Bologna Updates: cosa significa per il mondo dell’arte e i suoi operatori economici lavorare in un paese ufficialmente in recessione? Ecco cosa significa

Quanto influisce un semplice dato statistico, seppur grave, sul sentiment che si respira nel mondo dell’arte e sulle prospettive per l’annata appena iniziata? A dar credito alle dichiarazioni di alcuni operatori di settore, incontrati tra stand e corridoi ad Arte Fiera, l’influenza -negativa, diciamolo subito- è piuttosto elevata. Ce la delinea in maniera plastica una realtà […]

L'economia italiana secondo il Fondo monetario internazionale (Credits - Claudio Laurenti)

Quanto influisce un semplice dato statistico, seppur grave, sul sentiment che si respira nel mondo dell’arte e sulle prospettive per l’annata appena iniziata? A dar credito alle dichiarazioni di alcuni operatori di settore, incontrati tra stand e corridoi ad Arte Fiera, l’influenza -negativa, diciamolo subito- è piuttosto elevata.

Ce la delinea in maniera plastica una realtà che ci chiede di rimanere anonima e che si occupa dell’organizzazione di fiere d’arte, appunto: “da gennaio in poi andare all’estero a proporre il prodotto Italia è impossibile, nessuno ha voglia di venire e di scommettere su di noi, tutti ci considerano off limits per il 2012”. Ma come, la reputazione del nostro paese non era aumentata con il nuovo esecutivo guidato da Mario Monti? “Sì, non è quello il punto” sentenzia un altro operatore “il punto è che non ci rendiamo conto quanto conti il dato diramato da qualche settimana dal Fondo Monetario Internazionale secondo cui l’Italia nel 2012 avrà una discesa pari al 2,2% del Pil“. E già qualche fiera, obtorto collo, considera l’ipotesi di saltare il 2012. Ecco cosa significa, per chi fa business nel mondo dell’arte a livello internazionale, partire da un paese in recessione.
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  • andiam proprio bene

    La credibilità di queste conclusioni sono discutibili perchè molto dipende dall’autorevolezza della fonte. In altre parole, un conte è se questa cosa la dice Jennifer Flay, altro conto è se la dice Casiraghi, altro ancora se è qualcuno di fiere nate già nane.

    Tuttavia, riguardo quanto detto in questi giorni riguardo l’ipotetico rinnovo del contratto all’Evangelisti vi è da dire una cosa, la fiera è brutta. Non c’è più sentimento attorno a Bologna, solo un altro attore potrebbe riportare freschezza alla fiera. Ridurre le gallerie e lasciare la bassa qualità è una sciagura non una ricerca volontaria. E’ tutto da rinnovare, direttore e comitato.

  • Significa che se non si inizia ad argomentare il VALORE delle opere la barca continuerà ad affondare. Se non si inizia a spiegare perchè questo sì e quello no sarà presto finita e rimarranno solo quei pochi valori consolidati nel 900.

    Oggi Arte Fiera, impaurita di non vendere, è realmente l’IKEA EVOLUTA. L’arte potrebbe non subire questa crisi (perchè si continuano a vendere Ferrari anche in crisi???) ma invece ha perso e perde continuamente opportunità. Vecchi bravi galleristi che cercano ancora di perseguire strade da anni 90….figli di questi galleristi e giovani galleristi spaesati che durano una stagione…e che finiscono a proporre soluzioni da salotto per ricchi…

    Il collezionismo (parlo del mercato medio e basso) dopo 15 anni di prese in giro in italia è stufo..e forse non solo in italia. Quanto VALE oggi un lavoro di Maggie Cardelus o di Monica Carocci o di Diego Perrone, o di Paola Pivi..i giovani di ieri???? Non vale nulla, o quasi nulla, sicuramente meno di quello a cui era stato comperato…e allora? Io piuttosto mi compro un macchina un pochino più bella o mi faccio un viaggio in crocera….

    • hm

      perchè come sai le ferrari sono qualità estrema, e si venderanno sempre e comunque . a me fa ridere però che qui non si parli mai dei prezzi gonfiati e falsi delle case d’asta, sono quasi tutte recite messe in atto tra compratori e offerenti, spesso sono tutti d’accordo fondazioni privati e case d’asta e una larga fetta della cifra torna indietro successivamente a chi l’ha messa, ma la cifra alta crea status symbol e non si può rinunciare ad essa, come mai non se ne parla mai su artribune? eh?

  • Dici bene HM, le ferrari sono di qualità estrema…ci sono criteri oggettivi per affermare questo. Anche solo fruendone. Ecco, io credo che anche nell’arte ci siano questi criteri oggettivi che vanno oltre ( e che si integrano con) la religione dle mercato.

    Giancarlo Politi, un po’ da provincialotto, sostiene da anni sulla sua rivista che la qualità è data solo dal mercato e dai curriculum vitae. Politi ha ragione solo parzialmente. Il punto è che nessuno ha voglia o è in grado di argomentare criticamente rispetto al VALORE delle opere, proprio per dare punti di riferimento diversi dal mercato. Anche questa è una cosa che sto cercando di fare da tre anni con il blog. Non importa se la mia opinione critica è grezza o non condivisa..la cosa importante è cercare di argomentare e di approfondire oltre il “mi piace”/”non mi piace”. Dopichè si creerà un confronto, un dialogo critico….in italia questo dialogo critico è relegato ai BLOG. Anzi, ai commenti dei blog: anzi ci sono anche blogger come elena bordignon che censurano i commenti (anche quando non presentano offese o insulti, ma solo verve critica). Questa cosa è ridicola è profodnamente italiana, “alla schittino” direi..altro che sistema internazionale…

    Se i galleristi e il sistema facessero questo lavoro critico venderebbero meglio e di più…