La Fort Alamo del Design. Tutte le case d’asta in campo a New York, per una settimana di vendite che si annuncia all’ultimo colpo di martelletto

Piazza intensa anche questa settimana quella di New York, che vedrà il Design protagonista delle aste di Phillips de Pury, Sotheby’s, Christie’s e Bonhams, accanto all’attesissima vendita della collezione di Elizabeth Taylor da Christie’s e una selezione di Tiffany da Sotheby’s. Vi gira già la testa? Visti gli ultimi risultati della Grande Mela, non ci […]

La lampada Wisteria, di Louis Comfort Tiffany - Photo Sotheby's

Piazza intensa anche questa settimana quella di New York, che vedrà il Design protagonista delle aste di Phillips de Pury, Sotheby’s, Christie’s e Bonhams, accanto all’attesissima vendita della collezione di Elizabeth Taylor da Christie’s e una selezione di Tiffany da Sotheby’s. Vi gira già la testa? Visti gli ultimi risultati della Grande Mela, non ci si può che aspettare grandi numeri, in un mercato già in ripresa che ha voglia di lasciarsi alle spalle la crisi.
Aprono il 13 e 14 dicembre le vendite di Phillips de Pury con Design Masters e l’asta di Design, assieme a Bonhams con l’asta 20th Century Decorative Arts, sempre il 14 dicembre. Da quest’ultima, in catalogo un raffinato esempio di Art Deco con la scultura Clara di Demetre H. Chiparus del 1925, stimata $100-200mila. Il 15 dicembre sarà il turno di Sotheby’s, con Important 20th Century Design, una selezione di opere che coprono diversi stili, dal Modernismo Europeo e Americano al Design del Dopoguerra e Contemporaneo. Tra i top lot due pezzi dell’importantissimo designer Ruhlmann: un raro Meuble á Fards Cabinet del 1927, stimato $450-650mila; la famosa sedia Tivo, del 1925, stimata $350-550mila. Il Modernismo Europeo viene rappresentato da una rarissima tazza del tedesco Naum Slutzky del 1928, uno dei tre esemplari esistenti. Nello stesso giorno, Sotheby’s officerà l’asta di una selezione di importanti Tiffany, con esemplari di ogni disciplina utilizzata da Louis Comfort Tiffany e Tiffany Studios, dai dipinti alle opere in vetro, bronzo, le lampade e le bellissime finestre. Highlight dell’asta è una finesta di tre pannelli, Magnolia, del 1910, stimata $400-600mila. Fra le lampade, una magnifica da tavolo, Wisteria, del 1905-1910, stimata $400-600mila, e Laburnum del 1905, con una rara base Water Lily Twisted Stem, stimata $300-500mila.
Per finire, il 17 dicembre sarà il turno di 20th Century Decorative Art & Design di Christie’s, con un’ampia selezione di 300 lotti di Arti Decorative dall’Art Nouveau, Arts & Crafts, Art Deco, fino ai movimenti Moderni e Contemporanei. Anche da Christie’s potremo trovare superbi esempi di Tiffany. La vendita di Design sarà preceduta da Magnificent Tiffany: Including Property from the Estate of Jeanne Laverne Dailey. Highlight dell’Art Deco un pannello di Jean Dunand (1877-1942) realizzato nel 1929 per la sala da colazione dell’appartamento del figlio del fondatore della Union Pacific Railroad, Templeton Crocker, a San Francisco (stima: $250-350mila), annunciato da Vogue magazine, nel 1929, come “perhaps the most beautiful apartment in the world”. Presente anche Alberto Giacometti con una coppia di lampade da tavolo realizzate per Jean-Michel Frank, stimate ognuna $80-120mila, e una coppia di lampade patinate in bronzo del 1939, con la stessa stima. Nel Design Moderno, tre lotti di François-Xavier Lalanne (1927-2008), che vanno dai $20-30mila della serie Nouveaux Moutons, ai $600-900mila del bronzo del 2004 Oiseau de Jardin III A.
Ricordiamo infine gli appuntamenti per la Collezione di Elizabeth Taylor: il 13-14 dicembre sarà il turno di The Legendary Jewels; il 14 toccherà agli abiti della divina, con The Icon and her Haute Couture; il 15 Fashion and Accessories, infine Decorative Art & Film Memorabilia, including costumes il 16 dicembre.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.