Pubblico e privato a braccetto, per fare economia di scala. E Catanzaro vive una serata da leone, con il doppio opening di Enzo Cucchi ed Alex Pinna. Ecco un po’ di foto…

Entrare nel “giro” è faticoso, soprattutto se ti trovi ad almeno 600 chilometri dai centri d’arte più agevoli. Bisogna fare le cose in grande, come inaugurare due mostre nella stessa giornata. Come ha fatto Catanzaro, che per l’occasione ha messo insieme – sabato 17 dicembre – pubblico e privato, il Museo Marca e la Fondazione […]

Entrare nel “giro” è faticoso, soprattutto se ti trovi ad almeno 600 chilometri dai centri d’arte più agevoli. Bisogna fare le cose in grande, come inaugurare due mostre nella stessa giornata. Come ha fatto Catanzaro, che per l’occasione ha messo insieme – sabato 17 dicembre – pubblico e privato, il Museo Marca e la Fondazione Rocco Guglielmo.
Per il primo c’è una personale di Enzo Cucchi, nell’anno in cui la Transavanguardia si rimette in pista in grande stile. Per la seconda, nella location della Casa della Memoria Fondazione Mimmo Rotella oltre che con quattro installazioni cittadine, una piccola ma ben orchestrata antologica di Alex Pinna, dirige il maestro Marco Meneguzzo. Titolo della mostra dello scultore ligure trapianto a Milano: Ti guardo, mi guardo, in anteprima la gallery…

– Luca Labanca

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Luca Labanca
Luca Labanca si muove nel 2006 da Varese a Bologna per iniziare il percorso di studi del DAMS, curriculum Arte. Negli anni di residenza bolognese collabora stabilmente col bimestrale d’arte e cultura ART Journal, contemporaneamente idea e sviluppa progetti ed eventi di contaminazione culturale tra il Lago Maggiore e Lugano assieme allo scrittore e musicista Tibe. Nel 2010 ottiene la laurea con la tesi Fiat Lux sviluppata al fianco della docente in Semiotica dell’Arte, Prof.ssa Lucia Corrain. Nell’ottobre dello stesso anno si trasferisce a Roma per intraprendere il percorso magistrale in Studi storico artistici dell’Università la Sapienza, fin dai suoi esordi partecipa al progetto editoriale Artribune.
  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    Si, la transavanguardia, chiamata anche retro-avanguardia si rimette di nuovo in pista sugli antichi tratturi della transumanza.