Un po’ espressionista, molto astratta. L’arte Usa è un po’ più povera, nel Connecticut è morta Helen Frankenthaler

Ma non doveva essere il 2012 l’anno maledetto, secondo le discussissime profezie Maya? Eppure, anche il 2011 non lesina dolori, anche al ristretto mondo dell’arte: capita infatti che agli ultimissimi giorni dell’anno, dopo aver dato l’addio ad un grande come John Chamberlain, ci sia ancora tempo per salutare un altro pilastro dell’arte Usa, Helen Frankenthaler, […]

Helen Frankenthaler (foto courtesy Naples Museum of Art, Naples)

Ma non doveva essere il 2012 l’anno maledetto, secondo le discussissime profezie Maya? Eppure, anche il 2011 non lesina dolori, anche al ristretto mondo dell’arte: capita infatti che agli ultimissimi giorni dell’anno, dopo aver dato l’addio ad un grande come John Chamberlain, ci sia ancora tempo per salutare un altro pilastro dell’arte Usa, Helen Frankenthaler, morta a 83 anni nella sua casa di Darien, nel Connecticut.
Conosciutissima anche per essere la moglie di Robert Motherwell, l’artista era nata a New York nel 1928, formandosi poi alla Dalton School e al Benninton College. Cresciuta nel seno del gruppo protagonista dell’Espressionismo Astratto, ne fu fra i maggiori rappresentanti della seconda generazione, sviluppando il dripping di Jackson Pollock, animando l’astrazione post-pittorica e ponendo le basi per il movimento del Color Field Painting, poi approfondito da artisti come Kenneth Noland e Morris Louis. Ricordandola sul New York Mag, Jerry Saltz ha citato proprio Morris Louis, che disse che Helen Frankenthaler gettò “un ponte tra Pollock e ciò che era possibile”. Il coronamento della sua carriera si ebbe con la grande mostra retrospettiva del 1989 al MoMA di New York.