E dopo l’attacco di Saatchi sul Guardian, arriva quello di Saltz sul New York Magazine. Il sistema dell’arte è finalmente alle prese con gli esami di coscienza?

Non si è ancora esaurita la discussione sull’articolo in cui Charles Saatchi accusava il mondo dell’arte di essere “volgare e superficiale” – piuttosto accesa anche qui su Artribune – che ecco arrivare un’altra bomba. Stavolta l’autore è meno sorprendente, ma il contenuto completamente in linea con la polemica sollevata dal collezionista inglese qualche giorno fa. […]

La performance di Allora & Calzadilla alla Biennale di Venezia 2011

Non si è ancora esaurita la discussione sull’articolo in cui Charles Saatchi accusava il mondo dell’arte di essere “volgare e superficiale” – piuttosto accesa anche qui su Artribune – che ecco arrivare un’altra bomba. Stavolta l’autore è meno sorprendente, ma il contenuto completamente in linea con la polemica sollevata dal collezionista inglese qualche giorno fa. Stiamo parlando di The Long Slide. Museums as playgrounds, pezzo al vetriolo firmato da Jerry Saltz sul New York Magazine. Per togliere qualsiasi dubbio, il critico americano, non nuovo alle provocazioni e notoriamente abile nel giudicare i mali dell’arte contemporanea internazionale, va subito al punto con un incipit fulminante: “J’accuse museums of bullshit!”, ossia, accusando letteralmente i musei di esporre “stronzate”, di perseguire soltanto il sensazionalismo e di rimbambire il pubblico con installazioni spettacolari e superficiali, che non stimolano il pensiero, ma piuttosto lo anestetizzano.
E come esempi cita la retrospettiva di Carsten Holler in corso al New Museum, tutta scivoli, piscine ed effetti speciali, ma anche il padiglione statunitense di Allora & Calzadilla all’ultima Biennale, con acrobati, atleti sui tapis roulant e statue dentro i lettini abbronzanti. Non poteva mancare poi, un riferimento alla tanto discussa performance di Marina Abramovic al gala del MOCA, fatta di centrotavola umani e torte antropomorfe.
La conclusione del discorso però, che vi consigliamo di leggere integralmente, è quella dove Saltz, con la sua consueta lucidità, spiega qual è il vero punto della discussione: “Alcuni osservatori potrebbero controbattere che tutte le mostre blockbuster sono in senso lato, attraenti. Che Monet e Cézanne sono facili da apprezzare quanto Allora & Calzadilla. Io risponderei che Monet e Cézanne non sono affatto facili da apprezzare e che al contrario ti complicano la vita, ma nel modo migliore possibile. Mentre Allora & Calzadilla e compagni scendono giù facilmente e ti rendono la vita facile, nel mondo peggiore possibile. È un circolo vizioso vacuo: un verosimile populismo mascherato da interesse per la collettività”.

– Valentina Tanni

L’articolo di Jerry Saltz sul New York Magazine

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L’accusa di Charles Saatchi sul Guardian

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • “Esami di coscienza” già arrivati da tempo in italia (anche se volutamente ignorati da molti). A dimostrare come il contesto italiano sia in questa fase storica profondamente aggiornato e “contemporaneo”. Solo Moussocope e altri complessati del sistema non stanno capendo questo.

    Saltz ha ragione come quando ha parlato su Flash Art dei giovani artisti, e visitando alla biennale, Andreotta Calò, Francesconi, Senatore (camionate di retorica populista e fine a se stessa) penso che abbia ben ragione:

    Generazione nulla
    di Jerry Saltz

    (estratto da flash art italia 295, luglio-agosto-settembre 2011)

    Le creazioni magnifiche, cerebrali e fondamentalmente prive di contenuto dei giovani leoni dell’arte istruita.

    (..) Eppure tante volte ho visto la stessa cosa, uno stile molto riconoscibile, istituzionale e generico. Il film neo-strutturalista dai colori geometrici che si susseguono, fotograie su fotografie, proiettori che trasmettono frammenti di lungometraggi d’archivio in bianco e nero, un ‘astrazione che fa riferimento ad altre astrazioni- era tutto lì, direttamente dagli anni ’70, tutto già visto. E’ un lavoro congelato in un cul-de-sac di regressione estetica, dove tutti destrutturano gli stessi elementi.

    C’è sempre conformità nell’arte- le mode vanno e vengono- ma una devozione così ossessiva per gli ideali e le idee di una generazione precedente, è sbagliata, fa pensare che questi artisti siano in maniera eccessiva alla mercè dei loro predecessori, troppo appagati da un gioco dell’arte fatto di addetti ai lavori. Stanno diventando una generazione perduta.

    (…) i contenuti si svuotano, (i soliti codici) diventano uno strumento per evitare il caos interiore, una specie di dipendenza, e oggi ormai una formalità supportata da istituzioni e amata da curatori che non riescono a dimenticare i giorni di gloria.

    (…) Si è venuta a creare una retroazione continua: l’arte diventa un gioco di nicchia, e muove gli stessi elementi intorno ad un asse limitato. Tutto questo lavoro è molto competente, estremamente informato e supremamente cerebrale. Ma finisce per diventare parte di qualche scuola internazionale di maniera di arte sciocca.

    lr
    http://www.whlr.blogspot.com

  • LorenzoMarras

    Luca non c è bisogno degli occhi di un Saltz qualunque per rendersi conto che oggi all’interno del circuito tutto è in evaporazione. Sono come a Wall street , spostano debiti da una parte all’altra del globo perche’ TUTTI sanno che nessuno puo’ fuori uscire dal GIOCO.
    Finito il tempo delle Avanguardie dove ancora ci si poteva scambiare per un TEORICO CENTRO.
    Vedrai che alla fine anche la giovane generazione di “artisti” mettera’ la testa a posto e cerchera’ un buco dove mettere su famiglia, impiegandosi in qualche call center sopravissuto.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      LA CRITICA D’ARTE FUNZIONALE, ASSERVITA AI CAPRICCI DELLA BORSA DELL’ARTE !!!

      Caro Lorenzo, il “TEORICO CENTRO” a cui tu fai riferimento è senza dubbio l’anno 1914, in cui l’idea dell’arte come costruzione della vita, era la finalità delle Avanguardie Storiche. In proposito già Majakovskij nel testo “Una goccia di catrame” scriveva che “l’arte è morta perchè si è posta alla coda della vita”.

      Oggi l’arte ama solo il denaro e vive in sostanza per denaro. Senza denaro l’arte non riuscirebbe a richiamare su di sé un pò di attenzione. Mi domando ancora se l’arte senza denaro possa ambire a diventare nel nostro imbarbarito presente, un parametro di giudizio di valore?

      Oggi l’arte si presenta sempre di più sottomessa alla logica del profitto. L’art-sistem, viene prodotto in modo esponenziale da imprese e da corporazioni finanziarie, che impongono ad un pubblico ignorante, paccotaglie preconfezionate di “artisti” che operano per produrre profitto con il beneplacito di una critica funzionale, asservita ai capricci della Borsa dell’Arte.

      • silvano

        quindi savino?…..quindiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          QUINDI ?

          QUINDI, bisogna assolutamente sostituire l’idea dell’arte con l’imparare a vivere (soltanto dalla vita); poichè oggi l’arte puzza di morte. Il pensiero autentico dell’artista, (quello non allineato con il sitema malato dell’arte), non conta più. Ciò che conta è solo l’edificazione astuta di uno spiraglio di carriera ottenuta con tutti mezzi e compromessi possibili.

          QUINDI, l’arte è una relazione squisitamente e eminentemente individuale e non ha niente a che spartire con questo sistema mercificatorio. Meno sei artista dentro questo sistema mortifero dell’arte, più vivi in libertà. Fino al giorno in cui l’artista non avrà capito questo, non potrà vivere la gioa creatrice: il fervore, l’estro, la fantasia, l’istinto puro, ribelle, che muove l’artista a costruire in forma il suo essere e il Mondo.

          QUINDI, quando gli artisti l’avranno capito, e perciò sorrideranno insieme alla gioconda con i baffi di Duchamp, allora, si, essi saranno finalmente liberi, veramente indipendenti da ogni tipo di ostacolo sociale e culturale.

          QUNIDI, l’ideale dell’artista è avere il coraggio di operare in silenzio fuori da queste logiche perverse dettate dall’art-sistem. Le zucche d’oggi che fanno tanto rumore sotto le luci dei riflettori mediatici, sono spesso vuote! L’arte

          QUINDI, questo è vero non solo per gli artisti, ma per tutti i cittadini, al di là di qualsiasi società organizzata. Quindi non illudiamoci mai che qualcuno possa sostituirci nel determinare l’arte e la buona qualità della nostra vita.

          • silvano

            nonostante tu chieda il coraggio di operare nel silenzio e fuori da queste logiche tu fai un sacco di rumore con queste ripetute parole in questo luogo che non è poi così distante dai luoghi che consigli di non frequentare

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            Silvano, cosa mi viene a dire che le mie parole fanno tanto rumore per nulla? Essere arrendevoli davanti a questo sistema dell’arte, equivale a confessare che lo riteniamo giusto e superiore a noi.

            Quante teste di zucche ha prodotto e produrrà ancora questo sistema malato dell’arte? Perché mai devo tacere su un luogo di discussione come Artribune?

            L’essenziale è non parlare tanto per far rumore, ma fornire alternative e nuove idee.
            Per fortuna Artribune, è anche questo. Sarebbe vergognoso darsi per vinto solo davanti alle malefatte del presente.

          • lucianoperrotta

            vero. hai ragione

        • e quindi … non cerchiamo più tanto lontano, ma rimaniamo vicini agli artisti di casa nostra, quelli che ognuno di noi conosce e cerchiamo di ascoltarli e poi ascoltiamo insieme il pubblico e vediamo cosa succede!!!

          • silvano

            ..brevemente e saggiamente

      • LorenzoMarras

        Savino le avanguardie hanno avuto la pretesa di occupare un centro attraverso i tre noti capisaldi teorici che a distanza di tempo e con uno sguardo attuale piu’ smaliziato, non possiamo che riassumere nelle altrettante tre PAROLE D’ORDINE :
        – Negare il passato
        – Tras-formare il Mondo ;
        – Cambiare la vita ;
        Perche’ dico smaliziato ? ma perche’ le Avanguardie a conti fatti hanno si negato il passato, ma solo teoricamente perche’ il loro programma non era per niente e altro che un DISCORSO, tanto è vero che dopo la guerra (la prima guerra intendo) sono comodamente rientrate nell’ovile .
        Non hanno trasformato il mondo, perche’ se c è qualcosa che lo ha veramente trasformato è stato solo l’impero dello scambio tou court o prassi imperiale del profitto, e non loro.
        Non hanno cambiato vita a nessuno e tanto meno a loro, perche’ a distanza di tempo (quello che ci separa da loro intendo) del loro DISCORSO teorico si è fatto (viene da ridere solo al pensarlo) un ulteriore discorso in ambito specialistico da una scienza storica, ancora piu’ frigida ed asservita di quella ufficiale, LA STORIA DELL’ARTE che tu sai bene , oggi, fornisce la base per la valorizzazione delle “teste”. Detto in parole povere, La storia dell’arte profila, ed altri sussumono i conseguenti profitti in termini di visibilita’ , spettacolarizzazione , vendite ecc ecc ecc. insomma un vero e proprio Assets strategico.

        Questa è la cornice , significativa, da cui partire per poter fare un esercizio
        di riflessione anche ai giorni del nostro “maledetto” quotidiano.

        Sotto certi aspetti, anche Luca Rossi, certo in maniera alquanto da dis-adattato ricalca le stesse strategie.
        Pensa di occupare un CENTRO , perche’ si pone fintamente fuori attraverso innocue parole d’ordine che non c è bisogno ricordare, le conoscono tutti… a distanza di tempo e se Rossi e compagnia saranno abbastanza scaltri tireranno fuori la leggenda che , negli anni dieci, del 21 secolo… lui fu il primo ed indiscusso protagonista nei cambiamenti dei linguaggi artistici ed il mito conseguente diverra’ bello e pronto per i manovali della storia, di quell’epoca.
        Savino, Non è una storia propriamente detta..ovverossia originata da una sequenza di f-atti che hanno veramente cambiato le sorti di una comunita’ o delle condizioni di vita della stessa ma è la STORIA di un DISCORSO .
        E cosi in gran parte è quella che riguarda il 900, ecco perche’ ad esempio quando si legge di un Arte povera o di una Trans-avaguardia… si rimane paralizzati da una storia creata apposta ed inventata di sana pianta, la si subisce solo per intellezione… ma di quei f-atti …e delle cause che li hanno RESI possibili, non ne siamo minimamente toccati.
        Siamo testimoni inconsapevoli solo di un RISULTATO e abbiamo l’obbligo di tenere la bocca chiusa perche’ cio’ è stato RICONOSCIUTO.

        • silvano

          …jean clair “l’inverno della cultura” skira editore.16 euro.
          marras già dato…andiamo avanti..quindi?
          cosa vuoi fare la seconda edizione?

          • LorenzoMarras

            Dleng, sbagliato . Hai la mira difettosa. Non ho nulla che possa condividere con Clair. Pertanto FUOCO FUOCO FUOCO.

            P.S. . è ovvio che ciascuno di noi , dalla nascita in poi… incontra tante beLlissime cosette : lingua, tradizioni, consuetudini e perche’ no, eredita anche della “ferocia” insita nel dna che la specie accumula , insomma siamo tutti dei contaminati compreso TE che non sei proprio un pozzo di originalita’.

        • silvano

          a proposito dell’originalità…pensavo proprio questo di te,nulla di nuovo ancora,nulla di nuovo,non sono io che devo dimostrare originalità in questo contesto…sei tu che sei in cattedra.
          continua a scrivere ma almeno sforzati di tracciare nuove considerazioni,se no taci per sempre

          • LorenzoMarras

            oh guarda che sei proprio una scena, ti ho dato un aiutino facendoti capire che sei vicino alla meta e tu, guarda come mi ringrazi.
            eppoi scusa perche’ la mia vanita’ offende in modo cosi’ grave la tua ?
            Se faccio uso di memoria, non ricordo di avere sminuito alcun tuo pensiero o perlomeno essermi imbattuto in qualche discussione con te su faccende serie.
            Insomma TU , cosa vuoi da me ?

          • silvano

            cosa voglio da te? risposte visto che pretendi darne

  • okma

    ok, Luca Rossi, seguo il tuo blog è sei un figo della madonna..ma puoi spiegare perchè parli di camionate di retorica? grazie

  • Non lo argomento quì perchè andrei off topic, come si dice.

    Ti invito a leggere il primo post del blog: http://www.whlr.blogspot.com/

    Sarebbe molto utile ricevere obiezioni alla mia tesi grezza.

    lr

    • “Sarebbe molto utile ricevere obiezioni alla mia tesi grezza”
      Forse, per ricevere qui delle obbiezioni, sarebbe utile che tu, la tua tesi grezza, la enunciassi qui, una volta, in maniera chiara, concisa ma esaustiva evitando i tuoi consueti tag (o metafore se vuoi) … magari sarebbe tempo.

  • Silvano caro non ti seguo. Quando rispondo a qualcuno l ho faccio sempre volentieri altrimenti la pretesa che esercito é solo quella del silenzio.

  • Angelov

    Burri, che oltre ad essere un artista era anche medico, si augurava che, forse prendendo a modello se stesso, avendo egli compiuti degli studi classici, i Pittori in generale fossero più educati ed istruiti. Solo quel tanto, senza andare oltre quella citazione di Ovidio che dice: Ingenio Magnus Arte Rudis. Sembra questo così inadeguato solo perché forse si tratta di un’eredità culturale difficile da gestire e da rinegoziare nel presente?

  • BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTABORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA BORESTA
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    questo non è un commento è un opera d’arte

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      E’ TEMPO DI CAPOLAVORI E SCOPERTE DI SEPOLCRI !

      Compito istituzionale dell’arte è l’acquisizione di opere e di autori selezionati all’interno di musei -camposanti, capaci di rappresentare al meglio la creatività mortifera del luogo di origine, come centro propulsivo di idee e di artisti nella fase di avanzato stato di putrefazione.

    • lucianoperrotta

      questa è una dichiarazione di esistenza in vita, boresta.