Mostre, residenze e laboratori. Il Macro di Roma si fa in tre per la nuova programmazione. Con l’obiettivo di coinvolgere di più il pubblico. Ecco tutte le novità

Molte delle novità ve le avevamo già anticipate lunedì scorso, svelando i componenti di quello che oggi è stato annunciato come il “comitato scientifico” del nuovo Macro. I nomi dei curatori sono dunque confermati: Marco Delogu per la fotografia, Miltos Manetas per i nuovi media, Maria Alicata per la giovane arte (orchestrata assieme alla non-profit […]

Dino Gasperini e Bartolomeo Pietromarchi nella conferenza al Macro

Molte delle novità ve le avevamo già anticipate lunedì scorso, svelando i componenti di quello che oggi è stato annunciato come il “comitato scientifico” del nuovo Macro. I nomi dei curatori sono dunque confermati: Marco Delogu per la fotografia, Miltos Manetas per i nuovi media, Maria Alicata per la giovane arte (orchestrata assieme alla non-profit 1:1project) e Stefano Chiodi per i settori ricerca ed editoria.
Presentato inoltre il nuovo assetto del programma, che si suddividerà in tre aree: il MacroExpo (mostre, progetti d’artista, project room), il MacroLab (redazione, archivi, didattica e residenze) e il MacroLive (incontri, conferenze, workshop, performance, eventi). Queste le linee guida del nuovo corso del Macro, annunciate questa mattina in una conferenza stampa presieduta da Bartolomeo Pietromarchi, neodirettore, e Dino Gasperini, assessore alla cultura della città di Roma. Tra le altre conferme, c’è poi l’annunciata costituzione della Fondazione, la cui delibera è prevista in giunta per il prossimo mercoledì.
Tra le collaborazioni stabili, oltre all’ormai tradizionale partnership con Enel per il progetto Enel Contemporanea, figurano anche quella con la Fondazione Romaeuropa (nel settore arte e nuove tecnologie), il Festival di Fotografia e l’Istituto Europeo di Design.
Ma passiamo ai nomi. Quali saranno i primi protagonisti di questo nuovo corso? A marzo, nello spazio Enel verranno allestite le personali di Mircea Cantor e Marcello Maloberti, mentre nella cosiddetta “Sala Bianca” ci sarà la prima mostra della serie Collezionismi: un programma di mostre volte ad indagare il rapporto tra collezioni pubbliche e private, che debutterà con la collezione Berlingieri. Nelle due project room ci saranno invece Christian Jankoswki, che esporrà il progetto Casting Jesus, girato tra l’altro proprio per le strade della Capitale, e un omaggio – “doveroso”, commenta Pietromarchi – a Vettor Pisani, scomparso l’estate scorsa.
Passando agli artisti in residenza, saranno quattro ogni anno, due italiani e due stranieri selezionati tramite un bando internazionale aperto a tutti e divulgato nel mese di gennaio. La prima tornata però, è già decisa e vedrà protagonisti Carola Bonfili, Luigi Presicce, Graham Hudson e Ishmael Randall Weeks. Alle residenze sarà dedicato un ampio settore del museo, 160 mq al terzo piano dell’ala storica, dove saranno allestiti quattro studi e due appartamenti, in cui alloggeranno gli stranieri (agli italiani verrà offerto un contributo per una sistemazione esterna). Durante il periodo di residenza, gli artisti parteciperanno con continuità all’attività del Macro, non solo tramite la produzione di nuove opere, ma anche attraverso incontri, workshop, open studio e studio visit.

La sede di Testaccio, invece, che Pietromarchi ha ribadito essere una parte integrante del museo e non semplicemente una “dependance” – un’accusa questa, che molto spesso è stata mossa nei confronti delle precedenti gestioni – ospiterà un’ampia personale di Marco Tirelli a marzo e, come è ormai consuetudine, la fiera The Road to Contemporary Art a maggio. È stata inoltre riconfermata la volontà di trasformare uno dei padiglioni in un dipartimento stabile dedicato alla fotografia.
In contemporanea con la fiera, la sede di via Nizza allestirà invece il progetto Re-generation, una grande mostra che si pone l’obiettivo di fare il punto sulla scena artistica romana, attraverso l’esposizione di opere, momenti di incontro con le realtà più attive della capitale e anche un percorso di opere negli spazi esterni della città, che collegherà idealmente le due sedi del museo.

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  • Mario

    Graham Hudson = Monitor/Paola Capata.
    E’ inutile, impossibile sconfiggere il super potere di alcune gallerie.
    Prossimo passo scontato: favore ad un’altra galleria della Capitale, io punto sulla T293 che ha appena aperto in città, azzardo un Di Massimo toh…

    • rupert

      E la Bonfili romana de Roma ?

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Non solo l’arte contemporanea ha un linguaggio in comune, ma anche i curatori hanno un linguaggio, un sentire e un parlare in comune con l’arte. Ma, dico, dov’è questa originalità?

  • Rita

    La Lettera Artribune di ieri (14.12.) ha pubblicato un lungo articolo sul progetto di César Meneghetti. Mi sembra bellissimo concettualmente e spero davvero di poter vedere la mostra con la quale terminerà il lungo lavoro al Macro l’anno prossimo.