Miami Updates: e adesso la parola ai galleristi. Primi bilanci positivi, ma si conferma che a tirare è soprattutto la fascia alta…

Collezionisti americani e latini, qualche europeo e cinese, nessun italiano. Tornano gli advisors. Grandi occasioni pubbliche e relazionali, una scena dell’arte sempre più ampia e interessata. Questo è il ritratto della settimana dell’arte che emerge dopo la maratona di Miami, nelle parole dei galleristi. E il mercato? Qualche si e anche qualche ma da Art […]

The Recorder Player from Sheikh Jarrah, di Yael Bartana, allo stand Raffaella Cortese

Collezionisti americani e latini, qualche europeo e cinese, nessun italiano. Tornano gli advisors. Grandi occasioni pubbliche e relazionali, una scena dell’arte sempre più ampia e interessata. Questo è il ritratto della settimana dell’arte che emerge dopo la maratona di Miami, nelle parole dei galleristi.
E il mercato? Qualche si e anche qualche ma da Art Basel. Si dice felicissima Fiona di Acquavella, con i suoi masterpieces che vanno da un Jean Dubuffet del valore di un milione e mezzo di dollari ad Alberto Giacometti con i suoi 9,5. Luci e ombre per la sezione Art Nova, con galleristi come Raffaella Cortese e Messen De Clerq, soddisfatti, che pongono l’accento non solo sul mercato, ma anche sugli importanti incontri avuti a Miami, che vanno da curatori e direttori di museo interessati, a compratori con cui iniziare una relazione a lungo termine.
Qualche prezzo? Si va dai 13.500 euro per un’opera di Yael Bartana agli 8mila per William E. Jones, se parliamo dello spazio di Milano, o di 18mila euro per Sofia Hulten e 330mila per Claudio Parmiggiani, per ciò che concerne la galleria belga. Ma c’è anche chi non è per niente contento ed ha l’impressione che il mercato oggi guardi esclusivamente ai grandi numeri, ai capolavori, a ciò che è già estabilished.
Atmosfera frizzante ad Art Miami, invece. Marussa Gravagnuolo di Piece Unique si dice stupefatta dalla mole impressionante di pubblico che ha letteralmente invaso la fiera di midtown, con code al limite dell’inverosimile, mentre Masha Facchini di FaMa Gallery (Verona) sottolinea di aver lavorato molto bene in tutti i sensi, con un sorriso particolare per ciò che riguarda il mercato.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.