Daverio, Caroli, Strinati: Repubblica e L’espresso lanciano la nuova collana Il Caffè dell’arte, e arruolano questo gruppo di “nuovi” curatori

Il titolo forse è un po’ sfocato: Il Caffè dell’arte, ma niente a che vedere con i mitici locali che hanno a volte visto passare pezzi di storia dell’arte per le loro sale, dalle Giubbe Rosse al Caffè Greco, al Jamaica. In realtà non si afferra bene dove sia il “caffè”, nel nuovo progetto editoriale […]

Il titolo forse è un po’ sfocato: Il Caffè dell’arte, ma niente a che vedere con i mitici locali che hanno a volte visto passare pezzi di storia dell’arte per le loro sale, dalle Giubbe Rosse al Caffè Greco, al Jamaica. In realtà non si afferra bene dove sia il “caffè”, nel nuovo progetto editoriale di Repubblica e L’Espresso, che presentano una serie di 20 DVD dedicati “alle opere dei grandi maestri che hanno segnato una svolta nella storia dell’arte occidentale”, dal Medioevo al XX secolo.
A raccontare i maestri – da Giotto a Duchamp, da Caravaggio a Picasso – saranno critici, curatori, divulgatori, curatori, sopraintendenti, da Philippe Daverio a Flavio Caroli, da Achille Bonito Oliva a Claudio Strinati. Un revival dei soliti noti (magari anche un po’ noiosetti?), ma questo in Italia è un problema endemico, inutile ormai notarlo. Prima uscita (a 1 euro in più rispetto al giornale, i successivi +7 euro) giovedì 29 dicembre, con Claudio Strinati che racconta Caravaggio. Quello che ci domandiamo è: vendendolo bene, promuovendolo bene e comunicandolo bene, davvero sarebbe premiato da minori vendite un progetto che presenti i grandi maestri dell’arte letti da critici e teorici con un’età inferiore ai sessanta?

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  • “Quello che ci domandiamo è: vendendolo bene, promuovendolo bene e comunicandolo bene, davvero sarebbe premiato da minori vendite un progetto che presenti i grandi maestri dell’arte letti da critici e teorici con un’età inferiore ai sessanta?”
    Bella domanda ma permettetemi di farne una a voi : con il Direttore e la Redazione che ha Artribune perche’ non progetta una bellla “serie” sull’arte contemporanea presentata da i critici/curatori che più ritiene opportuni all’incarico e non propone tale progetto quale “gadget” da vendere il bundle con ++++ (quotidiano) o xxxx (periodico) ?

  • Repubblica e l espresso sono divenuti con il tempo illeggibili. Possono assoldare chi vogliono Luciano.
    L unico luogo , ma ancora non per molto, di accettabile vivibilità informativa rimane la rete.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Caro Lorenzo, l’altro giorno in internet ho letto una notizia curiosa che arrivava dall’ America : tra i parametri di valutazione di una galleria d’arte c’è la qualità delle opere, l’efficienza, la cortesia del personale e la qualità del caffè offerto.

      Con la stessa confidenza con cui si assapora un caffè, ci si gusta l’arte. Al cliente viene chiesto di esprimere un giudizio scritto su tutto questo; una specie di pagella da compilare sul servizio offerto da questa galleria. Mi domando ma uno può fruire di un’opera d’arte senza tutte queste rotture di scatole?

    • Caro Lorenzo …. sfondi una porta aperta! I sono anni che non acquisto un quotidiano e che faccio la mia “informazione” quotidiana in rete (anche sui quotidiani che sono ormai praticamente tutti presenti).
      Il problema e’ quello della “quantità” d’informazione fornita dalla rete e sul costante pericolo di informazioni inesatte, mal poste, falsate o radicalmente false… ma con un po’ di “esperienza” e con il confronto (quando e’ il caso) della stessa notizia cosi’ come data da varie fonti, si riesce sicuramente ad avere un’informazione più che soddisfacente e, praticamente, in “tempo reale”.
      Qui, pero’, stiamo parlando di altro. Stiamo parlando del fenomeno dei “gadget” (chiamano cosi’ in gergo editoriale gli “allegati” di varia natura forniti con il quotidiano o settimanale ad un prezzo, generalmente accessibile/interessante).
      Per non ripetermi ti rinvio a quanto ho già detto in proposito in altro mio commento su questa pagina.
      Questo detto ed avendo ben presente che il “gadget” non può essere un “oggetto di alta cultura” (se per tale s’intende un libro o DVD i cui testi o commenti siano scritti da “intellettuali” per “intellettuali”), visto che deve “colpire l’attenzione” e “catturare la fantasia” della più vasta fascia di pubblico possibile, continuo a chiedermi se un team “specializzato” (come potrebbe essere quello di Tonelli & C.) non sarebbe in grado di produrre un qualche cosa di simile dedicato all’arte moderna/contemporanea (tanto per intenderci da Duchamp ai giorni nostri…o quasi) che abbia caratteristiche tali da poter essere gradito ad un editore, appunto, come “gadget”.
      La divulgazione e’, io credo, sempre e comunque un’opera meritoria.

  • carlo maria

    ovvero se uno è gggiovane è senz’altro meglio

  • Non ho visto (ovviamente) ancora i DVD di cui qui si parla ma non credo che conti l’età di chi scrive. I nomi di Strinati, Daverio ecc. sono imponenti e meno vacui, per certi aspetti, del più giovane ma troppo televisivo Vittorio Sgarbi pomposamente egocentrico benchè affabulatore e di inedite intuizioni. Bisogna invece temere (ove ci fosse ragione) che le esigenze divulgative (vendite) rendano un cattivo servizio alla comprensione direi filologica delle opere proposte in cambio di una vulgata quasi sprezzante del rispetto dei valori reali per accontentare il popolo in cerca di banalità facilmente afferrabili ma divergenti da una lettura appropriata. Visti i nomi di solida competenza credo che sia scongiurato in partenza tale pericolo ma la tentazione commerciale è sempre in agguato visto il pubblico cui amerebbe rivolgersi.

    • And

      Franciscus, io sono totalmente favorevole a una divulgazione fatta bene, che riesca a spiegare al grande pubblico artisti e periodi storici complessi, senza scadere in un manualetto scolastico. Certo che il pericolo è scongiurato con questi nomi, ma il tono dell’articolo è un altro: ha senso proporre i soliti noti, tutti over 60? E non credere che Sgarbi sia tanto + giovane, visto che tra pochi mesi ne compirà 60 pure lui…..

  • ferrari mekache

    e’ giunta l’ora di dare un taglio a questi professori dello scontato.!PERCHE’ NON INTERPELLARE con dei dvd -intervista una campionatura di artisti che non sono esattamente dello star-system.Criteri:incaricare dei giornalisti a esplorare e documentare gli indignati dell’andazzo contemporaneo.Rivolto alle redazioni di tutti igiornali interessati a piantarla con i consumismi e le inutili retoriche.

  • LorenzoMarras

    Savino caro, è proprio intorno al concetto di “fruizione” di opera d’arte che ogni cosa è stata “sistemata” una volta per tutte e, NON solo l’esistente.
    Sottolineo….. NON solo l’esistente (quello tanto per intederci gia’ messo nero su bianco).
    Tutto il linguaggio è stato passato al setaccio e reso sostanzialmente inerte , ovvero completamente addomesticato alle esigenze generali dell’intero meccanismo (che tra virgolette non conosce e mai conoscera’ traditori di sorta).

    Il linguaggio posticcio aziendale ne è solo uno dei tanti sintomi.

    Savi l’ autentica opera d’arte è la vita di ognuno e non la afferri sicuramente ne’ in una galleria ne’ in un museo ne’ in una di quelle interminabili manifestazioni caravanserraglio che sono tutte le biennali triennali e quant’altro. Savi’, ammesso che ovviamente la stessa non sia messa AL LAVORO .
    Stammi bene ed un saluto alla tua paradisiaca Toscana che nessuna specie di Guggeheim sapra’ mai e neppue solo minimamente, esserne all’altezza.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      La Toscana…”Pace dicono al cuore le tue colline / Con le nebbie fumanti e il verde piano / Ridente ne le piogge mattutine”. Caro Lorenzo, questa è l’immagine che il poeta Giosuè Carducci ci lascia della Toscana.

  • C.M.

    Concordo con Urbinas, quando afferma: “Bisogna invece temere (ove ci fosse ragione) che le esigenze divulgative (vendite) rendano un cattivo servizio alla comprensione direi filologica delle opere proposte in cambio di una vulgata quasi sprezzante del rispetto dei valori reali per accontentare il popolo in cerca di banalità facilmente afferrabili ma divergenti da una lettura appropriata.”
    Al di là di Strinati – che non apprezzo, ma che ha le competenze per parlare di Caravaggio -, Daverio (insieme al Caroli-delle-banalità) rappresenta, per il sottoscritto, uno dei massimi “venditori di fumo” dell’italica realtà.
    Vorrei altresì ricordare che al di là dei “critici d’arte” (che è un’etichetta che mi lascia assai perplesso; cosa vuol dire, tuttologia?) sopravvivono (almeno spero) gli storici dell’arte antica, moderna e contemporane, e alcuni anche molto giovani e competenti (vedi Tomaso Montanari, Giovanni Agosti, Antonio Mazzotta ecc.).

    • Cristiana Curti

      Vero, C.M., hai mille ragioni soprattutto intorno alle definizioni degli “esperti” (ed io aggiungo alla tua ottima lista dei “buoni” – per l’arte del ‘900 – Flavio Fergonzi, per me il nostro migliore e più geniale cervello in quell’ambito di ricerca). Ma – purtroppo – se il target dell’operazione deve essere un vasto pubblico (quantomeno il pubblico di Espresso e Repubblica), forse è stato plausibile scegliere nomi noti ai più.
      Però a me rimangono in canna queste due domande: è giusta la divulgazione a vasto raggio della storia dell’arte attraverso speakers non scientificamente validi (al di là dell’età anagrafica, che per me conta né tanto né poco)? Perché sembra ineludibile ricorrere ai volti televisivi e non approfittare dell’occasione per far conoscere i veri studiosi?
      Alla fine “I Maestri del Colore” (riproduzioni impeccabili) non erano inferiori a quest’operazione, anzi (e mi pareva fossero anche ben diffusi, tutto sommato).
      E’ comunque importante il fatto che testate di riferimento in Italia investano in un programma editoriale di tal fatta? E se sì, c’è qualcosa di veramente innovativo rispetto al passato?

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        l’unica innovazione è il DVD

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Cristiana, ciò che importa a questa elite dell’arte addomesticata al potere finanziario, non è tanto la funzione primaria dell’arte nella vita di ciascuno di noi, ( in un’attività creativa unitaria e non separata) quanto la loro sopravvivenza di velone nel sistema mondano dell’arte.

        • Cristiana Curti

          Velone è magnifico…

  • LorenzoMarras

    Cristiana a me pare che scegliendo proprio quei nomi si è inteso dare un marcato taglio divulgativo all’iniziativa, perche’ in fondo a loro non conta tanto la “sostanza” di cio’ che si intende “tradire” (trasmettere) quanto conservare un immagine di Elite Culturale , che come sempre rassenera gli animi.
    Paradossalmente , l’opposto di ogni viva tensione inseparabile (da sempre) dall’esperienza ARTE.
    Viviamo l’epoca delle Star anche in campo tra virgolette culturale. Non bastavano le veline si vede.

    • Cristiana Curti

      Vero, cari Lorenzo e Savino, ma continuo a non capire perché davvero non ci sia uno sforzo come quello che permise a Soldati di girare alcuni fra i più godibili, poetici e interessanti cortometraggi sull’Italia e sugli Italiani (ed era progetto della RAI), mentre nel contempo TUTTI (e quando dico tutti intendo anche coloro che sono ora cooptati per il progetto de La Repubblica e de L’Espresso) lamentano la stessa mancanza di qualità e professionismo che stanno calpestando.
      E’ sempre “questione altrui”…. Alcune prove, però, saranno pur buone.

      • LorenzoMarras

        Cristiana in quel periodo , se ricordo bene il venerdi sera, in televisione facevano speciali anche su singoli artisti , negli anni sessanta intendo.
        Ma in quell epoca il markenting era confinato a Carosello e quella TV in regime di monopolio non aveva l’assillo degli indici di ascolto di oggi.
        Oggi è inpensabile , sopratutto perche’ hanno gia’ creato lo spettatore “idiota” ed in funzione di questo calibrano tutte le politiche di intrattenimento a partire da cui tutte le domande trovano le loro fonti.
        Questa di Repubblica ed Espresso ha un target di pubblico gia’ individuato che secondo me e’ costituito da un “pubblico” quasi colto a cui l’interessamento delle arti visive offre uno svago come un altro. Ecco è questo il punto, le arti visive lentamente ma inesorabilmente sono interessate via via a progetti di mera spettacolarita’ e se hai visto l’ultimo DVD su Artemisia Gentileschi , gli estremi Vi si trovano tutti.
        Si assiste alla stessa integrazione che ha riguardato il teatro : oggi li vanno a recitare tutti, cani e porci (anche veline e scorie di veline).
        Ciao Cristia’, buon anno.

  • Cara Cristiana “I Maestri del Colore” sono un “mito” per molti della mia generazione (tra i veramente grandi vedi Luigi Ontani e le sue frequenti “citazioni” di quella collana nei suoi lavori) Erano una pubblicazione destinata al vasto pubblico (e in realtà dovevi “prenotarti le uscite” dal giornalaio di fiducia o, altrimenti, ne rimanevi senza) ma avevano riproduzioni veramente buone (ottime per l’epoca) testi di buon livello pur senza eccessivi “voli pindarici” o “approfondimenti filosofici” : una biografia essenziale, una presentazione “critica” piana e comprensibile e poi le riproduzioni : foto perfette, grande formato, stampa eccellente, normalmente 16 per ciascun autore (raramente vennero pubblicati due o tre fascicoli per lo stesso autore).
    Li ho tutti e li tengo al posto d’onore nella libreria nello loro custodie-rilegature.
    Ma erano tempi molto diversi! Come ricordava Lorenzo, alla TV, non ancora lanciata nella folle ricorsa alle emittenti commerciali, passavano (non tutte le sere, ovviamente) buoni film, buon teatro, qualche discreto programma sull’arte, qualche buon concerto e qualche opera lirica… e c’erano alcuni quotidiani (qualcheduno persino tra quelli a diffusione solo regionale) e due/tre settimanali che potevano dirsi “autorevoli” …
    Ma a che serve trasformarci in tanti “laudatores temporis acti” i tempi andati non tornano.
    Oggi i quotidiani ed i settimanali puntano sul “gadget in bundle” per tirare su i numeri ed e’ interessante notare come vengano considerati “gadget” sorie ed antologie di letteratura, dizionari, testi di storia e di filosofia, testi d’arte, romanzi celebri, raccolte di poesia ecc. ecc.
    Ma oramai siamo arrivati al punto che il “gadget” costituito da un “libro” incomincia a non “funzionare” più ed allora arrivano i DVD (che, tra l’altro, a realizzarli costano anche notevolmente meno che non stampare un libro, sia pur in tiratura altissima) … molto più semplice far scivolare un DVD nell’ingresso del lettore e guardare ed ascoltare che non far la “fatica” di leggere!
    Per dir la verità io credo che anche i DVD stiano “arrivando al capolinea”: già si vedono gli e- (o i-) book e le prime “applicazioni” per smartphones e tablets prendere il loro posto nei “bundles” che, cosi’, diventano essi pure “virtuali” non necessitando di “allegare” alcunché (salvo l’indirizzo web da cui scaricarli) e conseguentemente costano molto meno di distribuzione e spedizione e non creano i soliti problemi del “Guardi che con il Gazzettino della Trinacria oggi danno la Divina Commedia, la vuole o non le interessa?”
    Detto tutto questo, la cosa interessante (e qui torno al mio primo commento) sarebbe, a mio parere, quella di veder apparire “gadget”, più o meno virtuali, che siano capaci di “presentare” ad un vasto pubblico (proprio perché diffusi in uno con un quotidiano o un settimanale a larga diffusione nazionale) l’arte moderna e contemporanea e augurabilmente, interessarlo ad essa.

  • M.C.

    Gentile Cristina, facendo il nome dell’ ‘eccellenza’ Fergonzi, hai ampliato ancor di più il ventaglio delle “alternative di qualità” possibili. Importante anche sottolineare che alcuni di questi studiosi (tra cui Fergonzi stesso) sono anche degli ottimi ‘oratori’- o se si preferisce, ‘divulgatori’ – a discapito del “pensiero comune” riguardo gli storici dell’arte.
    Per rispondere alla tua domanda sugli “speakers non scientificamente validi”, trovo un abominio, ad esempio, che un artista fondamentale come Durer venga ‘divulgato’ da un gallerista qual è Daverio, privo di quel bagaglio immenso di conoscenze richiesto per poter realmente inquadrare l’artista, la sua epoca, la sua arte. Quella dei “Maestri del Colore” (o come la collana della Rizzoli sull’ “opera completa di”) era un’operazione effettivamente di alto pregio divulgativo, perchè univa sintesi (accompaganta magari da una scrittura non solo chiara, ma anche letterariamene seducente) e competenza. Due aspetti che non possono, soprattutto in operazioni ‘didattiche’ (?) come questa, essere disgiunte: solo da una competenza profonda si può tradurre in poche righe e parole un fatto storico, mettendone in risalto i punti cardine.
    P.S. Alla presentazione di un’installazione di Greenaway alla Fondazione Cini di Venezia, A.B.O ha osato definire Paolo Veronese (il pittore cui si ispirava l’opera del regista inglese) un artista del Seicento …

    • Cristiana Curti

      Caro M.C. (o C.M.) e cari amici, il punto è proprio questo.
      Ha l’operazione editoriale di cui si sta discutendo, così come impostata da Espresso e Repubblica, davvero un intento divulgativo? O non ha piuttosto un carattere meramente pubblicitario, come dice Lorenzo, dato che l’arte, in tutte le salse rifritta, oggi giorno suscita molto interesse (e poca voglia di approfondire) comunque?
      Dovremmo verificare i contenuti bibliografici dell’operazione e vedere chi scrisse ciò per cui i nostri “volti” prestano la voce (la qualità dell’informazione, prima di tutto), prima di stigmatizzare la questione.
      Ma, certamente, rimane il fatto che si è persa l’occasione di sentire, ad esempio, un Modigliani come lo sentii io dalla voce di Fergonzi al MART in una visita alla “sua” mostra che mi fece fare à deux (e di cui mi vanto). Incomparabile la qualità della vicenda artistica narrata, ricca e affascinante per chiunque (senza alcun birignao dell’occasione); perfetta la scelta, compiuta dal comitato scientifico di altissimo livello da lui capitanato, delle opere, prestiti sudatissimi. Laddove l’appassionata e profonda conoscenza farebbe ben di più per il vasto pubblico (che davvero qui impara come imparai io) che centinaia di puntate di saltellanti e ammiccanti “passepartout” televisivi.
      L’augurio per il 2012 – se se ne potesse fare uno per la nostra cultura maltrattata – è che quelli che sono davvero bravi (e la lista di C.M. indica i più noti, ma ve ne sono anche altri che aspettano solo l’occasione per farsi intendere) riescano a insegnarci come avere amore e rispetto e PASSIONE per il nostro e altrui patrimonio culturale. Utopia?
      A tutti voi e alla Redazione, se non ci si sente prima, un nuovo anno sereno (almeno).

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        L’ ENNESIMO E MONOTONO PROGETTO EDITORIALE SUI GRANDI MAESTRI DELL’ARTE !!!.

        Cara Cristiana, sai cos’è l’arte ? Non è la verità: è la vita autentica di un artista.
        Ciò, non ha niente a che fare con la storia dell’arte raccontata da qualcuno. Oggi la gente che fruisce dell’arte lo fa con gli occhi della televisione e lo fa a tutta immagine patinata.

        Anche questo progetto editoriale, come dice del resto Lorenzo, in fondo, gira intorno ad un’ idea di svago televisivo. E’ semplicemente un progetto divulgativo sull’arte, (uno dei tanti) che calza alla perfezione con una precisa strategia di marketing vincente…, già studiata e modellata agli stili di vita di un determinato consumatore, diciamo così “colto”.., poi, moltiplicato in DVD e quindi fruibile come produzione di merce immateriale e quindi alla portata di tutti.

        Un sereno anno nuovo.

      • LorenzoMarras

        Cristiana , L’arte , Elle apostrofo ARTE, nonostante si le innumerevoli voci , chiacchere controchiacchere qui ed altrove , E’ un qualcosa di estremamente PERICOLOSO, perche’ piu’ ad esempio che alla Filosofia oppure anche alla stessa Letteratura (molto solitarie, introverse spesso solipsistiche) ha quella straordinaria capacita’ di risvegliare passioni e con esse “follie” (tutto il contrario delle miti ragionevolezze che si confida avere da un gregge finemente addomesticato).
        Detto questo Cristiana e apparte giustamente quelli che sono gli approcci tipicamente professionali degli specialisti per gli altri e piu’ svariati motivi … studio, mercato, collezionismo, conservazione ecc ecc (per carita’ non li pongo in discussione , ci sono ) ecco apparte questi , va da se’ che trasmettere quelli che sono i veri contenuti di quello che chiamiamo Arte ad un numero via via piu’ esteso di persone , significa creare un esercito di cittadini DIVERSI.. piu’ attenti – piu’ consapevoli – piu’ vigili – ESIGENTI – e perche’ no piu’ rompiscatole, che non fa male – ecc ecc ecc …riassumendo UOMINI o se preferisci UMANITA’ ALTRA ….LIBERATA. domanda : a chi non sta bene una umanita’ di questo genere ?
        questo il punto e se Vuoi lo puoi legare all’altro : a chi non sta bene una Scuola veramente SCUOLA ?

    • And

      Ahahaha , questa di ABO mi mancava!! Se è per questo, una volta Sgarbi ebeb gioco facile a smerdarlo perché aveva definito Raffaello un pittore quattrocentesco….

  • Complimenti. Finalmente un giornale d’arte a carattere generale che spazia dall’arte contemporanea alla musica. Inoltre vorrei porre l’accento sulla buona leggibilità e la razionale impaginazione a differenza di altri siti: illeggibili, caotici e kitsch.

  • lucrezia

    eppure una volta a quarantacinque anni si era NONNI

  • Solitamente i critici di arte non capiscono nulla cercano solo di fare cassa e sfruttare il povero artista. Non fatevi ingannare………………
    salvatore (pittore e scultore

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’arte nella palude !

      Succede in tutte le paludi dell’arte, purtroppo, non solo in Italia, trovare critici, simili a zanzare, che per sopravvivere, succhiano il sangue degli artisti.

  • Il progetto è il classico panettone che può interessare ai lettori di sinistra di Repubblica, e visibilmente non ha motivazioni culturali ma prettamente economici. Non c’è una vera linea editoriale e per questo l’editore ha bisogno di volti noti da pubblico televisivo – cioè sdoganati dall’accademia – che non siano però sputtanati (generalmente da Rai Tre, come ad esempio gli ospiti di Fabio Fazio). Sarei curioso comunque la percentuale dei dvd visti rispetto a quelli venduti!
    Comunque in questo non c’è niente di male, la cosa ha la sua dignità, solo ricordate che il Gruppo Espresso non è Laterza o Boringhieri.
    Non hanno scelto giovani perchè i giovani non vanno per televisione, e poi il pubblico stesso cui è destinata non è quello dei gggiovani.

  • cassiusclay

    Daniele, ma che c’entra questa polemicuccia sulla sinistra con i grandi maestri dell’arte? Meno male che ci sono queste iniziative editoriali che rendono la cultura appetibile ed accettabile ad un pubblico più vasto rispetto ai soliti addetti ai lavori. Meglio divulgare che tenersi tutto per sè. Meglio Daverio e Caroli – gran professionisti – delle pagine pseudoculturali de Il Giornale, novella 2000, oggi, ecc…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Perché: tra i giornali di sinistra e di destra, c’è forse qualche differenza di vedute sulla palude che è l’odierno sistema malato dell’arte contemporanea? Se vede questa tale differenza, perché non ce la spieghi ?

    • Cristiana Curti

      Daverio e Caroli “gran professionisti”? Non sarebbero “addetti ai lavori”, visto che s’intende questa formula in senso dispregiativo? Proprio loro?
      Entrambi accomunati – guarda un po’ la sorte… – dall’aver calcato il parterre della cultura milanese (l’uno come assessore alla cultura dal 1993 sotto il primo governo leghista della Città, l’altro come “responsabile scientifico delle attività espositive di Palazzo Reale” sotto la giunta Albertini) Daverio ex-gallerista (dai trascorsi tormentatissimi) è colui che aprì la stagione delle mostre-pacchetto appaltate a società di servizi (e gallerie private per il moderno e il contemporaneo) a Milano, facendo crollare da quel momento in poi qualsiasi progetto culturale d’impianto civico degno della Città e inventando di fatto quel mefitico circolo vizioso delle mostre in vendita senza vera supervisione critica, e Caroli colui che di queste mostre blockbuster si faceva vanto. Orripilanti in particolare modo quelle a sua firma, come la fantomatica “L’Anima e il Volto”, dove la cernita delle opere era dettata da un copione ben differente dalla volontà di ricerca, perché buona parte dei prestiti giungeva o da gallerie o da privati in ansia di poter “convalidare” in catalogo le attribuzioni (vere o presunte) dei propri casalinghi capolavori (spesso delle croste da quattro soldi che – almeno temporaneamente, ovvero quel tanto che bastava per il cambio di mano poco dopo la chiusura della mostra – acquisivano un’onorabilità perfetta per il mercato senza scrupoli).
      A partire in particolare dal loro duplice contributo, ciò che divenne malauguratamente scuola per il resto d’Italia – la scarsissima quando non inesistente qualità scientifica delle manifestazioni pubbliche – fu l’appoggio sfacciato a un vero e proprio mercantare sull’ “arte di bocca buona” (utilizzare manifestazioni mediocri e di cassetta in luoghi pubblici importanti per rendere appetibili se stessi – prestatori e curatori – al mercato dell’arte o della politica – meglio, della politica dell’arte).
      Dobbiamo a Caroli, se proprio si deve dirlo, o quantomeno alla sua impreparazione, la maggior concentrazione di opere dubbie (o veri e propri falsi spacciati per grandi firme) in una mostra pubblica di rilievo che si ricordi da trent’anni a questa parte in Italia.
      Un costume di indifferenza per la verità storica da presentare al pubblico (che non si può avvedere dell’inganno) che, purtroppo, ha talmente preso piede da impedire a chiunque oggi della generazione appena post laurea la frequentazione di una manifestazione culturale inattaccabile scientificamente a Milano.

  • @cassiusclay @savino marsiglia
    Volevo solo esprimere che questo tipo di prodotto editoriale è interessante per un certo tipo di lettori di sinistra che si sentono diversi dall’abisso berlusconiano, magari solo perché vedono Fabio Fazio e Rai3 o preferiscono l’Ipad al suv. E’ cioè un pubblico “facile”, che si accontenta di personaggi televisivi che dimostrano di essere culturalmente più elevati della media, ma, come ha scritto con puntualità Cristiana, anche con scheletri nell’armadio. Tutto qua.

  • cassiusclay

    E io volevo solo esprimere il concetto che al di là dei soggetti, dei personaggi, delle scelte editoriali, è interessante – e benefico – che ad usufruire delle bellezze e grandezze dell’Arte sia la più ampia maggioranza possibile delle persone, sennò rimane tutto fra le braccia elitarie degli addetti ai lavori, e ogni discorso e pensiero diventano autoreferenziali.
    Per far questo poi bisogna essere dei bravi divulgatori ed essere in grado di riuscire a catturare l’attenzione dei propri uditori: Daverio, quando conduce la sua trasmissione culturale sulla Rai, a mio parere, è estremamente comunicativo e convncente; Caroli ha scritto dei libri interessantissimi e quando lo intervistano ha questo stile teatrale nei toni e nella gestualità, elementi importanti per farsi capire e farsi seguire. Il resto della loro esistenza, per gli scopi editoriali di queste uscite sulla storia dell’arte, è davvero un aspetto secondario. O primario, certo, se si fanno chiacchiere da parrucchiere.

  • Evidentemente il riferimento al caffè sta ne L’Espresso…

  • antonio sesto

    Alcuni DVD sono fatti bene e molto piacevoli da vedere, anche istruttivi. Altri invece sono semplicemente ridicoli: confusionari nonostante la loro superficialità. In molti DVD l’audio è pessimo, ci sono differenze tra voce e musica che costringono a regolare continuamente il volume. L’aspetto più fastidioso è che parecchie opere citate non vengono mostrate.

  • Petra

    Ma basta con la retorica de sti gggiovani. Ma mandateli a spalare la neve.