Jobs Memorabilia: IT addict in fibrillazione, va all’asta il contratto di fondazione della Apple del 1976

La cosa potrebbe certamente essere alquanto laterale, per chi normalmente si occupa di arti visive: ma ci incuriosisce segnalarla, perché coinvolto c’è uno dei nostri “compagni di viaggio” nel settore mercato, Sotheby’s, e soprattutto c’è un personaggio che ha ampiamente informato di sé il lifestyle contemporaneo, quello Steve Jobs per il quale i bookmakers inglesi […]

La cosa potrebbe certamente essere alquanto laterale, per chi normalmente si occupa di arti visive: ma ci incuriosisce segnalarla, perché coinvolto c’è uno dei nostri “compagni di viaggio” nel settore mercato, Sotheby’s, e soprattutto c’è un personaggio che ha ampiamente informato di sé il lifestyle contemporaneo, quello Steve Jobs per il quale i bookmakers inglesi raccolgono scommesse sulla nomina a Man f the year.
Il prossimo 13 dicembre la sede di New York della casa d’aste presenterà – nella vendita Fine Books and Manuscripts – il contratto di fondazione della Apple Computer Company, firmato nel 1976 da Ronald G. Wayne, Steven P. Jobs e Stephen G. Wozniak. Il documento, assieme a quello relativo all’uscita dalla compagnia di Ron Wayne per 800 dollari, verranno offerti a base d’asta 100-150mila dollari.
Nel 1974 Jobs iniziò a lavorare nella compagnia Atari di Al Alcorn, dove incontrò Ron Wayne, allora 41enne. Steve Wozniak collaborò con Jobs in numerosi progetti nel periodo in cui testò il primo software di scrittura nel 1975. Wozniak all’inizio si rifiutò di monetizzare la sua scoperta, ma Jobs chiese aiuto a Wayne a persuaderlo a creare una partnership. Così nacque Apple Computers, e il contratto venne firmato il primo aprile 1976. Il 45% spettava a Jobs e Wozniak e il 10% a Wayne. Reduce da un precedente fallimeno, Wayne uscì dalla società 11 giorni dopo, ricevendo 800 dollari per la sua quota che oggi ne varrebbe 2 miliardi!

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.