E dopo le colline di Whatami che ci mettiamo a Piazza Boetti? Maxxi e MoMA al lavoro per la seconda edizione dello Young Architects Program, ecco i finalisti

I fiori rossi e le colline dell’installazione Whatami, dello studio romano stARTT, sono divenute il simbolo dell’estate nella piazza del Maxxi, presto – si spera – battezzata finalmente Piazza Boetti. Erano il risultato della prima edizione di Yap Maxxi, il progetto che ha visto il museo romano e il MoMA insieme per promuovere e sostenere […]

L’installazione Whatami, dello studio romano stARTT (foto Cecilia Fiorenza)

I fiori rossi e le colline dell’installazione Whatami, dello studio romano stARTT, sono divenute il simbolo dell’estate nella piazza del Maxxi, presto – si spera – battezzata finalmente Piazza Boetti. Erano il risultato della prima edizione di Yap Maxxi, il progetto che ha visto il museo romano e il MoMA insieme per promuovere e sostenere la giovane architettura.
Ora il concorso si avvia verso la sua seconda edizione: con un nuovo partner internazionale come novità più interessante. Si tratta dell’istituzione culturale Constructo, di Santiago del Cile, piattaforma per la promozione dell’architettura contemporanea in America Latina. Dove nei giorni scorsi si è inaugurata l’installazione vincitrice di Yap Constructo,  Water Cathedral Project, dello studio cileno Gun Architectos.
Tornando al progetto romano, sono stati individuati i cinque finalisti dell’edizione 2012: si tratta degli studi italiani 6mu6, Rural Boxx, Yellow Office Yellow Office, dell’italo-americano Urban Movement e degli italo-giapponesi Salvator-John A. Liotta, Matteo Belfiore con Taichi Kuma e Yuto Ito. Le installazioni YAP saranno inaugurate contemporaneamente a giugno 2012 al Maxxi e al MoMA PS1. Tutti i progetti dei finalisti verranno esposti in una mostra da entrambe le istituzioni.

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