Sindacato? No, accademia. C’è il Manifesto dei Diritti dell’Arte Contemporanea, si presenta con un convegno a Brera

La premessa? Il Manifesto dei Diritti dell’Arte Contemporanea concepito in occasione del convegno DAC: I Diritti dell’Arte Contemporanea di Torino del 2010. Temi “caldi”, come ultimamente ripetiamo e riscontriamo sempre più spesso, e che ora tornano al centro di una giornata di studio, ospitata a Milano dall’Accademia di Brera. Un confronto fra giuristi, artisti ed […]

Anna Detheridge

La premessa? Il Manifesto dei Diritti dell’Arte Contemporanea concepito in occasione del convegno DAC: I Diritti dell’Arte Contemporanea di Torino del 2010. Temi “caldi”, come ultimamente ripetiamo e riscontriamo sempre più spesso, e che ora tornano al centro di una giornata di studio, ospitata a Milano dall’Accademia di Brera. Un confronto fra giuristi, artisti ed altri attori del mondo dell’arte, per approfondire e sviluppare i temi grazie a quattro tavole rotonde sui temi delle politiche culturali con particolare attenzione ai diritti degli artisti e ai loro contratti, alla funzione pubblica dell’arte, alla valorizzazione delle competenze professionali e al ruolo del settore privato nel sostegno dell’Arte Contemporanea.
Curato da Alessandra Donati dell’Università di Milano-Bicocca, Gianmaria Ajani dell’Università di Torino e da Anna Detheridge di Connecting Cultures, il convegno vede gli interventi – fra gli altri – di Chiara Bertola, Marina Pugliese, Danilo Eccher, Cristiana Perrella, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Maurizio Morra Greco, Raffaella e Stefano Sciarretta, Gianni Bolongaro, Ermanno Tedeschi, Massimo Minini, degli artisti Alberto Garutti, Paolo Rosa di Studio Azzurro ed il gruppo Vladivostok (Antonio Rovaldi, Luca Bertolo, Chiara Camoni, Linda Fregni Nagler, Alessandro Nassiri, Maddalena Fragnito).

Giovedì 10 novembre 2011 – ore 9.00
Via Brera 28 – Milano
[email protected]

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  • Chiacchere che probabilmente andranno nel vento; purtroppo. Solitamente per avere dei diritti bisogna anche avere dei DOVERI. E nel sistema dell’arte, soprattutto italiano, di gente che si prende sinceramente ed autenticamente delle RESPONSABILITA’ non c’è. Quindi la vedo dura.

    Come al solito bisogna partire dal linguaggio. Cosa vuol dire oggi “arte”? “Ruolo”? Eccetera. Ma ovviamente si invita solo chi queste cose non le evidenzia per continuare a legittimare un certo sistema che da da vivere ai relatori stessi. Quindi intuizione giusta ma evento INUTILE. Peccato.