Tu sei la mia rovina. A Roma c’è uno scultore arrestato e una gallerista terrorizzata. Stalking anche nel mondo dell’arte

Un po’ legal fiction, un po’ mistero. Seguiamo ogni minuto la cronaca dell’arte, e capita a volte di imbattersi in questioni che entrano nella cronaca-e-basta. Anche cronaca nera. Era successo meno di un mese fa, quando vi raccontammo la vicenda dei Carabinieri per la Tutela al Patrimonio Culturale che a Roma, seguendo le tracce di […]

Cronaca nera (con una spruzzatina di arte) a Trastevere

Un po’ legal fiction, un po’ mistero. Seguiamo ogni minuto la cronaca dell’arte, e capita a volte di imbattersi in questioni che entrano nella cronaca-e-basta. Anche cronaca nera. Era successo meno di un mese fa, quando vi raccontammo la vicenda dei Carabinieri per la Tutela al Patrimonio Culturale che a Roma, seguendo le tracce di alcune opere false, si imbatterono in un ex gallerista che in casa si teneva anche sei chili di droghe varie.
Ora succede di nuovo, di nuovo a Roma, protagonisti uno scultore e la sua ex gallerista. Stando ai resoconti, l’artista – Luca G., 35 anni, arrestato con l’accusa di stalking – da tempo perseguitava la donna, che nella sua galleria di Trastevere aveva ospitato le sue opere, addebitando a lei la sua crisi creativa. Risentimento sfociato via via in fissazione, con classico iter di telefonate a casa, sul cellulare, fino agli appostamenti sotto casa, culminati nel danneggiamento del portone.
Qualche organo di stampa ha arricchito la cronaca, inserendovi una relazione tra i due. Fatto sta che la gallerista ha iniziato a preoccuparsi seriamente, denunciando tutto al Commissariato di Trastevere. Segue appostamento sotto casa della vittima, e arresto del molestatore. Storie di cui bisogna sempre parlare per porre l’accento su un problema, quello delle donne perseguitate, che oggi può essere finalmente combattuto grazie ad una legislazione più amica.

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  • cristiana perrella

    mi spiegate il senso di un articolo del genere? In ogni caso è una storia triste e sapere i nomi degli interessati non serve a nessuno. Artribune ha un grande potenziale e i pettegolezzi se li potrebbe tranquillamente risparmiare.

    • Emilia Giorgi

      Sono d’accordo pienamente con Cristiana, che senso ha? Non è una storia divertente….

  • Margaretha

    approvo quanto sopra di Perrella. Non siete un giornaletto come Chi? o si?

  • Chiara Vigliotti

    D’accordo con i post precedenti, la trovata del quiz mi sembra un esempio di cattivo gusto e mi meraviglio che una testata come Artribune che si professa composta da professionisti tratti in questo modo argomenti così spiacevoli che riguardano la vita privata delle persone.
    Un consiglio: oscuratelo!

  • Massimiliano Tonelli

    In effetti era un po’ una caduta di stile. E’ sfuggito, capita. Mi cospargo il capo di cenere.

    In 9 mesi abbiamo pubblicato 3720 articoli, ogni tanto si sbaglia anche da queste parti. E il fatto che ogni tanto si sbagli, NON vi autorizza, ma posso sbagliarmi (di nuovo) a infierire in questa maniera come se vi ossessionassimo di “pettegolezzi” e “cattivo gusto” un giorno si e uno pure.

    Per fortuna, molto più civilmente, altri colleghi hanno scritto alla redazione spiegando i contorni delicati della faccenda e aiutandoci a rettificare l’articolo. Ora i riferimenti di cattivo gusto sono rimasti solo nei commenti che dovrebbero essere un’area per discutere ove necessario e opportuno, non uno sfogatoio per additare chi, lavorando, capita che sbagli omettendo un controllo.

    Comunque, contenti voi… A risentirci al nostro prossimo errore.

  • Ma si immagini dott Tonelli , come disse kojeve a chi Lo informava in quel di del maggio francese l assenza di vittime , NON È SUCCESSO NIENTE.

  • Emilia Giorgi

    Vabbè Massimiliano, ma anche una critica ogni tanto ci sta dai! D’altronde la sezione commenti serve a questo, no? Tanto più che ci siamo tutti firmati, cosa rara in queste cose…
    In ogni caso, viva Artribune e buon lavoro ragazzi!