Tagliamo i fondi alla Galleria Civica, anzi tagliamo proprio la Galleria Civica. Polemiche a Trento per il disimpegno del Comune

“È una decisione quasi scandalosa. Un amministratore che decide di tagliare sulla cultura dovrebbe vergognarsi”. Non usa mezzi termini, Danilo Eccher, che nella veste di presidente della Fondazione Galleria Civica di Trento spara a zero contro gli amministratori dopo le voci che vorrebbero il Comune avviato verso un totale disimpegno nei confronti del museo. 280mila […]

Danilo Eccher, in pole per il Maxxi

È una decisione quasi scandalosa. Un amministratore che decide di tagliare sulla cultura dovrebbe vergognarsi”. Non usa mezzi termini, Danilo Eccher, che nella veste di presidente della Fondazione Galleria Civica di Trento spara a zero contro gli amministratori dopo le voci che vorrebbero il Comune avviato verso un totale disimpegno nei confronti del museo.
280mila euro garantiti per il 2012 per chiudere le attività in corso, zero euro dal 2013. Sarebbe questo il risultato di una giornata tutta dedicata dal sindaco Alessandro Andreatta al bilancio, con tagli da apportare per 2,7 milioni di euro nel 2012, e di 6,8 nel 2013 e nel 2014. Tagli che – stando alle indiscrezioni diffuse dalla stampa locale – sacrificheranno in maniera importante la cultura, con la galleria di via Belenzani tra le realtà più penalizzate.
Mentre il Mart si avvia alla scadenza del mandato della direttrice Gabriella Belli, in partenza verso Venezia, ed alla scelta del nuovo direttore (una prima rosa di candidati è già al vaglio del comitato composto dal presidente Franco Bernabè, da Isabella Bossi Fedrigotti, Vicepresidente, e da Salvatore Settis, presidente del Comitato Scientifico), l’ambiente museale trentino potrebbe affrontare uno scossone ben più strutturale. Una vera e propria dismissione, dopo che nel 2008 lo storico museo cittadino era stato trasformato in Fondazione con l’apporto di sostenitori privati. E dopo un ménage che già in passato aveva sollevato polemiche per le eccessive spese a carico del Comune, a fronte di riscontri di pubblico non entusiasmanti.
Questa decisione, presa con la solita scusa del mancato finanziamento, viene adottata in una città che ha a disposizione risorse molto maggiori rispetto al resto d’Italia – ha tuonato Eccher dalle pagine del Trentino -. Io conosco bene la realtà delle altre città e Trento ha molti più fondi a disposizione. Per questo motivo una decisione come questa che penalizza la cultura non solo è inconcepibile, ma quasi scandalosa”.
Tutto è perduto, dunque? Per ora il futuro della Civica pare nelle mani dei privati, chiamati a reperire nuovi fondi, e nell’eventuale intervento della Provincia. In attesa di notizie sul fronte ICI, che potrebbero rivoluzionare le casse dei comuni e quindi magari anche le decisioni prese…

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  • Roberto Codroico

    Tutto ciò che si toglie alla cultura è un grave danno. La Galleria Civica di Trento è un “circolo chiuso” con il quale non si riesce a dialogare, forse ripensare a un’altra “cosa” non è poi tanto male.

  • Aprite un blog. Fate una carezza a vostro figlio e dite che quella carezza gliela manda Luca Rossi.

    :D

    • francesca

      discorsi da buonismo cattocomunista…

  • paolozzo

    Iniziamo a tagliare il doppio incarico di Danilo Eccher, poi parliamo del resto (si sparla molto dei politici ma ci sono anche curatori seduti su più poltrone).

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      bravo paolozzo, è un’ottimo metodo: iniziamo a usare le forbici e diciamo da fare. Il lavoro è lungo e non senza ostacoli !!! Le forbici sono l’unico strumento all’auto -comprensione del sistema dell’arte e al suo radicale cambiamento.

  • Nulla da fare , in tempi di crisi economica, vanno necessariamente ridiscusse le motivazione e le urgenze di fondo…va ricolmato quel vuoto tra sistema e pubblico, tra sistema e politica, tra sistema e mass media nazionali…..

    E servono contenuti, poche chiacchere.

    LR

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Verrebbe da credere che la forza del pensiero lucarossiniano, in questo momento storico, s’indebolisca. Io invece sono convinto che la forza del pensiero non viene mai a meno quando è autentico.

  • carlo

    ricordo ancora il polverone della nomina di eccher a trento…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      carlo, quando manca il pane e il companatico, la lotta per la sopravvivenza si fa dura e a colpi bassi. Le fonti di guadagno devono essere una due e tre, compreso il companatico. E in Italia, nonostante la grave crisi economica-finanziaria, non vi è limite alla moltiplicazione delle offerte ai curatori..

  • Non rimpiango i fondi per tenere le luci accese al museo come insegna della contemporaneità e della m o d e r n i t à.

    Se il museo deve essere solo un insegna luminosa (vedi madre, maxxi, mambo)..meglio chiuderlo….ecco che senza insegne le persone sono chiamate giocoforza a rivalutare le proprie urgenze rispetto la modernità e la contemporaneità…Se non c’è l’insegna del droghiere…questo implica porsi mille domande….

    Il Maxxi di Giugno 2011 era questo, il Mambo di MD Jackson era questo…insegne fini a se stesse, neanche contenitori, perchè dentro standard di poco conto.

    luca rossi
    http://whitehouse.splinder.com/post/25718999/la-rivoluzione-siamo-noi

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      perché noti poi tanta differenza tra un museo e una drogheria?

  • Chiudere la Civica di Trento sarebbe un errore ma… non una tragedia.
    Chiediamoci cosa ci fanno il Mart e la Civica in una provincia che ha gli abitanti di un quartiere di MIlano. Andiamo a vedere come si chiama esattamente il Mart: “Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto”. Capito bene ? “Moderna e CONTEMOPORANEA”. Dunque il Mart opera dal Romanticismo a quello che si fa a New York oggi, alla stessa ora in cui scrivo (anche se è di notte)…
    E quindi riformulo la domanda, ad uso e consumo dei PASIONARI del Contemporaneo, che si metterebbero sulle rotaiaie del treno per protestare contro qualsiasi minimo supposto torto, appunto al CONTEMPORANEO: “cosa ci fanno il Mart e la Civica in una provincia che ha gli abitanti di un quartiere di MIlano”?
    Per chi non lo sa, la Civica è nata all’inizio degli anni ’90 in “voluta” rotta di collisione con il Mart, ed i giornali dell’epoca, con le diatribe Eccher-Belli ne sono testimoni.
    Il campo di operazioni è lo stesso e fino a che si è potuto (leggi soldi) la convivenza poteva anche starci. La Civica ha fatto anche cose egregie: soprattutto con la gestione Cavallucci. Ma nel momento che bisogna stringere i cordoni dei finanziamenti tutto diviene relativo.
    Credo però che questo sia anche un buon momento per RIPENSARE la mission della Civica, che di civico ha solo che è comunale.
    Se invece volesse divenire veramente “civica”, cioè espressione della civitas, ma non solo cittadina e piuttosto di tutto il territorio trentino, allora si potrebbe occupare di arte locale storica e contemporanea (il che non fa necessariamente rima con serie B), cioè dei suoi rapporti con le realtà vicine: la mitteleuropa a Nord, e la cultura italica a Sud. La sua posizione di “cerniera” tra due mondi e due culture potrebbe insomma divenire la sua forza, perché potrebbe convogliare su di sé molti più interessi culurali e, di riflesso, anche fondi extra-comunali.
    Insomma dovrebbe morire per… rinascere.
    E’ morta la Civica. Lunga vita alla Civica.

  • Longo

    Fino a quando la Galleria serviva ad organuizzare rave party per ragazzuni ubriachi e fatti con feriti, tipo me per esempio, che senso ha l’arte con quello che mi e’ successo tre tendini rotti della mano destra, i giornali ne hanno parlato lungamente se non cambia il direttivo sara’ sempre uno schifo quella sera non c’era nessuno della sicurezza, costava troppo’? CON 75o MILA EURO EROGATI , le telecamere non funzionavano ma in compenso tutti potevano rubare i quadri perche’ nessuno c’era per un controllo, il comune prima l’assessore Maestri
    mi ha tranquillizzato perche’ assicurati poi lavato le mani come ponzio pilato e firmato una delibera assieme al sindaco che il comune non ha torto che schifo che orrore, i vigili lo sapevano dell’ iimpiastro di quei venerdi’ erano stati avvertiti per porcherie lasciate tipo urina sui muri e non era alla versione di Andy Wahrol …….se l’arte e’ in mano a quei pesonaggi e’ meglio
    stare senza arte ma anche senza feriti , io sono uno che adora l’arte contemporanea e vado a tantissime mostre certo che quella sera non pensavo di andare in un bar del bronx che orrore

    • Longo

      mi scuso per gli errori di ortografia ma ripensando a quella sera e al comportamento del comune ho perso il controllo anche il Panizza non e’ stato male a comportarsi anche lui come Ponzio Pilato come neanche il sindaco pro tempore Pacher mi ha dichiarato che le mie mail non le aveva ricevute quando invece era il contrario si sa che bugie hanno le gambe corte…

    • hm