Stime quintuplicate, con un marmo del II secolo a 20 milioni di dollari. Anche le antichità sbeffeggiano la crisi da Sotheby’s NY

Il trionfo assoluto si è registrato per un gruppo marmoreo raffigurante Leda e il Cigno, del II secolo d.C., battuto a 19 milioni di dollari contro una stima di 2-3 milioni, dopo un’aspra contesa tra sala, telefono e internet. Ma la vendita dell’8 dicembre di Antiquities di Sotheby’s NY ha complessivamente polverizzato tutte le stime […]

Leda e il Cigno, top lot a quasi 20 milioni di dollari

Il trionfo assoluto si è registrato per un gruppo marmoreo raffigurante Leda e il Cigno, del II secolo d.C., battuto a 19 milioni di dollari contro una stima di 2-3 milioni, dopo un’aspra contesa tra sala, telefono e internet. Ma la vendita dell’8 dicembre di Antiquities di Sotheby’s NY ha complessivamente polverizzato tutte le stime pre-asta, fissate fra i 5 ed i 7.6 milioni, totalizzato 30.9 milioni di dollari, con una percentuale di vendita dell’84%.
Leda e il Cigno non è stato l’unico lotto a sorprendere la sala: una testa di Zeus del 120-160 d.C., proveniente dalla collezione di Dodie Rosekrans di San Francisco, è stata aggiudicata al Metropolitan Museum di New York a 3.5 milioni, contro una stima di $800.000-1.2 milioni. Sempre proveniente dalla collezione Rosekrans la testa egiziana in basalto nero del Regno di Ptolemy I/III, del 304-200 a.C., venduta online a $3.7 milioni (stima $100-150.000), il prezzo più alto mai pagato da un bidder online di Sotheby’s.
Del I secolo a.C. è la testa in marmo di un principe ellenistico, battuta a $602.500, mentre il diadema greco in oro della prima metà del IV sec a.C., è stato aggiudicato a $218.500; ottimo risultato, infine, anche per un sarcofago romano in marmo del III secolo, a $206.500.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.