Somewhere, Robert Mapplethorpe. Dopo Cindy Sherman e David Hockney, Thaddeus Ropac si inventa la curatrice Sofia Coppola

Il mercato del lavoro è sempre più spietato, questo è un dato di fatto. Flessibilità e capacità di reinventarsi sembrano essere, all’alba del 2012, i requisiti necessari per potersi garantire un buon posto di lavoro. Sempre più spesso quindi anche gli artisti si riorganizzano e diventano curatori; il caso più ecclatante degli ultimi mesi è […]

Sofia Coppola

Il mercato del lavoro è sempre più spietato, questo è un dato di fatto. Flessibilità e capacità di reinventarsi sembrano essere, all’alba del 2012, i requisiti necessari per potersi garantire un buon posto di lavoro. Sempre più spesso quindi anche gli artisti si riorganizzano e diventano curatori; il caso più ecclatante degli ultimi mesi è sicuramente quello di Maurizio Cattelan, autore dell’allestimento della propria mostra negli spazi del Guggenheim di New York di cui molto si è parlato anche qui su Artribune. Attendiamo ora al varco la nuova “curatrice” Sofia Coppola, autrice di alcuni fortunati lungometraggi e vincitrice dell’ultimo Leone d’Oro a Venezia con Somewhere, ed ora impegnata nell’allestimento della mostra parigina di Robert Mapplethorpe alla Galerie Thaddeus Ropac.
L’esposizione, intitolata Robert Mapplethorpe by Sofia Coppola ed aperta fino al prossimo 7 gennaio, continua la fortunata serie delle iniziative intitolate “Robert Mapplethorpe: Eye to Eye” curata da Cindy Sherman nel 2003, e “Robert Mapplethorpe Curated by David Hockney” del 2005. Insomma, sembra quasi che il fotografo americano rappresenti una tappa imprescindibile per tutti gli artisti riscopertisi curatori. Dal sito della galleria garantiscono che la selezione delle fotografie di Mapplethorpe sarà pienamente in linea con l’universo iconografico di Sofia Coppola, regista che ha sempre prediletto la parte visuale del mezzo cinematografico a scapito della narrazione.

– Alessandro Marzocchi

www.ropac.net


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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • lucrezia

    quant’è bella sofia dire non so

  • gigliola

    trovate pubblicitarie da dilettanti.