Torino Updates: annunciati i vincitori di Share Prize 2011. Sono ben tre i premiati, di cui due italiani. Come sempre, vi regaliamo anche una photogallery della serata inaugurale

Affollata e vivace l’inaugurazione di Share Festival, aperto poche ore fa a Torino negli spazi del Museo Regionale di Scienze Naturali. Giunto quest’anno alla settima edizione, il Festival si riconferma come una delle rarissime occasioni italiane di incontro con la new media art. Ad accogliere il pubblico, c’erano le direttrici Chiara Garibaldi e Simona Lodi, […]

Affollata e vivace l’inaugurazione di Share Festival, aperto poche ore fa a Torino negli spazi del Museo Regionale di Scienze Naturali. Giunto quest’anno alla settima edizione, il Festival si riconferma come una delle rarissime occasioni italiane di incontro con la new media art.
Ad accogliere il pubblico, c’erano le direttrici Chiara Garibaldi e Simona Lodi, che prima di aprire le porte della mostra, hanno annunciato i vincitori di Share Prize 2011, competizione internazionale rivolta a tutti gli artisti impegnati nella ricerca con le nuove tecnologie. Quest’anno, oltre al vincitore assoluto, che si aggiudica un premio in denaro di 2.500 Euro, e alla menzione d’onore, c’è anche un terzo premio, ed è quello targato Artribune. I nostri lettori, infatti, hanno partecipato nelle scorse settimane a una votazione pubblica dei sei progetti finalisti, scegliendo il proprio preferito.
Chi sono dunque i vincitori? Il primissimo premio, annunciato dallo scrittore Bruce Sterling, componente della giuria e collaboratore ormai storico di Share Festival, va alla coppia Alessandro Ludovico e Paolo Cirio, autori del progetto Face to Facebook, mentre la menzione d’onore è andata a Julian Oliver e Danja Vasiliev per Newstweek.
L’opera preferita dai nostri lettori invece, è stata Sunflower seeds on sunflower seeds del gruppo IOCOSE, una performance realizzata alla Tate Modern nel gennaio del 2011 “occupando” l’opera di Ai Weiwei allestita nella Turbine Hall. L’opera di IOCOSE ha sbaragliato di gran lunga la concorrenza, incassando quasi la metà del totale dei voti, seguita in seconda posizione da un ben piazzato Geert Mul, autore dell’installazione interattiva God’s Browser.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • vittorio

    Ma dove è andata a finire l’arte !!!!! questi autori sono artigiani del già fatto !!!!
    è vero che tutto può essere arte, ma l’arte non può essere tuttoa ……………………
    esaltazione della porcheria !
    BY

    • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

      Vittorio se vuoi trovare l’arte, cercala in te stesso. Nessuno ti dirà che sei un artista. Se te lo chiedessero, alza la mano per dire che “il re è nudo”. La gente è attratta solo dalle cose materiali e nell’arte vede solo la coda dell’ombra.

      Viviamo in un mondo dell’apparenza e non dell’essere. Un mondo di ombre secche, larghe, grasse, magre, ricche, povere, mondane…, in cui il nuovo nell’arte è diventato un lavoro a tempo pieno.

      Non dimenticare di bere un bicchiere di vino alla salute di savino.

  • Pino Barillà

    Ci vorranno ancora degli anni prima che l’arte entri in questo nuovo secolo, intanto ci vediamo artisti, aiutati dalle loro gallerie e dal sistema… diventano protagonisti e importanti
    ma sanno fare soltanto cose già viste…Le varianti. Povera arte! E poveri collezionisti che acquistano.

    • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

      Già caro Pino, l’arte si è disciolta come neve al sole ed è finita nelle pudrite acque della palude. Se vuoi puoi cercarla lì…Sicuramente troverai una rana tatuata, grassa e lucida, ma senza testa e senza coda.

  • kara

    Un evento poco fantasioso e poco edificante, che raccatta progetti già visti qua e là, e che non aggiunge nulla al già detto. La noia.

  • SAVINO MARSEGLIA (cuoco indigesto)

    kara, il proverbio dice: “dove non c’è arrosto ci si accontenta del fumo”

    • kara

      vabbè e beati monoculi in terra caecorum, ma che tristezza però