Torino Updates: non sarà per caso Lara Favaretto la “curatrice” italiana più in gamba del momento? Girando per Artissima si direbbe di sì…

  Artista italiana tra le più potenti (e internazionali) della generazione “uscita” alla fine degli anni Novanta, Lara Favaretto alla soglia dei quaranta si scopre curatrice? Sembra proprio di sì, almeno a dar credito al progetto curatoriale Approssimazioni Razionali Semplici piazzato al centro della main section di Artissima e seguito dall’artista friulana. Tra fabbriche di inchiostro, […]

 

Artista italiana tra le più potenti (e internazionali) della generazione “uscita” alla fine degli anni Novanta, Lara Favaretto alla soglia dei quaranta si scopre curatrice? Sembra proprio di sì, almeno a dar credito al progetto curatoriale Approssimazioni Razionali Semplici piazzato al centro della main section di Artissima e seguito dall’artista friulana.
Tra fabbriche di inchiostro, mostre temporanee, performance, progetti di eat-art (con torte squi-si-te!), bookshop assurdi, un dipartimento di statistica che in diretta elabora -con gran perizia estetica- tutti i dati della fiera,  Approssimazioni Razionali Semplici è la cosa più calda in una fiera che comunque – sarà l’Oval e la sua atmosfera rarefatta – rimane un po’ freddina.
Un plauso va certamente anche al direttore di Artissima, Francesco Manacorda, che è stato dietro le quinte di questa azzeccata kermesse, ma non possiamo non registrare la felice e festosa mano di Lara Favaretto in questa ipotesi impossibile di museo conficcata in maniera studiatamente sgangherata dentro ad una fiera d’arte. Vogliamo il bis. 

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  • Anche a mio parere il progetto non è male nella sua temperatura, nella capacità di rendere maggiormente attinente e fluida l’idea di opera/progetto. Ciò nonostante Lara Favaretto sviluppa da diverso tempo lo smart relativism: buone idee (a volte più che standard) scollegate tra loro; o al limite forzatamente riconducibili ad una sensibilità unica, che si nasconde dietro la “non riconoscibilità” come valore GGGiovane e contemporaneo. Non funziona. Si può cambiare ed evolvere nel linguaggio, senza abbandonarsi al relativismo (e la pozza alla biennale, e i coriandoli, e gli asini che volano, e le valigie abbandonate…ecc ecc). Questo progetto potrebbe essere Paola Pivi forse. O un Matteo Rubbi, così energetico e partecipativo….. :)

    Il punto vero è che il progetto/opera standard (in questo caso anche di qualità, ogni tanto…) vive di una materia fatta di RELAZIONI (che hanno selezionato la favaretto, perchè proprio lei???) e di LUOGHI (se non fosse stato al CENTRO di artissima ma in altro luogo avrebbe avuto il medesimo eco?). Raggi fra punti e luoghi:

    http://whitehouse.splinder.com/post/25663168/_

  • Davide W. Pairone

    certo, i progetti di eat-art (sic) sono po-ten-ti e squi-si-ti!!!

  • hm

    lol eat – art, assomiglia alla tortellino experience di chiara galline .

  • Mi dispiace ma mi trovo su un’altra linea, penso che questo intervento sia vecchio e alquanto debole, musei immateriali e riflessivi se ne contano a decine fra biennali, fiere e musei nei musei … etc..

    Trovo che a parte l’effetto richiamo-torta, non ci sia assolutamente relazione, basta osservare il flusso del pubblico che va a vedersi le torte, fa un rapido giro e se ne va via, unico momento di stabilità quando “se magnano ” le torte e oggi pomeriggio in un momento di musica, per il resto il pubblico passeggia. Più che immanenza direi impotenza, incapacità di operare in una forma che non sia post-beuyssian… tanto più un’artista che alla biennale di due anni fa aveva proprio fatto un bellissimo lavoro che nel suo essere comunque oggetto parlava sicuramente di altro con maggiore pregnanza e senso.

  • Unico salvezza per il dipartimento di statistica, questi si proprio un bel lavoro pubblicitario..

    al centro avrei preferito vedere, visto che sponsor sono enti pubblici, le attività e le diverse realtà in una forma dinamica e sociale, che invece erano marginalizzati a lato.

    Che senso ha astrarre musei quando quelli che ci sono già sono “astratti” al contesto sociale in cui invece dovrebbero essere presenti …

  • Alice McCurrin

    In che senso “artista italiana tra le più potenti”? Potrebbe Artribune esplicitare meglio il concetto?
    – Papà politico e/o massone?
    – Mammà sfondata di soldi?
    – Figlia di Maresciallo dei Carabinieri?
    – Artista Cintura nera di Judo?
    – Fondatrice di una setta religiosa?

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      LARA FAVARETTO: MA QUALE POTENZA OCCULTA ?

      Alice, nel paese delle meraviglie: ” l’artista iitaliana tra le più potenti” di cui tu parli, non è altro che una brillante curatrice di gastronomia analitica, non ricordi ? Mangia antimetafisica a pranzo e dati statistici a cena.

      E’ una maga dell’ elettronica, esperta nella smaterializzazione progressiva del sistema dell’arte italiano, che come tutti sanno è costretto ad operare costantemente, su un territorio minato da linguggi indecifrabili e perennemente disastrato da alluvioni, smottamenti e terremoti.

      Ecco il motivo per cui la Favaretto è consoderata dalla Protezione Civile, artista potente, capace di emergere non solo dalle acque paludose dell’arte, ma addirittura riuscire a salvare tante rarità artistiche che alltri non ci riuscirebbero a farlo.

      Pensa che la Protezione Civile – in seguito alle recenti alluvioni che hanno interessato il territorio della Lunigiana (Toscana) l’ha chiamata alle dodici di domenica notte per farle scrivere un saggio critico su una rarissima specie di RANA TATUATA, trovata affranta e sola in mezzo al fango.

      Si trovava a casa mia, me lo ricordo molto bene, era sprofondata su un divano griffato “OVAL”, lo sguardo di ghiaccio, fisso sulla rana tatuata e il pc portatile sulle coscia, mentre io e gli altri artisti stappavamo Chianti su Chianti in cucina.

      • Francesca, Venezia

        bravo savino, la tua è un’implacabile satira su questo apparente mondo dell’arte…

        • manu

          forse le uniche cose sensate che ho letto su questa pagina!

  • una frase di corredo…