Vi piace più ora o com’era prima? Parliamo di Kaleidoscope, che cambia pelle affidandosi ai londinesi di OK-RM

La storia è nota ai più: il magazine Kaleidoscope nasce come costola “scissionista” da Mousse. Il suo direttore, Alessio Ascari – altresì co-fondatore del succitato Mousse -, aveva evidentemente in animo di realizzare una rivista di approfondimento più “hard”, dedicata per lo più agli addetti ai lavori. E così è stato: da freepress a rivista […]

La storia è nota ai più: il magazine Kaleidoscope nasce come costola “scissionista” da Mousse. Il suo direttore, Alessio Ascari – altresì co-fondatore del succitato Mousse -, aveva evidentemente in animo di realizzare una rivista di approfondimento più “hard”, dedicata per lo più agli addetti ai lavori. E così è stato: da freepress a rivista a pagamento, con una frequenza ridotta (trimestrale), per permettere di “ispessire” la pubblicazione. A fianco del magazine, una casa editrice di eguale ricercatezza e uno spazio project a Milano.
La novità concerne però il periodico, che da quest’inverno è affidato alle cure grafiche dello studio OK-RM di Londra, impegnato nel settore per spazi come il Barbican, la Serpentine e la Hayward Gallery. Il numero su cui esordisce (con un impianto uggioso ma di maggior respiro rispetto al layout precedente) contiene tra l’altro un approfondimento dedicato a Pierre Huyghe, con testi di Éric Troncy, Barbara Casavecchia e Chris Wiley. E ha in allegato il primo dei Kaleidoscope Supplements, realizzato in collaborazione con La Galerie di Noisy Le Sec.

– Marco Enrico Giacomelli

www.kaleidoscope-press.com

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Non si parla di kaleidoscope quanto di Moussoscope: sembrano una il supplemento dell’altra. Assistiamo alla degenerazione tumorale del contenitore per contenuti “copia e incolla”. Chiaramente si cercando i “nomi” e le relazioni “giuste” e si punta su i luoghi “giusti”. Una rivista che tradisce l’esterofilia tipica italiana. Anche in questo caso il direttore-editore tende a diventare “artista” e il centro delle opere si sposta altrove: ci sono artisti che calibrano il proprio lavoro per poter accedere a queste riviste; in quanto l’artista, l’immagine sgranata, insolita, sono solo sfumature dell’opera-rivista. Peccato perchè si potrebbe fare molto meglio.

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