Signore in visibilio per abiti e accessori di Liz Taylor, 100% di venduto per le ultime aste newyorkesi dedicate da Christie’s alla diva

Grande vivacità in sala, e soprattutto tra le signore, che si contendevano i magnifici abiti di Liz. Questo il clima che a New York ha caratterizzato le ultime aste di Christie’s dedicate ai memorabilia di Elizabeth Taylor. La seconda vendita The Icon & Her Haute Couture, assieme a Fashion and Accessories, ha totalizzato 5.5 milioni […]

Grande vivacità in sala, e soprattutto tra le signore, che si contendevano i magnifici abiti di Liz. Questo il clima che a New York ha caratterizzato le ultime aste di Christie’s dedicate ai memorabilia di Elizabeth Taylor. La seconda vendita The Icon & Her Haute Couture, assieme a Fashion and Accessories, ha totalizzato 5.5 milioni di dollari e il 100% di venduto, con una carrellata di lussuosissimi abiti di Chanel, Christian Dior, Gianfranco Ferré, Givenchy, Halston, Tiziani, Valentino, Versace, Yves Saint Laurent.
Durante l’asta è stato annunciato che l’Elizabeth Taylor Trust donerà l’abito giallo con i girasoli della stilista Irene Sharaff, del primo matrimonio con Richard Burton, ad un grande museo americano. Il secondo abito da sposa, ancora con Burton in Botswana, disegnato da Gina Frattini, è stato battuto a $62mila, partendo da una stima di $10mila. Il top lot è stato una litografia di Andy Warhol della famosa Liz series, stimata $30-50mila, battuta infine a $662.500. A seguire, l’abito da sera di Christian Dior e la borsa abbinata del 1968, che dalla stima di $4-6mila sono volati a $362.500. Tra gli accessori top, tre set di valige Louis Vuitton che nel complesso hanno totalizzato $245.500, e una Mini Kelly in alligatore nero di Hermès degli anni ‘60 battuta a $74.500.
Infine, l’ultima asta di dicembre Fine and Decorative Arts & Film Memorabilia, Including Costumes ha totalizzato $4.4m, ancora con il 100% di venduto. Tra i top lot la scultura A Large Gray Scholar’s Rock, stimata $8-12mila, comprata da un collezionista asiatico a $386.500; due opere di Andy Warhol, un inchiostro su carta stimato $6-8mila che ha raggiunto i $242.500 e Diamond Dust Candy Box, un dipinto su tela con polvere di diamanti del 1980, battuto a $236.500; la sceneggiatura per National Velvet del 1944 per la M.G.M., stimata a $2-3mila e poi battuta a $170.500.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.