Il Pollock della scultura. Il 2011 si porta con sé il grande John Chamberlain, morto a 84 anni a Manhattan

Addii eccellenti che si concentrano sul finire dell’anno, quasi che il destino – o il fato – presenti la sua macabra contabilità. Lo scorso anno il 20 dicembre avevamo salutato Graziella Lonardi Bontempo, proprio in questi giorni omaggiata da una mostra al PAN di Napoli; ora arriva la notizia della morte di un altro personaggio […]

John Chamberlain con alcune sue opere

Addii eccellenti che si concentrano sul finire dell’anno, quasi che il destino – o il fato – presenti la sua macabra contabilità. Lo scorso anno il 20 dicembre avevamo salutato Graziella Lonardi Bontempo, proprio in questi giorni omaggiata da una mostra al PAN di Napoli; ora arriva la notizia della morte di un altro personaggio che – sull’altra sponda dell’Oceano – a dato il suo contributo a costruire la storia dell’arte del secolo passato. Si tratta di John Chamberlain, lo scultore notissimo per le sue opere realizzate con carrozzerie di automobili schiacciate, scomparso dopo una lunga malattia a 84 anni a Manhattan.
Nato nel 1927 a Rochester, Indiana, si era formato prima all’Art Institute of Chicago, e successivamente nella mitica fucina di talenti del Black Mountain College, nel North Carolina. Dopo una prima personale a New York, alla Martha Jackson Gallery, il salto venne per lui con una serie di mostre presso la Leo Castelli Gallery, fra cui una personale nel 1962. Molti hanno visto nella violenza delle lamiere schiacciate delle sue sculture, una versione scultorea dell’Espressionismo Astratto di Willem de Kooning e Jackson Pollock, mentre per altri osservatori l’uso di materiali industriali lo avvicinerebbe maggiormente alla Pop Art. Molti i successi internazionali, dalla presenza nel 1961 alla biennale di São Paulo, a quelle del 1964 alla Biennale di Venezia, e del 1973 alla Whitney Biennial. Da quest’anno era entrato trionfalmente nella scuderia di Larry Gagosian.

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