Torino Updates: il polso della fiera? Galleristi soddisfatti delle vendite, Manacorda promosso, il “clima” un po’ meno

Qualità della selezione, organizzazione efficace con qualche sbavatura, comitato e direttore superattenti ed un netto miglioramento sotto tutti i punti di vista rispetto alle edizioni precedenti. Queste le impressioni dei galleristi di Artissima interrogati dai “microfoni” di Artribune. Sì, ma il mercato? Non rigurgita di entusiasmo la diagnosi della Galleria Monica De Cardenas, che oppone […]

L'opera di Tony Cragg venduta dalla Lisson Gallery a 170mila euro

Qualità della selezione, organizzazione efficace con qualche sbavatura, comitato e direttore superattenti ed un netto miglioramento sotto tutti i punti di vista rispetto alle edizioni precedenti. Queste le impressioni dei galleristi di Artissima interrogati dai “microfoni” di Artribune. Sì, ma il mercato? Non rigurgita di entusiasmo la diagnosi della Galleria Monica De Cardenas, che oppone ad una soddisfazione media per i risultati personali un’analisi attenta e lucida dell’atmosfera generale. Che guarda non solo alla situazione contingente, senza dubbio vessata da un clima poco clemente, bollettini metereologici di guerra (esonda o non esonda?) e dal crollo delle borse nella giornata di giovedì 3 novembre, ma anche alle ultime vicende che riguardano da vicino il mondo dell’arte. Pochi i collezionisti internazionali, in una fiera che segue di poco due importanti eventi come Frieze e il Fiac, in una città che ha perso la sua Triennale e che forse avrebbe bisogno per attrarre compratori che vengono dall’estero di un evento di attrazione di caratura europea e di strategie che investono maggiormente sui collezionisti e meno sugli eventi di costume.
Altrettanto lucido è Alfonso Artiaco, il quale, malgrado le vendite, individua problemi non dissimili ed imputa la debolezza del mercato e l’assenza di collezionisti oltralpe e oltreoceano all’inesistenza di un sistema dell’arte e di un supporto istituzionale a sostegno degli artisti italiani. Il risultato? Scarsa credibilità. Anita Beckers di Francoforte trova Artissima un appuntamento molto italiano, sicuramente di grande interesse, ma non sa ancora se tornerà. Dipenderà anche dalla possibilità di presentare un progetto adatto all’occasione. Grandi sorrisi invece da Lia Rumma, che ci dice di avere lavorato tanto, e da Magazzino di Roma che espone in bella mostra l’acquisizione della GAM di Torino. Sono contenti anche da Lisson Gallery con un Tony Cragg venduto per 170.000 euro e uno stand “museale” premiato tuttavia dai collezionisti privati. Tornati a Torino dopo l’esperienza positiva del 2010 ci comunicano che il 2011 ha sancito senz’altro un netto incremento dei risultati in termini complessivi, anche, senz’altro, grazie alla propria presenza più radicata in Italia, che fa di Lisson non più una galleria straniera in trasferta, ma un’ amica.

– Santa Nastro e Massimo Mattioli

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  • beatrice

    Manacorda o meno, a quanto pare non è cambiato niente.
    I galleristi italiani fanno finta di aver venduto e quelli stranieri scappano.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Gli stranieri scappano dal furbo italiota e non dalle opere esposte..

  • Sicuramente se una gallerista non ha venduto, sarebbe per lui assolutamente stupido dichiararlo. Non stanno vendendo “tendine per il bagno”, se dichiarano il “fallimento” la galleria perde in STATUS e in futuro rischierà di non vendere ancora…quindi bisogna sempre dire che si vende…

    Allo stesso tempo i collezionisti (al di là di valori internazionalmente consolidati) si dividono tra “quello mi piace e lo compro” (in questo caso arredano casa ad artissima invece che all’ikea) e coloro i quali comprano e hanno comprato BIDONI. Cosa determina il valore di un’opera? Soprattutto per gli artisti giovani e mid-career? Soprattutto SENZA una critica d’arte che funziona?

    Quì perchè non funziona:

    whitehouse.splinder.com/post/24320531/es-un-padiglione-nuevo

    Tende ad accadere quello che è successo nel caso Parmalat a fine anni 90: pochi operatori determinano e gonfiano il valore dei titoli azionari, delle opere (visto che non esiste nemmeno una critica d’arte vivace che possa fornire punti di riferimento diversi). Ma mentre i risparmiatori Parmalat hanno PROTESTATO (voice) il collezionista sta zitto per non perdere in STATUS e per poter riuscire a rivendere il suo bidone.

    Quindi il sistema di mercato dell’arte , oggi più di ieri, si basa sull’omertà dei galleristi e dei collezionisti. E soprattutto sull’omertà della CRITICA, spesso connivente con artisti e galleristi:

    http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=onweb_det&id_art=669&det=ok&titolo=UNO,-NESSUNO,-CENTOMILA

    Il sistema funziona fino a quando gira denaro, e non c’è crisi; il sistema tende a crollare con la crisi, quando i collezionisti capiscono, e non sono più disposti a farsi prendere in giro.

    Non sto parlando di valori consolidati, di artisti consolidati (‘900, e fine anni 90).

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Il sistema funziona fino a quando c’è persone come te che lo avvalorano con stupide teorie: la galleria non vende e quindi non vale. E’ come dire il pozzo è troppo distante, preferisco morire di sete.

      • non ho detto quello che hai scritto tu. Però vedi, il mio commento c’ha permesso di scovare un tua ossessione: “se non vendo non significa che non valgo”. Puoi avere anche ragione….chissà

        lr

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          LUCA ROSSI OSSESSIONATO DAL SISTEMA DELL’ARTE!

          Caro luca, in breve: se c’è qualcuno ossessionato dal sistema dell’arte sei proprio tu…
          “il sistema funziona fino a quando gira denaro” -hai fatto la scoperta dell’acqua calda. A differenza del tuo canonico rosario quotidiano, se non altro lo scrivente si diverte a giocare con questo dannato e comico sistema che tanto ti ossessiona dalla mattina alla sera..

          IO mi limito di mettere in evidenza le deviazioni, gli orrori e gli errori che molti “esperti d’arte”, portano con sé. La conoscenza del sistema dell’arte e l’apprezzamento del lavoro di un artista o di una galleria non è mai un percorso a senso unico, ovvero: di una critica univoca verso la verità.

          Io non ho da difendere niente se non la mia dignità di persona e artista; è quindi ragionevole ritenere che non esiste alcun settore dell’arte assolutamente neutrale: esso sarà sempre tagliato su misura di interessi di parte, per alcuni gruppi di gallerie, collezionisti, o strategie di mercato, ecc.., piuttosto che per altri. I cosiddetti “esperti d’arte” possono anche sostenere il contrario, ma è solo un’illusione di comodo.

          • Il curatore indipendente e artista Savino Marseglia non capisce ancora che al posto del Sig. Rossi potrebbe mettere il Sig. Marseglia. Ed ecco come molte repliche ai commenti tradiscono solo ossessioni personali e non riescono a stare ai contenuti.

            lr

          • hm

            peccato che il sig. marseglia ti abbia risposto sui contenuti e come ti succede sempre non sai replicare . o replichi in loop ciò che hai scritto in precedenza come un automa . sembra evidente che tu abbia gravi deficit comunicativi lucarossi .

          • hm

            volendo poi pipistrelli hirst è uno dei meno peggio presentati alla fondazione truffardi, anche se didascalica in modo imbarazzante poveretta, non ce la può fare .

  • Bordignon

    D’accordo con il primo commentatore, Fornello sono tre fiere di fila che mi dice d’aver venduto il Prini, immancabilmente poi ce l’ha sempre nello stand alla fiera successiva. Ma quanti sono sti prini uguali che c’ha?!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      La sera del ritorno a casa, tutti erano stanchi, per le forti emozioni date dalla compravendita di opere del prodigo artista di scuderia. La sera a tavola non si faceva altro che discutere di affari, mangiando i resti del pranzo, con qualche aggiunta di trippa fiorentina e un vinello Chianti più calmo per non accendere i soliti discorsi sulle vendite….

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Caro hm, il problemia serio è che non ci sono contenuti in questo anonimo nomignolo chiamato comunemente lucarossi. E da qui che nasce la dimensione di ossesione o di vertigine, tipica di tutti questi anonimi blogger che si divertono in un becero chiacchericcio da osteria. Questi inzzozano quei rari e pochi contenuti di artisti seri e lodevoli.

      • hm

        l’unico contenuto di luca rossi è scrivere che non c’è contenuto, scopiazzare ciò che legge nei giornali di critica di nyc e approvare pedissequamente tutta la sbobba ridicola supertrash che proviene da fondazione trussardi e cattelan (per ovvio conflitto di interessi visto che fa parte della stessa cricca) . tutto questo nello stesso momento in cui si finge nazionalista e non esterofilo . patetico anzichenò .

        • hm

          volendo poi pipistrelli hirst è uno dei meno peggio presentati alla fondazione truffardi, anche se didascalica in modo imbarazzante poveretta, non ce la può fare – è gimmick di ultima .

    • elenuccia

      erano tutti diversi, stai più attenta e vedrai che li riconosci!

  • i commenti senti sono quasi tutti positivi, sia di pubblico che dei galleristi, per cui si può sicuramente dire che è andata bene

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Un vero successo di pubblico e di vendite. Cosa volete di più? Ma.. un amaro Lucano non guasterebbe la festa.

    • augusta

      in generale pare di sì.
      personalmente ho raccolto: 2 commenti positivi, uno di questi da galleria berlinese, di grande contentezza e uno negativo di galleria italiana come dire “raffinata”:qualche vendita ma solo di pezzi molto piccoli..pochi grandi collezionisti e nuove facce interessate ed interessanti no.
      Pareri discordanti.
      Giovedì poca gente rispetto agli altri anni, ambiente disteso per alcuni , desolato per altri.
      però, da italiana, ti confesso che se lisson a venduto tony cragg a 170mila…non m’interessa e penso che nel 2008 magari avrebbe venduto lo stesso pezzo a 400…

      • hm

        mi sa che non avete capito le tasse che il caro napolitano tramite mario monti (nuovo presidente del consiglio) sta per far arrivare sull’italietta .

  • ragazzi, il gallerista non dice mai che è andata male…o se lo fa è stupido, perchè dovrebbe? Dai su…

    cerchiamo di stare alle opere proposte, a quanto queste siano un giochino/trovata o quanto invece siano testimoni e sintomi di un percorso strutturato e incisivo dell’artista X….su dai…

    lr

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Si parla il Messia, il demologo dell’arte di “testimoni e sintomi di un percorso strutturato e incisivo dell’artista X” – ammazz e che vuor dirr ? Mo’ ce vo lu fatte!

  • hm

    – Allo stesso tempo i collezionisti (al di là di valori internazionalmente consolidati) si dividono tra “quello mi piace e lo compro” (in questo caso arredano casa ad artissima invece che all’ikea) –

    tutti i collezionisti comprano qualcosa perchè gli piace lucarossi, e quelli che non lo fanno mentono o non hanno abbastanza sensibilità per farsi piacere qualcosa . quindi magari seguono semplicemente le mode o quello che gli dice il partito e la rispettiva fazione, vedi tu . non è che se a uno piace qualcosa allora è per forza ikea evoluta, ma ci arrivi? a volte veramente scrivi delle cazzate immonde, ma proprio allucinanti eh? e il resto delle volte che non scrivi cazzate sembri un automa che ripete il suo mantra programmato in loop .

    • noto sempre nel tuo linguaggio una frustrazione latente. Ma non mi sottraggo.

      I collezionisti si dividono:

      -chi compra artisti “consolidati”
      -chi compra quello che “gli piace” e se ne frega
      -chi compra quello che che sembra andare di moda sperando che si consolidi nel tempo

      Poi un collezionista può agire in modo trasversale a queste categorie. Ovvio. Ma il punto del mio commento non riguardava la natura dei collezionisti, HM.

      lr

      • hm

        – Allo stesso tempo i collezionisti (al di là di valori internazionalmente consolidati) si dividono tra “quello mi piace e lo compro” (in questo caso arredano casa ad artissima invece che all’ikea) e coloro i quali comprano e hanno comprato BIDONI. Ma mentre i risparmiatori Parmalat hanno PROTESTATO (voice) il collezionista sta zitto per non perdere in STATUS e per poter riuscire a rivendere il suo bidone. – lucarossi 2011

        ma guarda detto da un fake come te frustrato lo prendo come un complimento, anzi mi fa quasi godere, sei lì che ti affanni tutti i giorni a scrivere ikea evoluta o smart relativism del 99% di quello che vedi (sempre se non si tratta di cattelan ovvio in quel caso lo spacci per storicizzato ed eterno quando magari farà la fine di un cia twombly di sta minchia qualsiasi, frustrata ovviamente) sostenendo che i collezionisti comprano dei bidoni e poi se ne vergognano e non hanno il coraggio di ammetterlo (come se comprare un cattelan non fosse un bidone del cesso solo perchè al momento ha alto valore economico ed è spinto dai tuoi amici o chi per loro), in questo modo fai coincidere come unico valore delle opere il valore economico delle stesse che calando toglierebbe quindi qualsiasi valore alle opere che gli ignavi collezionisti hanno acquistato . tra l’altro se ti esprimi male non è colpa mia, questa frase infelice l’hai scritta tu non io —> – Allo stesso tempo i collezionisti (al di là di valori internazionalmente consolidati) si dividono tra “quello mi piace e lo compro” (in questo caso arredano casa ad artissima invece che all’ikea) – non so fatti un corso di italiano se vuoi farti capire meglio . il punto del tuo commento riguarda quello che comunichi a chi ti legge e basta . altrimenti potresti anche tenertelo per te senza farcelo sapere .

        • alma

          chiedo scusa, ma lei quale idea sta difendendo attraverso la sua isterica invettiva che sembra essere solo fine a se stessa? I contenuti a cui fa riferimento il sig. Rossi presentano ancora ampi margini di discussione dato che nulla è ancora compiuto e solo cristallizzato. Trovo che le sue presunte riflessioni siano abbastanza sterili e del tutto scontate se non si riesce a fornire una
          indicazione se non quella di scagliarsi immediatamente contro come i molti per lo più. Del resto fa tendenza no? I termini sono ben altri provi ad andara oltre lo stereotipo tanto alei caro vedrà che le si prospetterà anche dell’altro. Non sto qui a spiegarglielo lei è così bravo/a a leggere tra le righe!!

          • hm

            alga purulenta mantenuta dalla nonni genitori foundation ti sei dimenticata di sostituire la m con una g . quello che ho scritto è chiarissimo se non sei in grado di rispondere sul testo cosa scrivi a fare? evidentemente ti diverti a percuotere l’inerme tastiera che non ne vuole mezza di affondare a ripetizione sotto i tuoi colpi incessanti . non ti riempire di vuote frasi non aderenti al testo che critichi, non ci fai una bella figura, io rispondo sempre sul testo e non intaso il mare con la mucillagine .

          • alma

            mi scusi nuovamente, penso che lei abbia frainteso diverse cose, l’interpretazione non è mai una buona compagna, in alcun caso, e non credo sia possibile uscirne indenni. non ho dimenticato di sostituire la emme alla gi..lei mi sembra evidentemente molto implicata, un’addetta ai lavori. Ho avuto modo di leggere le diverse riflessioni del “sig. Rossi” e il fatto che possa trattarsi di fake noto e perfettamente integrato al sistema a mio avviso non cambia la sostanza delle riflessioni che pone in evidenza e che si trovano in accordo col percorso e la posizione che ho scelto di prendere rispetto alla rilettura delle relazioni che alimentano questo ormai ripetitivo sistema ( sì certo si trattta di un brutta parola , ma pur sempre profondamente ancora rispondente a ciò che accade) che si compiace di se stesso. Non le riporterò parole che lei già conosce alla perfezione, sarebbe sterile altrimenti questo scambio. Ho letto ciascuno degli scambi, compreso e infine le ho posto una domanda a cui non ho ricevuto una risposta. Per risposta intendo un punto di rilessione oltre quest’accesa
            invettiva del particolare. Riporto qui di seguito alcune parole di savino marseglia che mi colpiscono e costituiscono un altro ponte ad alcune riflessioni e che vorrei porre alla sua attenzione: ” Io non ho da difendere niente se non la mia dignità di persona e artista; è quindi ragionevole ritenere che non esiste alcun settore dell’arte assolutamente neutrale: esso sarà sempre tagliato su misura di interessi di parte, per alcuni gruppi di gallerie, collezionisti, o strategie di mercato, ecc..” ed è da qui che pongo in essere alcuni punti fondamentali.
            E’ ragionevole al punto di consapevolezza a cui si è giunti non riuscire ad argomentare sul fatto che ci sono delle precise responsabilità che hanno permesso che questo tipo di meccanismi presumibilmente possano essere gli unici coi quali doversi confrontare e rapportare? E’ ragionevole oggi pensare e
            che il maggiore altro responsabile di questa menzogna sia l’artista stesso?
            cordiali saluti.

          • hm

            no non la scuso . né ho voglia di leggermi tutta sta pappardella inutile logorroica .

          • hm

            – E’ ragionevole al punto di consapevolezza a cui si è giunti non riuscire ad argomentare sul fatto che ci sono delle precise responsabilità che hanno permesso che questo tipo di meccanismi presumibilmente possano essere gli unici coi quali doversi confrontare e rapportare? –

            è ragionevole argomentare che la responsabilità è del sistema sionista che approva solo arte sionista . o cazzate non pervenute fintironiche spigliate innocue scopiazzate . si sta sempre parlando di mainstream ovviamente, lady gaga, pipistrelli hirst, merda del genere . cazzate . in inghilterra direbbero GIMMICK .

            – E’ ragionevole oggi pensare e
            che il maggiore altro responsabile di questa menzogna sia l’artista stesso? –

            nel caso di un fake come cattelan sì, è perfettamente ragionevole . sarebbe assurdo pensare il contrario .

          • hm

            volendo poi pipistrelli hirst è uno dei meno peggio presentati alla fondazione truffardi, anche se didascalica in modo imbarazzante poveretta, non ce la può fare . è gimmick di ultima . sorry questo commento andava scritto solo qui, in tutti gli altri posti si può cancellare . non vorrei sembrasse viral marketing .

  • Sicuramente se un gallerista non ha venduto, sarebbe stupido nel dichiararlo. Non stanno vendendo “tendine per il bagno”, se dichiarano il “fallimento” la galleria perde in STATUS e in futuro rischierà di non vendere ancora…quindi bisogna sempre dire che si vende..

    Ma il punto non è vendere o non vendere ma un sistema che non crea punti di riferimento per vendere di più e vendere meglio (assenza di critica d’arte, assenza di pubblico vero, i collezionisti non sono pubblico, sono addetti ai lavori).
    Il collezionismo (al di là di opere/valori consolidati) si divide tra “quello mi piace e lo compro” (in questo caso arredano casa ad Artissima invece che all’ikea) e coloro i quali comprano e hanno comprato BIDONI. Cosa determina il valore di un’opera? Soprattutto per gli artisti giovani e mid-career? Soprattutto SENZA una critica d’arte che funziona? Al momento si tratta di proporre buoni standard nei luogi appropriati e attraverso le relazioni appropriate. Luoghi e relazioni diventano materia delle opere (v. plays).

    Tende ad accadere quello che è successo nel caso Parmalat a fine anni ’90: pochi operatori determinano e gonfiano arbitrariamente il valore dei titoli azionari, delle opere (visto che non esiste nemmeno una critica d’arte vivace che possa fornire punti di riferimento diversi). Ma mentre i risparmiatori Parmalat hanno PROTESTATO (voice) il collezionista sta zitto per non perdere in STATUS e per poter riuscire a rivendere il suo bidone. L’immaginario dell’arte riesce a disinnescare anche la “protesta”, che potrebbe essere anch’essa una forma di critica.

    Quindi il sistema di mercato dell’arte, oggi più di ieri, si basa sull’omertà dei galleristi e dei collezionisti. Nessuno ha interesse ad argomentare, a tutti conviene mantenere un aplomb di compiacimento e calma, anche se la nave affonda. A questo va aggiunta l’omertà e l’incapacità della CRITICA, spesso connivente con un sistema che potrebbe dare lei lavoro, anche se poi delude ed illude sistematicamente:

    http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=onweb_det&id_art=669&det=ok&titolo=UNO,-NESSUNO,-CENTOMILA

    Il sistema funziona fino a quando gira denaro, e non c’è crisi; il sistema tende a crollare con la crisi, quando i collezionisti capiscono, e non sono più disposti a farsi prendere in giro. Ovviamente non sto parlando di valori e artisti “consolidati” (‘900 e fine anni 90).

    Quindi permane un problema di assenza di critica (alternativa alla dittatura del mercato) e di assenza di pubblico. Questa constatazione non può più prescindere dal definire un ‘alternativa progettuale. Ed ecco come è centrale la fusione, confusione ed ibridazione dei ruoli al fine di ridiscutere format, ruolo e linguaggio.

  • hm

    lol ha ricopiato in loop quello che aveva già scritto prima, poi si lamenta se gli si dà dell’automa ripetente? ripigliati automa .

  • Al.ga.

    Gentile Rossi, ma come fa?
    Me lo chiedo sinceramente.
    Come fa a mantenere una tale determinazione a fronte di un tale vuoto di piglio?
    I suoi interlocutori sembrano parlare con lo stereotipo della figura Luca Rossi che nelle loro teste coincide con ciò che lei ha scritto. Praticamente una disfunzione totale tra lettura e mentalizzazione.
    Come si fa a non dare peso ad un parola (con la logica conseguente) quale omertà, che condivido pienamente e che lei riporta?
    Come si fa a sopportare la zozza presunzione di un hm qualsiasi che la invita a trattenere il suo pensiero rimproverandole (povera donna) una presunta incapacità di espressione?
    Come si fa soprattutto a fronte di tutto l’ ovvio che lei pone in luce.
    Ha una grande pazienza, la stimo in primo luogo per questo.
    A risentirci e buon lavoro.

    • @Al.ga: ha perfettamente ragione. Ma ho deciso di confrontarmi, di argomentare anche allo sfinimento; per andare contro un certo aplomb snob e masochista che ha caratterizzato il sistema dell’arte negli ultimi anni, ma forse tutto un occidente che non si voleva rendere conto di certe tendenze. Volendo citare il “torno subito” di Cattelan messo fuori dalla galleria, “io ci sono sempre 24 ore su 24”.

      luca rossi

    • @Al.ga: ha perfettamente ragione. Ma ho deciso di confrontarmi, di argomentare anche allo sfinimento; per andare contro un certo aplomb snob e masochista che ha caratterizzato il sistema dell’arte negli ultimi anni, ma forse tutto un occidente che non si voleva rendere conto di certe tendenze. Volendo citare il “torno subito” di Cattelan messo fuori dalla galleria, “io ci sono sempre 24 ore su 24”.

      luca rossi

      • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

        CARATTERI FONETICI E ALFABETICI DI DUE ROBOT !

        un’anonimo robot (luca rossi), parla ad un’altro robot (cattelan) , 24 ore su 24 ore su un incerto vocabolo . “aplomb snob”. Un idiota parlava sempre dell’orribile masochista. Perchè orribile masochista? Perchè lo odio. Ma perchè non terribile, insopportabile, disgustoso? Non so perchè orribile gli sta meglio.

        La somiglianza fonica della parola “robot”, costituisce la caratteristica combinazione tra il vocabolo (cattelan/rossi) e (aplomb snob), in quanto costituisce il principio di equivalenza, tipico di questa combinazione fonetica. In termini più semplici, i due robot sono due bocche che si muovono simultaneamente con la stessa sequenza fonica: Bocca che quando parla scredita e quando loda inzozza.

    • hm

      chi è che avrei invitato a trattenere alga purulenta? sì lo sfintere di luca rossi andrebbe trattenuto ogni tanto, se non altro quando non è in grado di farsi capire per deficit comunicativi o scrive frasi ridicole . e se non sei d’accordo me ne frego, tanto sei sempre lui con un altro nome o uno del progetto luca rossi . noto fake perfettamente inserito nel sistema e mantenuto dalla nonni genitori foundation .

  • beatrice

    Ma la smettete di commentare quello che dice Luca Rossi ?
    Qua si sta cercando di capire se è vero che artissima è andata bene oppure no.
    Guardando questo video e contando i pareri favorevoli e non, mi pare che quasi il 60 % abbia preferito l’edizione dello scorso anno

    http://www.youtube.com/watch?v=0F2VvI_MRTQ

    Circa le vendite. Posso portare l’esemoio di un gallerista che dopo la fiera disse che era andata benissimo, che aveva venduto ecc ecc. poi l’ anno successivo non confermò la sua presenza alla stessa fiera. :-)
    Se vendi, alla fiere ci ritorni, no ?

  • filippo

    i curatori fanno parte del sistema come le gallerie e i collezionisti….il denaro passa da una mano all’altra….il colleziosta acquista un’opera, il gallerista riceve il denaro e paga la curatela della mostra al critico…e cmq i collezionisti si possono suddividere in tre categorie: chi compra per piacere/curiosità/ “necessità” culturale, chi compra per moda o status symbol, chi compra per investimento finanziario e differenziazione del proprio patrimonio. Le componenti base sono queste, che a rotazione ed in proporzioni diverse, formano la totalità del collezionista….e cmq è vero che la parola d’ordine per le gallerie è “tutto ok” anche se con il sorriso tirato e la paura di non riuscire a pagare le rate delle fiere o l’affitto (queste l’80% delle gallerie italiane…), se non vendi un beneamato cazzo anche (ma non per colpa solamente della crisi economica) vuole dire che il tuo prodotto non funziona…

    • SAVINO MARSEGLIA (critico d’arte)

      Ma di contenuti e qualità di progetti, nessuno ne parla… Qui non si fa altro che chiaccherare di vendite, di affari e pettegolezzi..

      • Cristiana Curti

        Carissimo Savino, ti capisco, ma è pur vero che le fiere nascono esclusivamente per far quadrare i conti e far circolare le opere.
        In teoria (in teoria) il compratore della fiera (che non necessariamente collima con quello dell’asta o della galleria) dovrebbe già conoscere la poetica e il lavoro dell’artista che sta acquistando proprio in quell’occasione specifica.
        Oltre a questo, le fiere servono per capire dove il mercato punta e dove il mercato “spunta”. Trovare segni di ricerche culturali e artistiche approfondite, forse, non è possibile né necessario.
        Per la verità, quel gran affannarsi per “elevare” una fiera con decine di eventi collaterali “altamente qualificati”, questo sì, mi fa innervosire.
        E’ un po’ come si avesse sempre paura di nominare le cose con il loro giusto nome, come se ci si vergognasse sempre di essere quello che si è.

        • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

          Cara Cristina, concordo con te…, allora diciamocelo con sincerità: le fiere servono a vendere feticci animati e inanimati, nella petulanza di questa tragica “alluvione dell’arte” -, prossima alla paralisi per sovrapproduzione di merci.

          • Cristiana Curti

            Caro Savino, che ci sia una sovrapproduzione di merci è indubitabile. E che le merci siano anche spesso ripetitiive e svilite è altrettanto possibile. Però, ti devo confessare che qualche bella persona (artista) e qualche bella opera le ho incontrate a una fiera o due (e anche tre…). Cerco sempre di non generalizzare.
            Ho alcuni amici artisti (veri) che si dolgono di non essere esposti in fiera, il che vuol dire che non hanno gallerie di riferimento. Ciò non toglie che siano eccellenti artisti, alcuni davvero notevoli, che restano a una sana e libera autopromozione. Sanno però che – a lungo andare – questa possibilità sarà loro contratta dalle necessità della vita.
            Molti altrettanto ottimi hanno scelto la via più remunerativa tentando di mantenere una libertà che nella quasi totalità dei casi hanno perduto con l’ispirazione e parte del talento. Però riescono a continuare a fare arte.
            Cosa dovrei preferire per gli uni e per gli altri? Non sono artista. Non so che dire, se non giudicare – di per me – il “prodotto”.

  • filippo

    signori sveglia!!!! ad artissima si è venduto poco (in alcuni casi) o assolutamente nulla (nella maggiorparte dei casi). Nella maggior parte dei casi le gallerie che partecipano ad una fiera hanno lo scopo ultimo di VENDERE in quanto la manifestazione è l’unica occasione che hanno per “mettere fieno in cascina”. partecipare ad una fiera solo perchè fa figo o si ha possibilità di creare contatti o networking farebbe tirare il culo anche a Gagosian…. bisogna vendere soprattutto di questi tempi…quelli che dicono “si sono contento, non ho venduto ma ho creato un sacco di contati” o hanno vinto al totocalcio o, dal punto di vista meramente imprenditoriale, sono delle teste di cazzo… a basilea si va per vendere, a frieze per vendere a bologna per vendere (magari!!) e a torino pure (campa cavallo…)

    • SAVINO MARSEGLIA (ARTISTA RIBELLE)

      Si è venduto: riso comune, riso borghese, riso politico, riso d’artista, riso di gallerista, riso di collezionista, riso mondano…Inoltre: orzo dorato, orzo parlato, crema di riso e torte in faccia…

    • augusta

      oh meno male!!! son d’accordo con filippo.
      costo dello stand? coperto? fiera tirata per i capelli.
      venduto bene, arrivati nuovi clienti da coltivare, educare? pewrfetto fiera positiva. le altre sono stronzate.
      Ricordo un amico gallerista che ora cura uno spazio a hong kong con il quale parlai l’anno scorso dopo la foera a Chicago . gli chiesi come era nadata e mi disse tranquillamente: malissimo, sono arrivati i soliti collezionisti e non è arrivato nessuno di nuovo..

  • augusta

    scusate gli errori di battitura.

  • cassiusclay

    AL di là delle vendite, degli stranieri che scappano, del clima, trovo che Artissima – come The others e paratissima – abbia dimostrato una cosa sola: il livello medio basso degli artisti e dei lavori proposti oggi come oggi, nel mercato dell’arte. Già visti, già sentiti, già venduti. Sarebbe bello ogni tanto vedere e sentire qualcosa di ordinariamente contemporaneo. Quanto manca ancora per questa epifania?

  • antonio

    Ma Artissima Lido? io e un gruppo folto di collezionisti ci siam stati e abbiam apprezzato alcuni giovani freschi collettivi molto sperimentali ed interessanti nel quadrilatero, ci stiamo spostando ad investire su di loro perchè siamo asfissiati da tutto questo sistema.
    Basta parlar solo delle istituzioni sicure e dei negozi d’arte..arte è tutt’altro e pian piano tutto questo sistema si sfalderà.. osare e rischiare è la chiave, oggi..

    buonagiornata