Buona, anzi ottima, la seconda. Entra direttamente nell’élite mondiale la fiera Art Stage Singapore, che richiama anche tre italiane

Centoventi gallerie e una cinquantina di progetti speciali, dedicati sia artisti internazionali come Annie Leibovitz, Antony Gormley, Bernar Venet, sia ad artisti asiatici, tra cui la mostra Larger than Life, con una diecina di installazioni monumentali. Mentre l’anno scorso ci si era concentrati sul Pop con David LaChapelle e Takashi Murakami, quest’anno le mostre saranno […]

Collezionisti ad Art Stage Singapore 2011: i Poddar ed i Rubell

Centoventi gallerie e una cinquantina di progetti speciali, dedicati sia artisti internazionali come Annie Leibovitz, Antony Gormley, Bernar Venet, sia ad artisti asiatici, tra cui la mostra Larger than Life, con una diecina di installazioni monumentali. Mentre l’anno scorso ci si era concentrati sul Pop con David LaChapelle e Takashi Murakami, quest’anno le mostre saranno più concettuali e provocatorie. Va in scena fra il 12 e il 15 gennaio Art Stage Singapore, la fiera che alla sua seconda edizione mette già sul piatto tutte le sue ambizioni di primeggiare sul piano globale, con un lotto di partecipanti da far invidia a molte rassegne dalla tradizione ben più consolidata.
Da New York arrivano Priska C. Juschka e Lehmann Maupin, da Londra White Cube, Haunch Of Venison, Ben Brown, Victoria Miro e la multinazionale Marlborough, da Berlino Eigen + Art e Caprice Horn, da New Delhi Nature Morte, giusto per fare qualche esempio. E si muove anche il big nostrano Massimo De Carlo, che porta a tre la compagine italiana, al fianco di Primo Marella e della bresciana Paci Contemporary.
Un crescendo di successi per la nuovissima fiera, che conferma il fatto che il futuro – ma anche il presente – del mercato dell’arte, soprattutto per l’arte contemporanea, risiede nell’Asia, sia per i riscontri che è in grado di dare agli investimenti, sia per la sete di cultura contemporanea che hanno questi paesi, di cui la fiera è una delle risposte.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.