Natale in tempi di tagli, il design viene in aiuto con l’incarto creativo. Arriva Wrap, un progetto editoriale tutto da strappare…

Leggi, strappa e incarta. Sono questi i tre imperativi per chi ha tra le mani la nuova rivista di illustrazione Wrap. Tranquilli, non state rovinando nessuna release da collezione: il magazine che raccoglie le opere a tutta pagina di noti illustratori è predisposto proprio per essere – una volta consultato – strappato. Niente punti metallici, […]

Pacchetti griffati Wrap
Pacchetti griffati Wrap

Leggi, strappa e incarta. Sono questi i tre imperativi per chi ha tra le mani la nuova rivista di illustrazione Wrap. Tranquilli, non state rovinando nessuna release da collezione: il magazine che raccoglie le opere a tutta pagina di noti illustratori è predisposto proprio per essere – una volta consultato – strappato.
Niente punti metallici, né cuciture, per facilitare lo strappo delle singole pagine. E una volta fatto a pezzi? Le pagine possono essere utilizzare per incartare, avvolgere, rivestire, come indica il nome stesso Wrap. Non avete mai utilizzato pagine di giornali per rivestire un libro? O fogli di quotidiani per incartare un pacchetto regalo? Ora avete wrap che offre in ogni numero decine di immagini differenti.
In tempi in cui il design è indirizzato principalmente su valori eco un progetto intelligente che insegna alle persone l’utilità del riciclo. E se in questi giorni vi manca la carta per i regali Natalizi… vi basta un numero di Wrap, e il gioco è fatto.

– Valia Barriello

thewrappaper.com


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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.