Tate Modern 2.0. Troppo facile farsi una app di guida al museo, Serota & C. ci mettono pure un dizionario dell’arte

Vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad un’opera d’arte, oppure di sfogliare le pagine di un catalogo, o ancora di essere impegnati nella lettura di un saggio di arte contemporanea, e di non riuscire a ricordare un particolare, una data o la genesi di un particolare movimento artistico? Da oggi la soluzione ai […]

Vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad un’opera d’arte, oppure di sfogliare le pagine di un catalogo, o ancora di essere impegnati nella lettura di un saggio di arte contemporanea, e di non riuscire a ricordare un particolare, una data o la genesi di un particolare movimento artistico? Da oggi la soluzione ai vostri problemi potrebbe essere la nuova app per iPhone e iPad targata Tate Modern, Tate Guide to Modern Art Terms, prodotta da Aimer Media e disponibile da qualche giorno nell’App Store a meno di due sterline.
Con questa applicazione non solo sarà possibile – come abbastanza normale – utilizzare il database della Tate Modern e svolgere ricerche per artista, movimento o tecnica, visualizzare una parte della collezione del museo con l’aiuto della tecnologia pinch-and-zoom, condividere informazioni ed immagini attraverso i più noti social network. Ma lo strumento implementa un vero e proprio conciso ma completo dizionario dei termini artistici, diviso per temi, movimenti, medium e le tecniche artistiche.
La Tate Guide to Modern Art Terms si basa sull’omonima guida cartacea pubblicata nel 2009 per conto della Tate Publishing a cura di Simon Wilson e Jessica Lack, sfruttando il potere della tecnologia per rendere ancora più accessibili le collezioni della Tate Modern e l’immenso patrimonio culturale ad essa collegato.

– Alessandro Marzocchi

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Neapolis

    Sì, uguale uguale ai musei italiani eh !?