Lo Strillone: 100mila firme per portare a casa la Gioconda su Europa. E poi Enzo Cucchi, Biblioteca Apostolica Vaticana su iPad, le statue di Monti Prama…

Autentico carneade scandinavo, Carl Fredrik Hill è considerato tra i pennelli storici più importanti e influenti per la cultura svedese. Al punto da meritare in patria una poderosa retrospettiva, raccontata con puntualità dal Corriere della Sera. Esce arricchita di un ottimo apparato fotografico la riedizione del saggio biografico con cui Walter Pedullà racconta Alberto Savinio: […]

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Autentico carneade scandinavo, Carl Fredrik Hill è considerato tra i pennelli storici più importanti e influenti per la cultura svedese. Al punto da meritare in patria una poderosa retrospettiva, raccontata con puntualità dal Corriere della Sera. Esce arricchita di un ottimo apparato fotografico la riedizione del saggio biografico con cui Walter Pedullà racconta Alberto Savinio: recensione su Libero.

Enzo Cucchi espone al Marca di Catanzaro e sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, mentre il primo piano di Quotidiano Nazionale è tutto per le icone russe esposte al Battistero di Firenze, città dove, fonte Europa, toccano quota 100mila le firme per portare a casa la Gioconda.

Architettura doppiamente sostenibile su Avvenire: si presenta una nuova scuola realizzata a Gaza per sperimentare domotica hi-tech ed integrazione. Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana all’iPad il passo non è poi troppo lungo: Il Secolo d’Italia annuncia la digitalizzazione a fini commerciali dei manoscritti michelangioleschi conservati a Roma.

Patrimonio archeologico disperso in giro per la Sardegna: Il manifesto lamenta la diaspora delle statue di Monti Prama, che stanno alla cultura nuragica come i guerrieri di terracotta alla Cina antica. Un po’ tutti confermano la ratifica di Baratta nuovamente presidente della Biennale: La Stampa ricorda il contestuale ingresso di Emmanuele Emanuele, uomo del MiBAC nel cda dell’ente. Mentre Il Riformista analizza approfonditamente l’intero mosaico delle nomine in Biennale.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.