Ma allora esiste, un’Italia che ha successo all’estero. Sì, quella targata Piero Manzoni. Ecco le foto della mostra alla Gagosian London

Sì, è vero, i nostri foto-raid al seguito degli artisti italiani in cerca di fortuna oltreconfine ultimamente puntano quasi sempre su Berlino. Ma del resto, la Capitale tedesca – fra alti e bassi – resta comunque in testa alle mete agognate da chi voglia una vetrina aperta sull’attualità più vivida, no? Eppoi capita anche di […]

Piero Manzoni Achrome, c. 1962© Fondazione Piero Manzoni, Milan, 2011.Photograph by Matteo Piazza.SIAE, Rome

Sì, è vero, i nostri foto-raid al seguito degli artisti italiani in cerca di fortuna oltreconfine ultimamente puntano quasi sempre su Berlino. Ma del resto, la Capitale tedesca – fra alti e bassi – resta comunque in testa alle mete agognate da chi voglia una vetrina aperta sull’attualità più vivida, no?
Eppoi capita anche di buttare lo sguardo da altre parti: stavolta poi l’occasione è speciale. Primo, perché il luogo è una “cattedrale” del contemporaneo come la Gagosian Gallery di Londra; secondo, perché l’artista in questione non è propriamente uno di quelli “in cerca di fortuna”, avendola – la fortuna – guadagnata già da qualche decennio. Parliamo – qualcuno l’avrà già capito – di Piero Manzoni, che lo “squalo” Gagosian accoglie nello spazio londinese dopo aver ospitato nel 2009, stavolta a New York, una retrospettiva dell’artista.
Nello spazio di Davies Street la mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, si concentra sull’esperienza di Azimut, galleria aperta nel 1959 in un seminterrato a pochi passi dal teatro La Scala di Milano, fondata da Manzoni con Enrico Castellani e Lucio Fontana. Dalla quale nacque Azimuth, rivista dedicata alla valorizzazione della più giovane pittura della nuova avanguardia. Oltre ad esempi fondamentali dei cicli creativi dell’artista, come Achrome, Linee, Uova e Corpi d’Aria, in mostra a Londra alcuni dipinti di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino, e di Lucio Fontana. Eccone alcuni nella gallery…

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  • Andrea
  • marta jones

    più che avere avere successo all’estero la definirei l’Italia in piena art-speculazione…..povero Piero Manzoni! e complimenti a quei collezionisti che in nome della passione per l’arte venderebbero a Gogo pure le mutande….ma firmate però!

    • Valeria

      Cara Marta,
      prima di tutto:
      Hai visto la mostra di Londra?
      E di new York?
      E i rispettivi cataloghi?

      Ritieni, avendole viste, si tratti di pessime mostre, fatte solo con intento commerciale?

      Mi puoi spiegare la frase “povero Piero Manzoni”?
      Perché povero? Perché anche grazie a Gagosian si possono fare mostre straordinarie all’estero? Perché è un artista solido, con un buon mercato e che ha sempre più attenzione non solo in Italia?

      E anche non mi è chiaro: “l’Italia in piena art-speculazione”? Perché, i quadri di Manzoni dovrebbero essere regalati? Non vale secondo te le cifre a cui viene venduto?

  • Cristiana Curti

    Ho visto tre anni fa la mostra di Manzoni alla Gagosian di NY e non ho timore di dire che in assoluto è la migliore (per livello delle opere e qualità di contributi critici) che sia stata fatta negli ultimi trent’anni per Manzoni.
    Personalmente, visto che di questi tempi pregheremmo per avere l’attenzione degli investitori sul nostro “marchio” più che sfilacciato, penso che se ancora qualcuno intende investire sulla nostra arte malgrado gli ostacoli delle nostre leggi e della nostra ottusità, sono solo contenta. La speculazione, dati i costi non stellari di Manzoni sul mercato in relazione ad altri grandi del Novecento (meno grandi di lui) della scena internazionale, non c’è quando premia il genio e se è invece considerata un’ottima opportunità. Per noi che non acquistiamo – comunque – di far conoscere la nostra arte migliore al mondo.

  • Sto organizzando un concorso: Premio Piero Manzoni 2013.
    Il mio intento è quello di rendere la Sua Arte, accessibile,comprensibile,popolare,scorporata da tutte le masturbazioni cerebrali dei dotti o presunti tali. Forse ci riesco. Chi vuole collaborare?