una bella e spensierata vacanza, non so.., sulla “Costa Smeralda” in Sardegna?

          Ma, un momento! Questa definizione d’artista come turista extraterrestre, come uno che non vede e non vuole vedere i mali che lo circondano, per non rovinarsi il soggiorno, ma soltanto godere delle cose belle e ciò che gli fa comodo in termini di affermazione e successo mondano: ,non le pare una cosa abominevole e non degno di un artista coscienzioso?

          L’arte, storicamente rappresenta, (nel bene e nel male la società), così come essa corrisponde al pensiero e alle concezioni dell’artista.

          Buona notte gentile Gabriele

          • Angelo

            Egregio sign.Marseglia!
            Ha pienamente ragione!
            Se la mettiamo sul suo piano, di artisti coscenziosi non c’è ne sono!
            Va anche detto però che ogni artista produce anche per campare!
            Ma…(spero di aver raccolto il suo significato) c’è arte e Arte!
            E la mondanità e le “m…e d’artista”(alla Manzoni) non piaccion neanche a me!
            Saluti
            Angelo

          • SAVINO MARSEGLIA

            Buongiorno Angelo, la “merde d’artist” di Piero Manzoni è la freccia che trapassa la mercificazione dell’arte e del pensiero…, senza mai traffiggerla a morte. Che di fatto significa denunciare una società e un modello di cultura, basato esclusivamente sulla produzione di feticci da vendere.

            E’ anche lo strumento che permette all’artista di illudersi di raggiungere una libertà solo attraverso lo strumento dell’arte.

  • bg

    Vedere la mitica Rossella Biscotti affiancata che ne so a J&Peg … ( dico un nome a caso ) fa capire come le fonti vadano da competenti curatori alla portinaia del palazzo a fianco …
    Complimenti

  • matteo

    Non fatevi ingannare comprate solo Matteo Donati!

  • hm

    ma cos’è diventato l’angolo delle lavandaie questo? o dei ciabattini compra questo compra quello?

  • a – band – apart

    solo arte indipendente!

  • And

    Paolo Manazza è un cinquantacinqueenne che da quello che si legge dalla sua brillante cariera, nel 2007 insieme agli studenti della brera crea un blog di economia dell’arte che trasforma due anni dopo in un sito di critica ed economia, sempre nel 2009 comincia a dipingere, ora questo è quello che scrive lui di se stesso.
    Bisogna chiedersi ma come possibile cominciare a cinquantanni suonati ad occuparsi di Arte Contemporanea fare il curatore il crtico il pittore aiutare i giovani artisti ???, essere cosi presuntuosi dopo appena cinqueanni di pseudo militanza nella nullita di una cariera, ma questo signorino dovera negli anni ottanta novanta , dove navigava,: Non basta essere libero di fare delle scelte, per fare il critico , l’artista ci vuole mestiere anni di mestiere, dovera questo pseudo artista critico gionalista curatore negli anni migliori della sua vita, mentre a milano i suoi coetanni giravano attorno a careof a via farini in via lazzaro palazzi alla casa dell’arte ,attorno a oreste, in quegli anni Paolo Manazza che faceva???? che seghe mentali si faceva???????

  • Ma scusate, ma davvero secondo voi, chi compra opere d’Arte, segue questi consigli?

    Credo che nessuno di noi, comprerà qualcosa, e che i prezzi saranno inaccessibili per la maggiorparte delle persone che leggono queste liste…

    E smettetela di abboccare ad ogni cosa che scrivono; siamo sinceri, quante persone comprano e leggono i quotidiani, ormai…?

  • luca rossi

    francesco cascino…
    ma l’avete visto?
    come può un omuncolo di così cattivo gusto, intrallazzone, senza nessun tipo di appeal culturale, avere il coraggio di parlare di arte contemporanea?
    questo è il problema dell’Italia.
    non le liste o gli articoli.
    la gente che ha la presunzione di pontificare.
    meditate gente…meditate

    • Boia

      Meditate gente?
      Ma che sei il messia? Ma chi ti credi di essere?
      Fai solo gossip caro rossi

  • Valerio N.

    Se i collezionisti, investissero realmente in Arte, senza essere manipolati e trascinati da questi stupidi articoli o da un sistema malato che vuole piazzare per forza qualcuno piuttosto che un altro, sono sicura che di tutti questi nomi non ne rimarrebbe che una decina. E ci sarebbero gli artisti veri a predominare i mercati con la loro qualità e il loro talento. Ma non è così, sfortunatamente. L’ unico consiglio che posso dare è comprate ciò che vi piace e vi emoziona, solo così si stravolgeranno i mercati e il merito andrà realmente a chi si merita di essere chiamato ARTISTA.

    • Cristiana Curti

      Caro Valerio N., hai completamente ragione. E aggiungerei: se qualcuno vuole comprare arte, dovrebbe comprare solo ciò che conosce o che ha intenzione di conoscere direttamente (quindi comprerà comunque ciò che lo attira e lo convince per puro piacere personale e inclinazione culturale). In questo modo e in automatico l’arte contemporanea italiana, che ha necessità di maggior visibilità e diffusione di quanto ne abbia oggi, ne sarebbe senz’altro avvantaggiata e molta paccottiglia foresta, acquistata dai pretenziosi e dai modaioli, rimarrebbe al palo. Ma non è solo una questione di autarchia sì e autarchia no, naturalmente.
      Il problema è: che si intende per “artisti veri”?
      Cosa ci fa credere che Botero non sia un “artista vero”, ad esempio? Eppure Botero lavora come un “artista vero”, ne ha tutto l’apparato tecnico ed è supportato da grandi gallerie che hanno seguito una carriera molto lunga e sempre sulla cresta dell’onda (Botero non è una meteora o un effetto di una moda passeggera…). Non necessariamente avere successo fa di un artista un artista, ma non necessariamente ne fa un millantatore.
      La questione di fondo, quindi, è: fino a che punto un artista deve piacere al grande pubblico senza rischiare di diventare un sacco vuoto di contenuti e di arte? Chi stabilisce la “verità” di un artista? Perché se la verità di un artista è stabilita dal grande pubblico, allora Botero è l’artista più “vero” di tutti. E mi pare che tutti qui concordino che, finita l’era dei critici che costruivano le storie curricolari e sostenevano le carriere degli artisti che seguivano, è il pubblico (soprattutto il pubblico che non è “addetto ai lavori”) che deve decretare il successo di un artista. Ma se il grande pubblico sceglie Botero?….. e via di seguito.

      • And

        Cristina c. ma stattene a cuccia lasciami stare botero e chi decide cosa e come sull’arte, ma guardati ,l’unica mostra che hai curato e dell’omuncolo paolo manazza che come imbratta tele nn ha concorrenza, fatti un esame di coscenza, ritiratiiiiii, alla faccia della professionalita, ma è decimila volte meglio botero , dai cri vatti a fare un editoriale sugli orologi dell’inizio del secolo sul sito dell’omino tuttofare, e finiscila di fargli da scudo crociato alle critiche feroci che si becca.

        • Cristiana Curti

          Ma che ne sai tu di me? Fatti un giro largo tu, piuttosto, anonimo inutile sputaveleno. E informati un po’ meglio, servotto di internet.

  • simone battisti

    Questa lista e’ tremenda. Non tutti gli artisti ma moltissimi lo sono. Spero davvero che nessuno la prenda com vademecum per l’arte. NO COMMENT.

  • Valerio N.

    Io credo che l’ “artista vero” si riconosce a vista d’occhio perchè comunica al mondo con una facilità impressionante. Ho visto mostre di artisti semisconosciuti che facevano tornare la gente a rivedere la mostra due o tre volte e ho visto mostre di artisti supervalutati che lasciavano nello spettatore indifferenza e sdegno. La maggior parte di questi artisti sopracitati (non tutti ovviamente, qualcuno di valido c’è) non sanno nemmeno cosa sia l’arte, sono solo spinti dalla corrente. Non c’è bisogno di fare liste e volantini su chi comprare, secondo me, ribadisco, bisogna solo affidarsi alle proprie sensazioni senza farsi manipolare il cervello.
    Ormai la gente è stufa di andare ai musei e di vedere cassonetti dell’immondizia spacciati per opere, opere monocromatiche realizzate con lo sputo spacciate per opere, legni accatastati spacciati per opere e così via. Spero che una nuova coscienza dell’arte si sviluppi presto e porti delle novità anche nel mercato perchè siamo stufi di vedere il nulla (e di comprarlo pure!).

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Gentile Valerio, non trovi sia pazzesco arrabbiarsi per un sistema dell’arte contemporanea comatoso che ruota attorno al nulla?

    • Cristiana Curti

      Io credo che tu abbia ragione, Valerio, anche se la questione dell’artista “vero” (ho capito a cosa ti riferisci) è troppo soggettiva se così impostata. Sono anche convintissima che non è il mercato a decretare chi è artista vero e chi non lo è, ma, come dici tu, il pubblico che torna a vedere una mostra magari di sconosciuti. E’ però un caso sporadico quest’ultimo, purtroppo.
      Non c’è tradizione al nuovo (inteso come “nome nuovo”) in Italia. Per lo più, sono le mostre acchiappapubblico, che “rendono” anche ai musei, a vincere ancora (e come vedi si riallacciano molte questioni di cui si dicute su Artribune in questi ultimi giorni: qualcosa che bolle in pentola c’è eccome). Contro cosa vincano, non si sa.
      C’è da risolvere il nodo che tende a mischiare (secondo me inutilmente) le questioni economiche con quelle valoriali. I due aspetti dovrebbero essere considerati con occhi differenti e profonda onestà intellettuale (oltre che competenza).
      Personalmente – e dalla mia esperienza – posso dire che non conosco molti che acquistano arte solo perché qualcuno consiglia un nome piuttosto che un altro. I consulenti esistono per le grandi collezioni (e per specifici ambiti) e se i consulenti sono ottimi uomini e donne di cultura, ne guadagna la collezione e il collezionista. Penso ad esempio alle numerose collezioni di fotografia che si sono sviluppate negli ultimi dieci venti anni in Italia: alcune sono guidate da grandi conoscitori e presto potrebbero diventare pubbliche.
      L’acquisto di un’opera d’arte è, fortunatamente, per molti di coloro che lo compiono, ancora una faccenda personale e intima. Ma è limitata a chi può permetterselo, che rappresenta – nei fatti – una piccolissima parte del pubblico dell’arte.
      E’ evidente che prevalga una sorta di “conservazione” fra molti che collezionano arte, anche perché le collezioni serie, in genere, approfondiscono temi già inaugurati magari per completezza di dati e documenti. I collezionisti aperti al nuovo sono pochissimi. E se consideri che già pochi sono i collezionisti, il gioco è fatto.
      Circa la creazione di una nuova coscienza dell’arte, auspicabile senz’altro, è però opportuno fare i conti con ciò che abbiamo a disposizione per cambiarlo e modificarlo, magari, ma non se ne può fare a meno. Se vedo bene quello che dici, l’arte che apprezzi è in apparente contrasto rispetto a quanto l’arte è stata negli ultimi trenta-quarant’anni.
      Ti potrà consolare il fatto che c’è tuttavia, oggi, parlando di prassi artistica una evidente rivalutazione della tecnica (sentita a torto o a ragione come latente negli ultimi tempi), ma, circa nuove possibili poetiche, anche una voglia disperata di “fare movimento” finalmente solido, anche se i più sperano ancora al miracolo isolato (e isolabile, intoccabile, puro). Ma anni di lotta disperata all’emersione e all’incontrollato egotismo di artisti e critici hano un poco impoverito il panorama (anche etico) dell’arte. Naturalmente generalizzo.
      Solo i migliori (e, ribadisco, hai ragione su questo) riescono a rimanere indipendenti dalle influenze culturali e economiche ed emergono senza se e senza ma. Mi riferisco non solo agli artisti ma anche ai collezionisti.

  • nella lista ci sono alcuni amici, e sono contento per loro, che comunque non diventeranno milionari grazie a questa segnalazione, anzi lavorano tra mille difficoltà, e per difficoltà intendo dire che molti di loro hanno proprio problemi di sopravvivenza non solo artistica, ma anche fisica. Io nella lista non ci sono, e ne meno vanto.

  • Rosa

    Non c’è da stupirsi. Ha tutta l’aria di essere il tipico articolo malevolo alla Artribune..
    Se un giornale come il Corriere della Sera ha affidato a Paolo Manazza questo compito, è perchè ha ritenuto che ne avesse tutte le competenze per farlo, visto che è un esperto di mercato dell’arte. Oltretutto lo fa con tutta umiltà: “i nomi che faccio non hanno la pretesa di essere dei consigli sugli acquisti da fare: sono una traccia, qualche indicazione sulla base della quale poi ognuno potrà farsi le sue convinzioni”. Da’ semplicemente delle tracce, delle indicazioni. Sta poi al lettore, al collezionista decidere quali consigli seguire, e in base alla propria sensibilità, gli artisti su cui investire.
    Mi sfugge l’utilità di articoli come questo, se non quella di inacidire gli animi, e offrire materiale invitante a coloro (più o meno sempre gli stessi) che si dilettano a passare il tempo a scrivere baggianate velenose.

    • francesco sala

      noto che, ogni giorno che passa, qualificate con sempre maggiore insistenza la qualità dei contenuti che propone artribune in base alla loro “utilità”.

      ma cosa intendete per “utile”?
      e quando un articolo diventa “inutile”?

      utile o inutile … a cosa? per chi?

      è curioso.

    • Cara Rosa,
      in una collana che si chiama “Come investire nel 2012?” si danno consigli per gli acquisti. E ovviamente nella rosa indicata da Manazza l’investitore opererà una scelta, dettata più dalle ulteriori sue informazioni/competenze più che dalla sensilbilità artistica. Perché qui si parla di investimenti, lo ripeto.
      Quanto alla competenza di Manazza, non mi sbilancio, non sono abbastanza esperto di mercato per darne un giudizio. Ma non mi convince la tesi che, se il CorSera gli ha affidato l’incarico, allora è competente. Mi sa tanto di “se l’ha detto la tv, allora è vero”. Naif.
      Infine, ricordo di aver letto (e recensito) un suo libro qualche anno fa, sull’11 settembre, dove c’erano molti riferimenti filosofici. Qui posso (e l’ho fatto) dire la mia con competenza: erano spesso approssimativi, amatoriali, da liceo insomma.
      Quindi, se dovessi investire dei denari, cercherei di valutare con attenzione la competenza di Manazza sul tema, il precedente suddetto non giocando affatto a suo favore.

      PS: Artribune scrive articoli malevoli? Piuttosto li definirei “critici”, e ne andiamo fieri. Lo stile Fabio Fazio non piace molto da queste parti (non ricordo quale suo ospite – forse Bocca – lo gelò in diretta, rimproverandogli per l’appunto lo stile zerbino nelle interviste).

      • Cristiana Curti

        “Critici” de che? Dove sarebbe la “critica” (che ha regole di gioco ben precise, soprattutto in giornalismo, e qui sono andate tutte diserte)? Dove sarebbe l’argomentazione contraria ai motivi che sottostanno una lista di artisti da osservare durante il 2012? Quella testé fornita?

        Caro Giacomelli, forse lo stile zerbino non sarà il vostro, ma quello dei forcaioli in malafede, sì. Lo chiamiamo “A’ la Feltri”? Ma Feltri è più abile, comunque.
        Della redazione – dopo tonnellate di commenti come sempre anonimi e insultanti nei confronti di Manazza, e mai un sapientone che, dopo aver sputato veleno, si premura di dire cosa dall’alto del suo scranno avrebbe fatto al suo posto – vi precipitate immediatamente addirittura in due per arginare uno dei pochi lettori che (insieme a me, che mi sono presa le mie belle parolette) osa parlare “a difesa” del semplice diritto a fare il proprio lavoro commissionato da un quotidiano.

        E’ risibile (e molto supponente) la ragione secondo cui considerate le scelte del Corriere della Sera indifendibili perché fideistiche alla stregua di “siccome l’ha detto la tv”: andate a dirlo anche agli altri giornalisti del Corriere, che quindi, a pioggia, sarebbero anch’essi poco autorevoli secondo lo stesso metro. Ma fatelo, perché il giudizio dato su di loro è pesante (quanto inconsistente) e meriterebbe risposta adeguata.
        Con l’addurre poi che un articolista sia poco credibile perché un suo antico libro non vi sconfifferava e quindi ogni altra successiva produzione è da scartare, io ci vedo – e sono già pronta a farmi dir di tutto, ma vedo che l’obiettività qui ha poca casa – abbondante livore. Evidentemente non avete mai seguito (o non riuscite a giudicare) davvero i molti scritti del settore di Manazza che da anni (e non da ieri) scrive sullo stesso argomento e con competenza (e non solo sul Corriere, sono in tanti allora a sbagliarsi su di lui). Qual è il vostro problema?
        L’intento era palese da come la Misuraca (o la Redazione) impostò la nota, privandola del tutto della corretta introduzione, che esiste e che avete di proposito evitato. Tutto su un bel piatto d’argento per il “popolo famelico”, come di consueto in questi casi, ormai sempre più numerosi.
        Facevate prima a titolare meno untuosamente: “Quello schifo di Manazza ne ha fatta una delle sue: addosso!”.
        Se non vi piace la lista, fatene un’altra. Perché non potete giudicare a-priori ciò che un articolista del Corriere della Sera fa su richiesta del Corriere della Sera.
        Se contestate i consigli d’investimento in un settore del mercato, argomentate su questo e non altro, del resto avete anche voi in redazione alcuni che si occupano del mercato dell’arte, non è vero? Ma i blocchi di partenza devono essere gli stessi.

        Questo è giocare sporco, partendo da un argomento introdotto malamente e proseguendo con l’aggravante di un commento – il suo, Giacomelli – che la dice lunga su come la pensavate sin dall’inizio.

        Va da sé che conosco Paolo e sono sua amica, ogni tanto sono molto contenta di scrivere per il suo sito. Ma qui vedo bene che l’amicizia è cosa sporca, che bisognerebbe nascondere perché presupporrebbe sempre sordidi nepotismi e nascoste liaisons dalle recondite manovre (è davvero tutto da ridere…).
        Sono anche una lettrice di questo sito, che apprezza molto le prove davvero buone di Caliandro e Marsala e non ha alcun problema a dirlo (a me interessa solo chi scrive bene e con competenza su QUALSIASI testata e non mi permetterei mai di affermare che “perché lo dice Artribune, allora è spazzatura”), ma mi spiace sempre vedere certe derive che deprezzano il lavoro dei migliori.
        E’ per questo – anche perché sono lettrice – che mi sento in dovere ancora di intromettermi, non solo per amore di equità e sentimento di amicizia. Potrei tacere ed evitare altri insulti (che arriveranno), ma – come in altri casi qui – non riesco a non protestare per il vostro stile maldestramente velenoso e poco velatamente invido.
        Ci vedo un’antica ripicchina… vi siete presi la rivincita?

        Bocca disse anche qualche anno fa: “I giornalisti della mia generazione erano mossi da un motivo etico: ci eravamo messi tragedie alle spalle, perciò il nostro era un giornalismo abbastanza serio. Oggi la verità non interessa più a nessuno”.

      • Rosa

        Grazie Marco, ma ho capito di cosa si sta parlando. Io credo che il collezionista si affiderà alle indicazioni di Manazza quale esperto di mercato dell’arte, ma anche alla propria sensibilità artistica.
        A mio parere, i riconoscimenti sono importanti. Se è chiamato a scrivere per testate come La Stampa, Il Corriere della Sera o la Repubblica, ecc, mi da più fiducia che uno sconosciuto che scrive solo su exibart (e Artribune!).
        Lei che competenze ha per dare giudizi su Manazza? non si sa..quindi nel dubbio non mi fido.
        Si può fare critica, porre interrogativi senza essere spocchiosi, la critica è utile quando è costruttiva, inutile quando è bassa, arrogante, dannosa (e gossippara).
        Questo è ciò che si percepisce leggendo certi vostri articoli. E mi creda, non siamo in pochi a pensarlo.

  • caterina misuraca

    Gentile Rosa, che, a quanto pare, si fa portavoce di un gruppo di “indignati” contro l’ “Artribune sconosciuto e arrogante” , se la sua fiducia – nel dubbio – resta comunque altrove, lei, alla fine, legge Artribune:
    – solo per curiosità?
    – per denigrare a prescindere?
    – per porselo, qualche dubbio?

    • Rosa

      Nello specifico, ho visto scorrere il titolo a dir poco velenosetto su Facebook, e ho deciso di approfondire.
      Dai sù, una critica, anche negativa, va’ motivata con argomenti validi, qui mi sembra, appunto, un denigrare a prescindere.

  • hm

    manazza in ogni caso ha scritto “comprate questi” NON “schifate questi altri” . se avesse scritto “non comprate questi altri” sarebbe stato troppo avanti, non mi sembra il suo caso .

  • Emily

    lista ridicola! Sono un giovane collezionista, manca totalmente lo zoccolo duro della fotografia italiana, per intenderci Basilico, Jodice,Ghirri, Fontana, Galimberti ( le sue Polaroid veri pezzi unici), Giacomelli, Migliori, Gastel,Scianna, GB Gardin, Vitali, ma che lista avete fatto?

    • Rosa

      Emily, Manazza da indicazioni su alcuni artisti emergenti da seguire nel 2012. Che c’entrano Jodice,Ghirri, Fontana, ecc ?? non stiamo parlando dello zoccolo duro, Emily!!

  • claude7

    I giornali fino ad oggi parlano poco (se non ..mai) degli artisti italiani emergenti..
    Ma vi pare il caso di denigrare uno spazio che, un importante quotidiano nazionale come il CorSera, dedica finalmente a questo argomento?..
    Come all’ “Asilo Mariuccia”, si litiga per il niente, inserendo commenti denigratori, postati non solo da anonimi, ma persino da chi gestisce questo sito.
    Cosa volte fare dunque? Trasferire Maria De Filippi al mondo dell’Arte contemporanea?
    Se questo è l’obiettivo, siete davvero sulla buona strada…!!

  • Franco

    Sono d’accordo con Emily, nel listone di Manazza ci sono artisti consolidati, quindi ci stanno anche i fotografi dello zoccolo duro!

  • Antonio Inoki

    Scusate non ho voglia do leggere tutto: c’e nessuno che mi puo fare una sintesi delle varie opinioni?

  • fernanda

    Mimmo Centonzze non lo voglio nemmeno se me lo regalano!

    E Bergamasco si è perso per strada… i De Filippi c’è tutta la genealogia chissà come mai non è lo stesso per i Pignatelli, misteri dell’economia.

  • paolo

    Ritengo validi Nicola Samori’, Alessandro Verdi e Roberto cuoghi.