Migliorare l’estetica e i servizi a Roma? È una Vocazione. Ecco i vincitori del concorso di idee, c’è anche un ristobar panoramico sul Tevere all’ex ponte Bailey

Un’idea più che mai attuale, che fornisce risposte innovative a problematiche di carattere sociale, economico e culturale, e allo stesso tempo contribuisce al rilancio dell’immagine capitolina. Quale? Quella del concorso di idee Vocazione Roma, istituito dall’omonima associazione nata nel 2010 per promuovere le idee progettuali di professionisti e creativi under 40, che nei giorni scorsi […]

Il sito dell’ex ponte Bailey, prima e dopo il progetto di studio Lad

Un’idea più che mai attuale, che fornisce risposte innovative a problematiche di carattere sociale, economico e culturale, e allo stesso tempo contribuisce al rilancio dell’immagine capitolina. Quale? Quella del concorso di idee Vocazione Roma, istituito dall’omonima associazione nata nel 2010 per promuovere le idee progettuali di professionisti e creativi under 40, che nei giorni scorsi ha premiato i sette vincitori.
Quattro le sezioni del concorso: per la sezione “creatività” sono stati premiati Gabriele Basso e Martina Carletti con un progetto che mira al cambiamento delle pensiline degli autobus che raccoglieranno in un singolo palo la fermata stessa e l’illuminazione con celle fotovoltaiche. Per la sezione “impresa” ha vinto David Vicario con un progetto che si propone di evidenziare quali siano le frizioni presenti nel mercato delle opere pubbliche, mentre per la sezione “professioni” è stato premiato Francesco Scotti con un progetto di teleassistenza per anziani con braccialetti biometrici.
Per la sezione “territorio” è stato premiato Francesco Napolitano, fondatore nel 2006 con Simone Lanaro dello studio Lad, con il progetto di recupero dell’ex ponte Bailey – zona Corso Francia / Fleming -, che prevede la demolizione di due dei tre piloni e la creazione di una terrazza pubblica con bar sul Tevere, sostenuta dal terzo pilone.
Quest’ultimo progetto prevede la firma di un accordo tra il Comune e un finanziatore privato, che recuperi l’investimento iniziale (demolizione dei due piloni) tramite l’attività di ristorazione; al termine della concessione, il Comune potrà decidere se rimuovere la struttura o se rinnovare l’accordo. La domanda di concessione dei beni demaniali – necessaria per la realizzazione del progetto – è da tempo protocollata presso gli uffici della Regione Lazio, rimanendo però a tutt’oggi sepolta negli archivi: che questo premio possa essere l’occasione di un deciso e futuro rilancio?

– Elisabetta Biestro

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.