Tutto Cattelan “steso” al Guggenheim. Il Maurizio nazionale celebrato a New York con una grande (l’ultima?) mostra antologica. E Artribune ve la fa vedere subito subito…

Certo non istituirà un nuovo modello di allestimento museale. E di sicuro non favorisce la comprensione dei singoli lavori, travolti in un vortice caotico e volutamente intricato. “All”, la retrospettiva di Maurizio Cattelan curata da Nancy Spector e appena inaugurata al Guggenheim di New York, si configura piuttosto come una nuova, grande opera unica. Una […]

Certo non istituirà un nuovo modello di allestimento museale. E di sicuro non favorisce la comprensione dei singoli lavori, travolti in un vortice caotico e volutamente intricato. “All”, la retrospettiva di Maurizio Cattelan curata da Nancy Spector e appena inaugurata al Guggenheim di New York, si configura piuttosto come una nuova, grande opera unica. Una specie di duchampiano Boîte-en-valise in versione monumentale. Le opere, infatti, nonostante siano tutte molto grandi, finiscono per sembrare poco più che modellini.
Noi vi regaliamo un’ampia gallery della mostra, voi in cambio diteci la vostra…

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    • Daniela

      Devo dire che, ovviando all’architettura del Guggenheim, spesso ritenuta scomoda per esporre opere d’arte, la curatrice Nancy Spector ha utilizzato un buon metodo, riprendendo Duchamp, per esporre le opere di Cattelan e per renderle così, visibili da prospettive diverse, attraverso il sali e scendi dei vari piani del museo.

      • SAVINO MARSEGLIA (artista ribelle)

        CATTELAN, UN’ALLESTIMENTO DEGNO DI UN GRANDE BAZAR!

        Daniela, mi permette una breve osservazione, lei scambia lucciole per lanterne, quando afferma: “la curatrice ha utilizzato un buon metodo riprendendo Duchamp, per esporre le opere di Cattelan e per renderle così visibili da prospettive diverse…”.

        Intanto, Duchamp, ai suoi tempi, operava fuori dal sistema dell’arte, proprio per distruggere l’idea stessa di museo, come una gerarchia di valori dati arbitrariamente.

        Quindi, le opere di Duchamp non vanno considerate come: (feticci, forme, o oggetti d’allestimento) ma come termini e punti estremi di un “azione” che ha in sé il suo significato compiuto. L’opera di Duchamp si esaurisce nel complesso processo creativo, il quale non ha niente di formale.

        Per questo i suoi “ready mades” sono oggetti già pronti che non necessitano di essere plasmati: è un fatto mentale che si esprime in un’azione. A rigor di logica non esistono opere compiute ma azioni che nascono e muoiono allo stesso momento. In proposito l’ amico di Duchamp: (P. Cabanne) scrive: “è l’immaginazione del movimento o del gesto che fa la bellezza…questo gesto distrugge l’oggetto nello stesso momento in cui lo si pone nello spazio di un museo”.

        Allora, mi spiegate come si fa ad allestire, un gesto, un movimento un’azione mentale all’interno di un museo?
        Allora, mi domando: come si fa ad affermare che “la curatrice Nancy Spector ha usato un buon metodo, riprendendo Duchamp?

        Oggi il Guggenheim di N.Y, celebra l’apoteosi feticistica di pupazzi in plastilina, oggetti insignificanti e cianfrusaglie varie…, con un allestimento che assomiglia ad un BAZAR. Posso dire che questa mostra è uno slogan pubblicitario del tipo: qui si vede l’equivoco, il grottesco dell ‘”Arte” ai limiti della stupidità…

        Per concludere: il rifuto del museo Per Duchamp, comporta inevitabilmente il rifiuto di ogni metodologia legata all’allestimento. Ma qui siamo troppo lontano col pensiero…

        • hm

          – intanto, Duchamp, ai suoi tempi, operava fuori dal sistema dell’arte, proprio per distruggere l’idea stessa di museo –

          ma dove? se avesse operato fuori dal sistema dell’arte non avrebbe portato quei ridicoli cessi in galleria, la roba più rivoltante di duchamp è la sua banalità estrema, un cesso che diventa una fontana e allora? cambia forse di molto il suo valore e la sua funzione? c’è chi si eccita a farsi pisciare in bocca e bere tutto, è ovvio che un cesso può diventare fontana . quindi duchamp fondamentalmente era un povero inconsapevole, e la prova definitiva si ha con l’ultima operetta che ha cagato nella sua vita, la simildonna da spiare attraverso il buco della serratura, sintesi suprema della sua banalità debilitante sopravvalutata . è uno degli artisti più conformisti e integrati nel sistema che siano mai esistiti . prima lo capite meglio è .

          • Hm , non poteva essere conformista dal momento che il sistema di quell’epoca considerava opera , ancora i dipinti e le sculture . Possiamo dire Invece che Duchamp ha avuto la possibilita’ di esporre quelle cose perche’ ha avuto innegabili appoggi finanziari dagli Arensberg che gli hanno permesso , diciamo una certa liberta’ di movimento .
            Il sistema arriva sempre dopo e attraverso gli studiosi fissa i confini del nuovo creando apposta per esso il linguaggio atto a “sdoganarlo” per le generazioni successive di studiosi.
            Quando Duchamp entra in scena, non lo conosce proprio nessuno e si prende la dovuta dose di randellate.
            Per farla breve, i miserabili sono sempre quelli che arrivano dopo e saccheggiando offrono di se stessi l’immagine di Innovatori.

          • hm

            sì lo so duchamp è stato appoggiato dal sistema massonico . d’altra parte il grande vetro era un inno all’alchimia e all’esoterismo massonico . gli ha permesso solo la libertà legata al loro sistema di valori e basta . peccato abbia sempre fatto finta (fake) di non essere conformista visto che l’ultima sua opera elaborata per vent’anni era una pseudoscultura mixata a dipinto visibile attraverso un banale spioncino . è ovvio che cattelan sia una povera scoreggia rispetto a duchamp se volevi riferirti a lui, perchè è derivativo e scopiazzante dopo 100 anni, vintage fuori tempo massimo . ma in fondo non sono poi molto diversi, fanno pena entrambi .

          • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

            H2O o HM, (non so… se è una formula chimica o due lettere dell’alfabeto: una aspirata e l’altra marcata) – prima di aprire la bocca, tanto per parlare cerca di leggere gli scritti originali di Duchamp…, e finiscila di parlare a vanvera. Le fonti sono importanti quanto il piscio che proviene dal tuo pisellino pisellino.

          • hm

            mi sa che sei tu che dovresti informarti meglio sui centimetri del mio pisellino giusto per non usare il diminutivo e parlare a vanvera . il fatto che tu dica che duchamp operava fuori dal sistema dell’arte denota che non lo hai capito molto . la sintesi oggettiva del pensiero concettuale di duchamp (almeno fino a quando trasportava cessi in galleria poi non so, immagino si facesse le seghe davanti ai buchi delle serrature dei bordelli) è che ogni oggetto (rivoltato o meno) dentro il sistema galleria poteva avere senso come opera d’arte . piuttosto banale e svilente no? secondo me una pisciata deve rimanere una pisciata, non bisogna spacciare la merda per cioccolata . se è esplicitamente una pisciata espressa in modo artistico allora è ok . è lo stesso motivo per cui ho sempre considerato twombly un essere inferiore svilente e limitante .

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        AVVERTENZA!!

        A tutti i consumatori che si recano al GRAN BAZAR di New York:

        1. fare attenzione alle tabelle di Composizione delle opere esposte (plastinate, gommate, polisterolizzate, plastificate, stupdizzate.) elaborate dalla scienza alimentare orientale.

        AVVERTENZA: possono contenere elementi cancerogeni di prodotti elaborati in Cina.

        Possono servire per comprendere, attraverso le categorie formali (non concettuali) sulle quali si basano, cos’è veramente ciò che mangiamo di solito, e orientare la scelta di alimenti di qualità biologica.

        Per quanto riguarda le percentuali di proteine artistiche, pardon di plastica, fate una scelta orientata su una dieta eco- solidale. Fuori dal Guggenheim, sulla destra, guardando sul lato sinistro della strada ci sono bancarelle che vendono oggetti in pura plastica: pupazzoni, pupazzi e pupazzette, molto graziosi e a prezzi bassi .

        Cӏ anche un grande pappagallo, lucido che chiede un contributo per aiutare gli artisti disoccupati, che protestano davanti al Guggenheim.

  • Alice

    Un grande teatro dei burattini… che a smesso di funzionare… un teatro su cui è calato il sipario e che ci invita a riflettere sullo stato dell’arte contemporanea…

  • Davide W. Pairone

    mi sembra un allestimento “stupido” perché necessita di una conoscenza pregressa dei singoli lavori di Cattelan e ne annulla la fruizione singola. In questo modo si amplifica la componente puramente ludica e passa in secondo piano quel minimo residuo di riflessione amara di alcuni pezzi (tipo Charlie). Se Cattelan come artista resta sopravvalutato, come curatore (di se stesso e altrui) è semplicemente un disastro.

    • Cristiana Curti

      A me pare un allestimento amaro. E piuttosto consapevole della propria parabola. E’ come fosse un auto-da-fé (un autoritratto?) in un certo senso (e secondo me, al Museo lo sanno bene)…
      E’ anche vero che il Guggenheim di NY non è nuovo a questi allestimenti e credo ci abbia messo in realtà un bello zampino.
      Se non mi rifiutassi di credere alle teorie della cospirazione, penserei che è una trappola per il padovano. Interessante “fenomenologia degli allestimenti museali”…

      • È certamente un allestimento amaro e mi pare che l’effetto da “svendita degli stock” sia decisamente voluto. Una trappola? Potrebbe anche essere, non dimentichiamo che il curatore è Nancy Spector e che certamente il Guggenheim non è la “galleria” cui l’artista possa imporre un allestimento non gradito. Personalmente, peró, credo di piú nell’ipotesi dell’amara autoironia che, del resto, ha sempre caratterizzato il suo lavoro. Qualunque sia il giudizio che si da dei lavori di Cattelan, non puó non riconoscersi che, in essi, non c’è mai stata “autocompiacenza” o “autocelebrazione” . Visto che, questa, è stata annunciata come la sua mostra di addio all’arte (vero o falso che sia) mi pare che questo allestimento sia piuttosto conseguente: non “lavori che gli spettatori possano godere” ma “idee comunicate” che hanno avuto un loro “momento” che non è piú questo.

        • hm

          – non c’è mai stata “autocompiacenza” o “autocelebrazione” . –

          sì certo come no gerini hai capito veramente tutto di copialand, basta notare le innumerevoli ‘sculture’ dove si autorappresenta in tutte le salse, sul triciclo, che sbuca dal pavimento, le centinaia di maschere facciotte di cattelan alle pareti, il microcattelan sulla libreria, la sua facciona che ride per terra, i cattelan gemelli sul letto, più altre che ora non mi vengono in mente . senza contare che se cerchi su google immagini ci sono centinaia di sue foto colte in momenti mondani diversi . è peggio che una targa DG ad altezza culo la sua autocompiacenza .

          • Essere colti dai reporters in “momenti mondani diversi” è cosa che capita a chiunque sia “persona nota” e “faccia notizia” e dipende ben poco dall’atoconsiderazione e persino dalla volontá del soggetto: si potrebbe affermare la stessa cosa per qualsiasi artista o “personaggio pubblico” ed è quindi del tutto ininfluente al discorso. Rappresentare se stessi non è necessariamente “autocompiacimento”. Nelle sue “autorappresentazioni” io ho sempre trovato una forte componente autoironica, anzi, pare a me che essa sia parte integrante e fondamentale del concetto di quei lavori ma, ovviamente, questa è la mia impressione ed io non sono un critico (per altro questo giudizio è largamente condiviso da quasi tutta la critica). Tu la pensi diversamente, ne prendo atto e, anche se rimango della mia opinione, non escludo che tu possa aver ragione.

          • Aggiungo che, nell’intersita, come ha già notato Cristiana Curti, c’è un’innegabile identità sintattico-lessicale tra domande e risposte

          • …mi scuso… Questo commento va letto a seguito di quello che inizia “hm scrive: ” postato più sotto!

        • francesca, milano

          luciano g.gerini, più che “svendita degli stock”, qui si tratta di finanza “shock”
          comporendi la differenza tra i due vocaboli?

          • Scusa cara Francesca, perchè, di grazia, secondo te non dovrei comprendere la differenza tra i due vocaboli? Ho usato l’espressione “svendita degli stock” per compendiare, in una, espressioni usate da altri (Bazar, mercato dell’usato, cianfrusaglie ecc.) ho peró detto che propendevo per la tesi dell’amara autoironia. La tua battutina sulla “finanza shock” mi pare deboluccia, scontatina e (in tema di vocaboli assonanti) sciocchina.

      • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

        IL RE E’ NUDO NEL MUSEO A SPIRALE CHE FU…?

        Cara Cristiana, per il Guggenheim di N. Y, l’argomento allestimento è un falso problema. La cruda realtà è che in questi ultimi vent’anni, il museo progettato dal grande architetto,( F. L. Wright ), si è trasformato, inevitabilmente in un grande bazar di merci utili e inutili: vestiti di Giorgio Armani, motociclette, feticci d’arte e perfino prodotti cosmetici.

        Una grande multinazionale che concepisce l’arte come una merce tra le merci da vendere a tutti i costi nel grande mercato globale. Questa strategia corrisponde ad un preciso disegno strategico: quello di piazzare merci dove c’è odore e disponibilità di capitale finanziario. E’ evidente che nessuno alza il tiro su “questa strategia di marketing” che ha sposato il Guggenheim spa. Allora dobbiamo dirci che il “re è sempre nudo”.

        E nel nostro caso il re è il direttore/manager del Guggenheim, (protagonista assoluto di questo nuovo corso di museo d’impresa) che lo coinvolge (come tanti musei) in una sfida commerciale difficile, che cambia tutti i giorni in un mercato dell’arte gonfiato, perverso, in cui la merce-arte – è diventata busines a tempo pieno.

        Capita allora che la funzione di un museo si rincorre in falsi contenuti, in discorsi inutili fra allestimenti e contenuto dell’opere, fra concetti e neologismi che giocano con le parole a nascondino nello spazio a spirale di un prestigioso museo che fu… .

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Cara Cristiana, altro che fenomenologia degli allestimenti… magari!
        Purtroppo il fabbricare pupazzi insignificanti ed altre idiozie, fare il buffone di corte e far parlare di sé, esercita, come diceva mio nonno, un’ invincibile attrazione su gli imbecilli, in particolare su quelli che attualmente lo sostengono.

    • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

      Se è un disastro: prendetevi voi stessi a pugni in piena faccia e cascate morti…
      (Tristan Tzara)

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Caro Davide, in questi tempi superficiali, l’allestimento non può che essere stupido: Cattelan ha orinato dappertutto per stabilire i confini nella palude dell’arte.

      Adesso urina nel Guggenheim di N.Y. per stabilire i confini della stupidità.
      saluti

  • hm

    non c’è nemmeno la bmw bucata dall’albero, una delle pochissime robe vagamente significative non scopiazzate che ha fatto . per il resto è un allestimento squallidissimo, sembra merce invenduta di un grande magazzino messa alla pesca, non ho parole . se l’effetto ricercato era proprio quello allora squallido è fargli un complimento .

    • ermanno ghirardelli collezionista di cattelan

      sei di una piattezza celebrale che mi sconvolge!
      a parte che le sue opere sono tutte vendute… e nemmeno con il biglietto fortunato tu potresti mai permettertele o meritartele, perchè rimarrai anonimo a vita, caro hm, hai solo da imparare!
      è bello pensare che tu credi di dimostrare qualcosa, feticcio più tu dei musicanti di brema, smetti di urlare che i briganti se ne sono andati da un pezzo!

      • hm

        intanto potresti iniziare a offendermi in faccia, cosa ne dici? dai che ci divertiamo . io con fake cacchelan mi ci spazzo il culo, le sue minchiate fischiettanti da attention whore vanno bene per te, se mi regalassero qualcosa di suo lo brucerei, o al limite lo farei a pezzi lo mangio e lo cago direttamente poi te lo spalmo in faccia così magari godi come la divina —> http://www.veronica-moser.com/welcome/welcome.html

        • ermanno ghirardelli collezionista di cattelan

          rendetevi conto, siete i paolini del mondo dell’arte, luca rossi-hm-tanti altri…
          purtroppo non siete il paolini che vi piacerebbe (giulio x voi VERI ignoranti), solo quel paolini che interrompe le giornaliste durante i servizi in diretta in giro x tutta italia!
          ridere, e poi piangere!
          questo è il vostro effetto, ripeto piattezza celebrale
          zzz—————————-anonimo—.—————-cattelan————————–.———-cazzate——————————————–cagate——-.——-….———–???——————————————–ho pensato troppo——————————————————-cago e vado a letto!

          luca tutti sanno chi sei e hm purtroppo no!

          • hm

            giulio paolini va bene giusto per i lessi come te .

          • hm

            piattezza celebrale poi che cazzo vuol dire? che non sono un’attention whore celebre come copialand? forse si scrive ceRebrale da cerebro, quello che tu non hai perchè sei solo attento alle celebrità come una donnetta che legge novella 2000 in spiaggia http://www.buongiornoweb.com/foto_celebrita/celebrita_ab.htm . fatti un corso di italiano IGNORANTE . pensa te quando può essere sfigato un collezionista di copialand detto cacchelan .

          • ermanno ghirardelli collezionista di cattelan

            errore mio, intendevo cerebrale, scusa hm, spero che hai capito lo stesso, mi consolo sapendoti immerso nella tua stessa m, buon viaggio!
            il fatto è che ti conviene stare nascosto masturbandoti su un blog, tu uscissi moriresti di fame e piglieresti pure 2 sberle
            (leggo i tuoi post solo sotto mostre criticate senza senso e senza averle viste, anche tra i giovani ne hai di nemici… e la gente odia chi lancia il sasso e nasconde la mano)

            anonimo a vita… magari almeno fai bene il tuo lavoro di riserva, quello che il sistema che tanto critichi ti ha appiccicato addosso perchè conl’arte tu non hai niente a che fare!

          • hm

            – spero che tu ABBIA capito lo stesso –

            anche i congiuntivi? l’italiano non è un’opinione, grazie . non me ne fotte un cazzo di quello che speri, zero . io non mi nascondo, vienimele a dire in faccia analfabeta .

          • ermanno ghirardelli

            chi sei? mi fai il piacere di presentarti?
            ci tengo a venirti a trovare, invece non capisco chi sei anche se dici di non essere anonimo.
            che questo sia un discorso tra ignoranti non ho problemi ad ammetterlo, tu?
            mi dice che il canale u tube non è visibile
            dai dai dai hm…

          • hm

            eh certo che il mio canale youtube non è visibile, me lo hanno censurato i tuoi amici sionisti scontrosi . tu che sei un collezionista internazionale viaggerai in aereo tutte le settimane no? fatti un viaggetto chessò a londra poi da lì mi contatti su youtube e ti dico dove puoi trovarmi . il mio canale è visibile in tutto il mondo tranne in italia e germania .

  • hm

    – allora squallido è fargli un complimento . –

    a sto punto diventa masochismo intellettuale, dove starebbe l’ironia nel farsi dire da tutti quanto si è squallidi e merdosi? fai appendere la sbobba che hai fatto in 20 anni come fossero residui invenduti da mettere alla pesca e poi? cosa hai dimostrato? a me sembra sia solo dimostrato che i prezzi della pesca siano stati gonfiati a sproposito da un complotto di gente che ha agito nell’ombra (a cui ovviamente faceva comodo e piacere spingere copialand anche per proprio tornaconto) . copialand d’altra parte è l’ultima ruota del carro della speculazione fatta su di lui, nel senso che gli sarà andata una percentuale irrisoria alla fine, quindi magari questo allestimento potrebbe anche essere visto come una vendetta verso chi lo ha sempre spinto tipo il dito medio in piazza affari finto zapatisca bolscevico (tu non mi dai le quote che mi spettano e io ti faccio un gestaccio gnegne) . in ogni caso resta una roba talmente squallida che vederla in foto toglie ogni minima residua curiosità di vederla dal vero .

    • hm

      *zapatista .
      ma in questo caso zapapesca, la pesca fake zapatista di copialand .

      • Cristiana Curti

        Anche albero della cuccagna, forse, ma la cuccagna di chi?

  • Seconda versione intervista Cattelan su Whitehouse:

    http://whitehouse.splinder.com/

  • hm scrive:
    4 novembre 2011 alle 02:29
    ma piantala di intervistarti da solo .

    In effetti la “fiacchezza” dell’intervista e certe “battute” in essa attribuite a Cattelan (vedi quella del terrorista con barba e baffi neri) farebbero proprio venire questo dubbio, D’altronde, autorizzare una falsa intervista sarebbe in perfetto “stile Cattelan” , persino piú nel suo stile che non concederne davvero una… un’altra puntata di “non è Roberta” ?

    • hm

      – autorizzare una falsa intervista sarebbe in perfetto “stile Cattelan” –

      lo credi tu, è sempre stato attentissimo alla sua comunicazione o mancanza della stessa, lui o chi per lui . ora rossi-morsiani lo sta usando per il suo personaggio fake (perfettamente inserito nel sistema visto che scrive per flash art o tenta in tutti i modi di farlo coltivando relazioni dalla mattina alla sera), ma penso che copialand se ne sbatta altamente, in fondo rossimorsiani lo sta solo adulando e leccando no stop da quando ha aperto il suo blog, perchè dovrebbe dispiacersi?

      • “in fondo rossimorsiani lo sta solo adulando e leccando no stop da quando ha aperto il suo blog, perchè dovrebbe dispiacersi?”

        … appunto! Potrebbe perfino evitarsi la fatica di rispondere a domande noiose e scontate e limitarsi a far controllare dal suo PR che un’intervista inventata (e in tal forma autorizzata) non crei problemi d’immagine: per Luca Rossi una nuova puntata di “non è Roberta”, per Cattelan l’ennesima “delega” ad altri di un “lavoro” che porta il suo nome

        • hm

          ma quale delega? di cosa parli? copialand delega ad altri la comunicazione coi media non certo i lavori che firma, anzi delle due fa appropriazionismo di bassa lega e quindi si appropria di roba altrui, non delega proprio nulla . inoltre copialand si evita alla grande la fatica di rispondere a moROSSIani infatti l’intervista è FAKE, non è reale capisci? è merda fake . non è nemmeno un film di animazione 3d dove l’invenzione è palese e diventa virtuosismo, è schifalso spacciato per vero, capisco che si faccia di tutto in questi tempi per confondere il fake con il reale seguendo il trend dei quotidiani di tutto il mondo occidentale (anzi è addirittura cool spacciare il fake per reale come si nota da molti articoli di artribune) ma non è la stessa cosa . e morossiani resta un fake orrendo che trama nell’ombra supportato da hamlino baldini di placentia gallery e i suoi amichetti speculanti che fingono di interessarsi di arte non commerciale .

    • …mi scuso… Il commento “Aggiungo che, nell’intervista…. ” che ho postato per errore in calce al commento “Essere colti dai reporters…” andava postato qui , sorry!

  • esse.elle

    Dove sono i sofisticatini che hanno criticato l’allestimento di Sgarbi?
    (criticabilissimo peraltro)

  • CoDa

    più se ne parla, più lui cresce. ssssssss

  • hm

    ecco l’italiano medio ragiona esattamente come coda, ‘più se ne parla più lui cresce’ seguendo un pensiero ottocentesco completamente dissociato dall’informazione 2.0 e dal mondo di internet . è lo stesso motivo per cui la critica di sinistra considera trucebaldazzi un grande musicista (anzi no qui in primis ci sono in ballo interessi economici legati allo sbattere il ‘mostro’ in prima pagina, un po’ come per una trasmissione di carlo lucarelli su pietro pacciani e i compagni di merende) —> http://www.youtube.com/watch?v=iRiWSmGz5E8

    • ermanno ghirardelli collezionista di cattelan

      suca!

  • Dino

    per Nino Abbate
    la cosa è peggio di quanto l’hai dipinta perchè in realtà la ragion d’essere di Cattelan risiede nelle figure professionali che gli sono intorno. Cattelan non è un artista è una azienda! Le cose di cattelan funzionano solo perchè reggono su un sistema di potere di uffici stampa! è un pubblicitario che promuove se stesso!
    La gravità del modello Cattelan sta nel fatto che è il massimo rappresentante del potere occulto dell’arte – quello cioè che esula da chi sia l’artista creando un “sistema” ,un’organizzazione, una struttura che muove i fili del gioco fino a imporsi come modello di riferimento per l’Arte in assoluto! – “unico e solo linguaggio COLTO “possibile, il resto …tutti …artigiani ! ed è così che siamo finiti nella merda!!!!!
    Il problema non è parlarne il problema semmai è continuare ad andare a vedere queste mostre idiote! se cominciassimo a dar peso a forme d’arte meno vincolate al marketing autoreferenziale dell’evento e più legate alle opere in quanto tali le cose migliorerebbero sensibilmente!

  • Gerini HM siete patetici,

    L’intervista è autentica, e abbiamo iniziato a lavorarci con molte pause dovute a impegni di Cattelan, da maggio 2011. Il punto sarebbe capire cosa significa la parola “autentica”. E torniamo al tema del linguaggio. Dobbiamo sempre avere bisogno di un certificato di qualità dubbio? Tipo Corriere della sera, o Istituzione rivista blasonata…o possiamo evitare queste distrazioni, e concentrarci su i contenuti?

    Percepisco che in molti utenti (che gravitano come addetti ai lavori) c’è, da un lato,il desiderio di lamentarsi e, dall’altro lato, la premura a ridimensionare qualsiasi proposito o tentativo migliorativo (come difesa alla propria presunta mediocrità). Sia dal punto di vista critico che costruttivo-progettuale.

    Peccato

    LR

    • hm

      morossiani smettila di ripetere a pappagallo gli aggettivi che si rivolgono a te per primo . autentica vuol dire non falsata da te, mi sembra chiaro . i tuoi contenuti non sono percepiti (da ripetere in loop a oltranza), magari ti entra in testa prima o poi . sei un disco rotto fai qualcosa . sembri un automa programmato per ripetere sempre la stessa frase, magari lo sei, ma ti pagano bene almeno per continuare a ripetere questi loop da automa? sembra che tu sia stato programmato abbastanza bene, tranne per il fatto che ogni tanto inizi a digrignare i dentini compulsivamente e sbrocchi battendo i pugnetti sulla tastiera mentre accenni timide offese .

    • Caro Luca Rossi, ti ho appena risposto sul tuo blog, comunque ti ripeto :
      L’aggettivo “autentica” va’ qui preso nel suo senso piu’ normale e banale senza bisogno di complicazione alcuna : c’e’ un Luca Rossi che pone delle domande, che vengono riportate cosi’ come poste e c’e’ un Maurizio Cattelan che da delle risposte, che vengono riporate cosi’ come date.
      Io non ho detto che l’intervista “non e’ autentica” ho detto che la fiacchezza dell’intervista, certe “battute attribuite a Cattelan (vdi quella del terrorista) e un’identita’ di struttura sintattico-lessicale tra domande e risposte (cosa gia’ nootata anche da Cristiana Curti) ” farebbero proprio venire questo dubbio”.

      Non ho alcuna intenzione o desiderio di lamentarmi e perche’ dovrei farlo, di che’ dovrei lamentarmi?
      Sono sempre felice di salutare ed accogliere con entusiasmo ogni proposito o “tentativo migliorativo sia dal punto di vista critico che costruttivo progettualea’ … quando ne vedo uno!!
      A tua differenza, non presumo di essere un “mediocre” (come non presumo, sia chiaro, di essere un “genio”), ho perfetta coscienza di chi e che cosa sono, vado avanti sulla mia strada cercando di migliorarmi, di apprendere ed imparare da chiunque ritenga possa insegnarmi qualche cosa, sempre insoddisfatto di cio’ che ho fatto fin qui ed entusiata per cio’ che faro’ da qui in poi. Non ho, conseguentemente, nessuna necessita’ di proteggere la mia “mediocrita’” che non esiste.
      A differenza tua e di moltri altri, mi espongo col mio nome e cognome e quindi rispondo di quel che dico e di quel che faccio con la mia faccia.
      Le mie critiche all’intervista sia nel suo complesso che nei suoi “contenuti” te le ho gia’ espresse altrove (vedi “lo strillone” ed il tuo primo annuncio dell’intevista) e non hai risposto, quindi evito di riproportele qui.
      Per chiudere, caro Luca, ti faccio notare due cose che paiono sfuggirti :
      la prima e’ che dare del patetico e del mediocre a chi ti critica non ti fa’ certo onore;
      la seconda che c’e’ piu’ sincera amicizia in una critica, anche severa, che in mille complimenti .
      Ciao

      • hm

        – A differenza tua e di moltri altri, mi espongo col mio nome e cognome e quindi rispondo di quel che dico e di quel che faccio con la mia faccia. –

        sì gerini quando non sei occupato a parlare da solo coi tuoi 5-6 nomi fake inaugurati su artribune ci metti la faccia . clap clap clap
        e serenovariabile come sta?

    • hm

      se hai iniziato a lavorare da maggio a questo soliloquio di 30 righe che chiami intervista mi sa che hai qualche problema cerebrale, per lo meno mnemonico .

  • Manuela

    Sapete cosa? a me l’allestimento piace, e assai.
    Cattelan forse neanche si meritava un allestimento così bello. Trovo originale la scelta di creare una colonna di opere nel vuoto al centro del Guggenheim che si possa vedere mano a mano che si sale la rampa, è creata in funzione del museo, direi che il Guggenheim è il pezzo forte della mostra. E comunque è sempre così quando qualcuno cerca di piazzare un’opera al centro del Guggenheim di New York, finisce in caciara (vedi Buren nel 1971).
    Avrei piuttosto trovato squallido vedere le opere addossate alle pareti con magari tanto di cartellino con materia, tecnica, anno e spiegazione.

    • hm

      e non trovi squallidamente triste che la bmw bucata dall’albero non ci sia perchè costava troppo il trasporto e l’allestimento? con tutti i soldi che ci hanno speculato sopra non erano in grado di metterla? puah . cvd il dito medio in piazza affari è stato scopiazzato da copialand in segno di protesta per il fatto che la casta pubblicitaria di cui è oggetto non lo hai mai pagato adeguatamente . voleva più soldi poverino . poi magari si compra anche una mountain bike nuova invece di quel cesso di bici da tossico in stazione che si ritrova .

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Già lei vede le cose a 360 gradi? Ma non vede il particolare che nasconde la stupidità. L’artista è un tale che attacca il curatore dove vuole il mulo, anzi meglio l’asino.

  • Muffin

    Dopo Luca Rossi in Italia non ci sono piu’ giovani artisti.

    M.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      ma cosa dici… i dati ISTAT dicono il contrario: ci sono giovani vecchi e vecchi giovani.

  • anna

    allestimento a Venezia-biennale ha fatto scuola…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Si! La scuola di gondolieri in balia di onde mosse dal Canaletto nel canal grande…

  • Geniale! Una curatrice con un’idea originale che si distingue (sempre che le sospensioni non siano già una consuetudine del museo).
    Genialità della Curatrice all’altezza di quella dell’Artista.

    Certamente la scelta di questo allestimento è dovuta in primis alla conformazione del museo, ma ciò non toglie che è qualcosa di mai visto. Bravo.

    Non mi piaciono soltanto le funi così evidenti; e peggio ancora le imbragature per certi pezzi; sarebbe stato preferibile l’uso di sottili cavetti al carbonio e supporti trasparenti, o piuttosto delle basi come per gli altri pezzi.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      più che conformazione del museo, direi alla conformazione del cervello a spirale zero.. dell’artista

  • ‘All’ è veramente un titolo che corrisponde alla sua grandissima mediocrità.
    Io avrei messo un titolo in acronimo come ACAB.
    Speriamo che sia l’ultima, e soprattutto se non lo è che veramente dopo questa ci sia un cambiamento…dubito, ma i soldi e i guadagni da Star qualche volta sono serviti a cambiare le persone. MA

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      ma.. con tutti quei soldi può fare un doppio brodo STAR!!!

  • gianfranco grosso

    TUTTI……..SOTTO.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      MA ANCHE SOPRA. SI STA BENE QUANDO SI FA SESSO..

  • antonio

    Mi SEMBRA UN MAGAZZINO DI CIANFRUSAGLIE.
    MANCA SOLO LA RIPRODUZIONE IN CERA DELLA DONNA CANNONE.

    • hm

      è sua madre, non l’ha messa perchè altrimenti lo avrebbe sculacciato .

    • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

      Caro Antonio la “donna cannone” è patrimonio dell’arte circense. Qualsiasi acquisizione da parte del Guggenheim spa, dovrà passare attraverso l’agguerrita carovana del popolo del vento (ROM). Le principali forme di acquisizione sono due:
      Leverage buy-out o acquisizione con indebitamento: acquisto di una società di nomadi effettuata ricorrendo all’indebitamento di capitale stanziale.

      Mangement buy-out o acquisizione dall’interno: acquisizione attraverso un pacchetto di sigarette GITANES di una società viaggiante da parte dei suoi dirigenti o un gruppo di manager esterni alla stessa, effettuata ricorrendo a dispositivi di caccia allo zingaro di turno.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’HAI DICHIARATO IO LO DECRETO E CONFERMO: E’ UN VERO MAGAZZINO DI CIANFRUSAGLIE ! AL PRESENTE E AL FUTURO NON C’E’ NESSUNA ARDUA SENTENZA..

  • LorenzoMarras

    hm , ee lo so che queste cose le conosci. Ti ho voluto solo fare notare che Duchamp non era un conformista perche’ altrimenti, se lo fosse stato, non avrebbe certo esposto un orinatoio capovolto ma bensi’ una cosa accettata come un dipinto o una scultura che gli avrebbe evitato le risate di scherno intorno. La cosa curiosa è che noi oggi, queste cose le diamo per scontate oppure, come dice bene , Savino …le diamo GIA’ DATE , commettendo lo stesso errore di coloro che a quel tempo schignazzavo intorno.

    Ora, l’operazione di Duchamp riguardava l’ambito delle arti visive ma tu pensa un po’ se un operazione di quel genere, certo con forme diverse, avesse riguardo un ambito diverso, chesso’ la POLITICA… una nuova idea di politica non piu’ concepita a livello di istituzione ma come esperienza diretta dal basso. Questa sarebbe una bella domanda , hm , da fare perche’ quell’operazione non è cosi neutrale come l’abitudine ci induce a ritenere.

    Cattelan non centra niente con Duchamp. Cattelan è solo un titolo di credito, serve solo a trasferire ricchezza da un soggetto ad un altro perche’ è a quella funzione che viene demandata la “figura”.
    Se fosse vissuto all’epoca Cattelan sarebbe finito alla catena di montaggio ad avvitare bulloni e avrebbe messo su famiglia.

    • hm

      ok ho capito cosa vuoi dire ma duchamp ha agito già supportato da gente che lo spingeva, nell’ambiente in cui si muoveva era conformista ironico e spigliato e i dipinti li aveva anche già esposti in precedenza, chiaramente non al livello di copialand che dopo la prima nonmostra ‘torno subito’ è stato subito invitato alla gam di bologna grazie a relazioni che aveva a monte del suo essere artista . non so esattamente l’ambiente in cui si è mosso duchamp, ho solo fatto notare che ha fatto ipotetiche mosse non conformiste per ridursi a riprodurre lo spioncino di una serratura, peggio di tinto brass . sarà sicuramente l’opera preferita da vezzosi . il punto è che secondo me sono entrambi artisti fake, copialand che davanti alla ventura si mette a fare il finto povero proletario piccolo fiammiferaio che ha sofferto tanto e duchamp il fake intellettuale avantgarde che risolve la sua produzione in una sintesi concettuale da filmetto di tinto brass .

  • LorenzoMarras

    esatto Hm, supportato . Bisogna riconoscere che ha potuto lavorare con le spalle ben coperte nel senso che poteva tranquillamente sperimentare senza l’assillo di dovere produrre qualcosa per soddisfare la domanda. Gli Aresberger acquistando le sue opere lo mettevano in condizioni di condurre una vita senza quei noti grattacapi che condizionano spesso le esistenze di molti.
    comunque per quanto riguarda il fake , hm, si la falsita’ o la doppiezza… l’artista di solito questa ambiguita’ la porta sempre con se come compagnia inseparabile. Gli artisti , al di la’ di come si tenda a presentarli romantici, sono degli inguaribili farabutti e furbi.

    • Caro Lorenzo, dovresti leggere “Marchel Duchamp Una Vita a credito” di Bernard Marcadé . Scopriresti, come e’ capitato a me leggendola, che la vita di Duchamp non era poi cosi’ “rosea” (a dispetto del suo pseudonimo Rrose Sélavy o forse proprio questa fu la ragione di tale pseudonimo) e che spesso riusci’ a camprae solo perche’ aveva imparato a far a meno di tutto il superfluo possibile (e qualche volta anche di cio’ che non era proprio “superfluo”) e che lo fece sempre senza mai darlo a vedere, senza mai far trasparire alcuna “preoccupazione” e sopratutto senza mai prender quell’aria (tanto in voga per altro ai suoi tempi) di ” povero artista”.

      • LorenzoMarras

        Caro Luciano non metto in dubbio cio’ che scrivi riguardo gli aspetti teste’ citati della vita di Marcel Duchamp e mi assumo l’obbligo di leggere il testo di Mercade’. Quello che ho voluto rimarcare, senza per questo deviare in una sterile polemica, è che Marcel ha potuto lavorare in un contesto senza quegli impedimenti tipici di un contesto caratterizzato da ristrettezze economiche e che avrebbero potuto condizionarne l’opera .
        E , guarda luciano, non c è veramente niente di male in tutto cio’ : il dire supportato non ha alcuna riserva mentale che fosse un mantenuto o peggio.
        Ho scritto chiaramente che quando Marcel , irrompe nella scena, è del tutto inesistente quello che in seguito diventera’ “Sistema” e che poi imporra’ il suo vincolante regime di discorso, cosi’ noto oggi per la sua miserabile vacuita’.
        Intorno alla sua opera , nel momento della sua genesi intendo, non ci fu nessun spettacolo e questo è un aspetto che ritengo molto trascurato oggi ed è il motivo per cui viene spesso viene , attraverso il mito, NEUTRALIZZATO.

        E’ un po’ la stessa storia del Gesu’ che è arrivato ai giorni nostri mediato solo dalle scritture riconosciute dall’istituzione chiesa.

        • Caro Lorenzo, scusami se ti ho dato l’impressione di voler “polemizzare”, ti assicuro che non era affatto questo. Dato che so che tu, come me, apprezzi l’opera di Duchamp ti consigliavo solo una lettura che per me è stata illuminante. È una pura biografia, affatto un’opera critica, ma documentatissima e scritta veramente bene. Certamente, in una maniera o in un altra Duchamp riuscì a “rimaner libero” da condizionamenti e certamente fu, per sua natura, assolutamente lontano dai risvolti “mercantili” dell’arte. Ho, peró, trovato interessante scoprire che questo grande che attraversó tutta un’epoca informandola di se e lasciando una profonda ereditá anche indiretta (ebbe, ad esempio, una grande influenza sulle scelte di collezionista della Peggy Guggenheim) sempre con uno charme ed una “allure” apparentemente mondana conducesse, nel privato accuratamente da lui difeso ed occultato, una vita dalle abitudini spartane.
          Permettimi, infine ed anche un po’ fuori tema, di non essere d’accordo con te sulla possibilitá di conoscenza del “personaggio” Gesù : ti assicuro che volendo ci sono tantissimi testi, al di la di quelli canonici ed anche di quelli provenienti da ambienti cristiani, che lo descrivono ed analizzano da molti diversi (ed interessanti ) punti di vista… ma questo è ovviamente un altro discorso che meriterebbe, in altro contesto, intere pagine di “commenti”

          • LorenzoMarras

            noooo Lucia’ ma ci mancherebbe, lo so che noi due non si fa polemica cosi’ , per partito preso. Io tengo molto a questo , che si potrebbe dire disagio che si prova sempre quando si incontra l’opera di una persona che ci è stata fatta conoscere da altri. Sai , come si dice non solo la nostra insaziabile curiosita’ ma anche quella volonta’ di vedere meglio , ci portano ad indagare cio’ che l’autore, magari, ha voluto nascondere.
            Marcel Duchamp non è diverso da ognuno di noi, caro Luciano; ovvero, in ognuno di noi opera sempre quella volonta’ segreta a non rivelare TUTTO. Una ferocia , quasi sottaciuta, verso i posteri a non consegnarsi.
            E’ un aspetto che riguarda molti , inclusi coloro che in apparenza sono conosciuti per la loro trasparenza.

            Sul Gesu’ ho fatto solo un esempio, come per dire , la conoscenza che abbiamo di lui ci deriva solo dal detto altrui e non da una esperienza diretta. Tutto qui.

        • hm

          il gesù è arrivato in primis con il passaparola, e i primi giudeocristiani erano testimoni di geova porta a porta che te la menavano di brutto . organizzati in modo paramilitare altro che i testimoni di geova (geova aka jahvè aka l’iniziatore dell’ebraismo) che al campanello oggi sbocciano con frasi del tipo ‘lei pensa ci sia spiritualità nel mondo?’
          Paolo il sionista nelle sue lettere non mancò di sferzare anche i pagani, nel momento in cui affermava che essi “si dibattono nella vacuità del loro spirito e nel buio delle loro menti”, nell'”ignoranza”, nell’ottusità”, nell'”ostinazione”, sempre pronti a “commettere ogni sorta di atti disonesti”, sempre disposti all'”ingiustizia, alla perfidia, all’ avidità, alla malvagità, pieni d’ invidia e di desiderio di prevaricare”, “degni, secondo it giudizio di Dio, di essere condannati a morte!” Muovendosi nel solco della tradizione ebraica da lui tanto detestata, Paolo proclamava che l'”idolatria” genera cupidigia e lussuria, e, frequentemente, menzionava gli “idolatri” in connessione con i ladri. Ancora, egli stigmatizzava i pagani come bestemmiatori, lussuriosi, ubriaconi, gente sempre pronta a parlare alle spalle, calunniatori, empi. Invitava a guardarsi dalle loro feste, interdiva la partecipazione al culto dei loro “idoli”, ai loro banchetti sacri, invitava ad astenersi da qualsiasi “forma di comunione con it diavolo”, “dal bere e dal mangiare con il demonio”. E dei filosofi pagani cosa pensava Paolo? “Poiché si sono ritenuti saggi, non sono stati altro che degli stolti”.18
          Già nel Nuovo Testamento divampa, dunque, la fiamma dell’ odio contro paganesimo.
          Senza mezzi termini la prima lettera a Pietro sionista considerava i costumi di vita pagani detestabili come lo sono “1′ ubriachezza, la golosità, l’orribile idolatria”. L’Apocalisse di Giovanni dileggiava Babilonia – appellativo riservato a Roma e al suo impero -come “dimora del diavolo”, “prigione degli spiriti impuri”. Nel testo giovanneo l'”idolatria” veniva messa sullo stesso piano dell’ assassinio; un’unica condanna investiva gli assassini, i “miscredenti, i sacrilegi e gli sterminatori”; i “lussuriosi, gli stregoni… e tutti i bugiardi finiranno nella pozza dove ardono fuoco e zolfo”. Il paganesimo, la “bestia”, vive, infatti “dove dimora Satana”, “dove ha sede il suo trono”. “Cristo pascerà i pagani con un bastone di ferro, e li farà a pezzi come stoviglie di terracotta”. Tutti i primi autori cristiani, i più aperti, secondo E. C. Dewick, condivisero tale “atteggiamento d’intransigente ostilità”».

    • hm

      per quanto mi riguarda una/o può anche fare la troia nella vita non mi interessa, l’importante è che non lo faccia sul lavoro come marina abramovic, nel senso che se fai un lavoro intellettuale sarebbe il caso di non prostituirsi intellettualmente —> http://www.youtube.com/watch?v=BgHS_RMJZrA . altrimenti appunto è meglio fare i film porno .

      • hm

        i film porno in un certo modo potrebbero anche essere arte, le performance di marina abramovic a base di crisi mistiche sionataniste sadomaso per quanto mi riguarda no . sono gesti da attention whore bible victim complessata . secondo me mettersi inerme su un tavolo a disposizione del primo che ti violenta (per poi fare l’attention whore vittima innocente santa) è prostituzione intellettuale di bassa lega e basta .

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Perché no! Con tutta la pornografia che circola nel mondo…, io preferisco un un bel film porno.

  • Ahahahahahahah !!!!! Non mi sono mai tanto pisciato sotto dalle risate !!!!! Ci sono pure cazzoni che fanno fotografie !!!!! La misura ora è finalmente colma … chiudete la Storia dell’Arte ….. in questo “ossario” e facciamoci una sana risata !!!!!
    Per me …TUTTA LA MOSTRA ….. e quasi come “La corazzata Potiomkin” !!!!!!!! …(di Fantozziana memoria !!!!)

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    …oh francomà, non si disturbi solo con Cattelan! Ci sono cose peggiori dell’ossario. Se guardi la “Corazzata Potiomkin” (non di ” fantozziana memoria” ) , lei capirà cosa intendo per rivoluzione…