Intrigo a Vienna: qualcuno sta silurando i migliori direttori di museo. Dopo il pasticciaccio del MAK, tocca a Gerald Matt della Kunsthalle

Pare un déjà vu… Stessa città, stesse figure istituzionali, stessa storia o quasi. In altre parole, sembra il remake del recentissimo e ingarbugliato “thriller” andato in onda nel museo viennese delle arti applicate, ovvero il MAK, con protagonista il suo ex direttore, che Artibune ha raccontato giusto qualche giorno fa. Già da tempo circolavano voci […]

Pare un déjà vu… Stessa città, stesse figure istituzionali, stessa storia o quasi. In altre parole, sembra il remake del recentissimo e ingarbugliato “thriller” andato in onda nel museo viennese delle arti applicate, ovvero il MAK, con protagonista il suo ex direttore, che Artibune ha raccontato giusto qualche giorno fa.
Già da tempo circolavano voci su presunte, gravi irregolarità di bilancio della Kunsthalle di Vienna, imputabili al direttore Gerald Matt, personaggio d’indubbia notorietà nell’ambiente artistico. Tuttavia il caso è scoppiato solo qualche giorno fa. Mentre il direttore era in trasferta, risucchiato dalla calamita cosmica di Miami Beach, il Comune di Vienna, a cui appartiene l’istituzione, ufficializzava la querelle in una succulenta conferenza stampa. Matt, il cui contratto scadrebbe a fine 2014, è stato sospeso dall’incarico per tre mesi, a partire dal primo gennaio prossimo: novanta giorni, tempo calcolato per far svolgere indagini ad una commissione. Bell’e pronto il sostituto ad interim.
Ma c’è una variante rispetto alla storia dell’omologo direttore, ora ex, del MAK: nessuna ammissione! Gerald Matt, dagli USA, fa immediatamente sapere che certe accuse sono infondate oltre che “infami” e dannose per il museo stesso, sottintendendo che non è per nulla disposto a dare dimissioni, né a formulare pubbliche scuse o a offrire risarcimenti spontanei. Ribadisce anzi fermamente di voler restare fino in fondo, senza minimamente opporsi all’indagine sul suo operato. Chi lo accusa? Non voci anonime, ma alcuni ex collaboratori della Kunsthalle, con l’input decisivo dato dall’intransigente partito dei verdi che, in coalizione con il gruppo socialista, forma la maggioranza nel governo della città.
Sarà Franz Patay il direttore pro tempore della Kunsthalle; proviene dalla direzione della Kunst Haus Wien, quel variopinto museo creato dall’artista Friedensreich Hundertwasser (1928-2000), divenuto poi dominio comunale proprio sotto la sua guida. Patay, un direttore amministrativo di fiducia, quindi. In effetti, la conferenza stampa è servita anche ad annunciare il cambiamento dello statuto giuridico della Kunsthalle: da semplice associazione delle arti a società a responsabilità limitata, con l’intento di creare una duplice figura-leader formata da un direttore artistico e uno amministrativo. Fine della conferenza, ora si attendono i “fuochi d’artificio”…

– Franco Veremondi

www.kunsthalle.at
La saga del “malversatore” al MAK di Vienna


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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.