Anno nuovo, galleria nuova. Spazio a Mayfair, anche l’umbra Ronchini Arte Contemporanea cede al fascino londinese

La mostra inaugurale – titolo Italian Beauty, in collaborazione con Studio La Città di Verona e il curatore Marco Meneguzzo – presenterà opere di Giulio Paolini e Domenico Bianchi, accanto a quelle di un architetto e designer italiano d’eccellenza come Giò Ponti. Così la Galleria Ronchini farà il suo esordio il 17 febbraio con la […]

Domenico Bianchi - Untitled

La mostra inaugurale – titolo Italian Beauty, in collaborazione con Studio La Città di Verona e il curatore Marco Meneguzzo – presenterà opere di Giulio Paolini e Domenico Bianchi, accanto a quelle di un architetto e designer italiano d’eccellenza come Giò Ponti. Così la Galleria Ronchini farà il suo esordio il 17 febbraio con la sua nuova sede di Londra, al numero 22 di Dering Street, zona Mayfair.
Fondata nel 1992 a Terni, la Galleria Ronchini ha iniziato la propria attività esponendo l’arte Minimalista, Concettuale e l’Arte Povera, con artisti come Daniel Buren, Joseph Kosuth, Alighiero Boetti, Frank Stella, Michelangelo Pistoletto. In seguito ha rivolto la propria attenzione all’arte italiana e in particolare alla “Nuova Scuola Romana”, con Pizzi Cannella, Nunzio, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo. Negli ultimi anni ha inoltre allargato la propria sfera alla fotografia, con artisti come Pablo Zuletha Zar, Claudia Rogge, Massimo Vitali, Philip Lorca di Corcia, Vanessa Beecroft.
La mostra fa parte di un progetto curatoriale che vuole confrontare le arti della seconda metà del XX e del XXI secolo, accostando artisti di differenti generazioni. Il titolo Italian Beauty si collega alla ricerca e l’interesse verso la forma, la completezza e l’unità, caratterizzanti l’arte italiana nel passato. Troveremo dunque l’astrattismo di cera di Domenico Bianchi, le foto e i collage di Giulio Paolini, l’eccellenza del design di Giò Ponti, riassunto nella sua frase “l’industria è lo stile del XX secolo, il suo modo di creare”.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.