Salsa e Merengue. Dopo le scintille del contemporaneo, le aste newyorkesi ripartono con l’America Latina

Il momento è caldo, con una contemporary week che ha fatto transitare sotto i vari martelletti delle aste newyorkesi cifre che messe insieme si avvicinano al miliardo di dollari. E allora la Grande Mela riparte subito di gran carriera, apparecchiando una settimana dai sapori latinoamericani. Si inizia da Phillips de Pury & Company, che officia […]

Diego Rivera - Retrato de Julieta

Il momento è caldo, con una contemporary week che ha fatto transitare sotto i vari martelletti delle aste newyorkesi cifre che messe insieme si avvicinano al miliardo di dollari. E allora la Grande Mela riparte subito di gran carriera, apparecchiando una settimana dai sapori latinoamericani.
Si inizia da Phillips de Pury & Company, che officia la sua asta di Latin American Contemporary Art il 13-14 novembre, con una Evening auction di 33 lotti stimati 5,9-8,2 milioni di dollari, mentre la Day auction comprende 104 lotti stimati $1-1.5m. Highlights della Evening auction sono Adriana Varejão, Ambiente Virtual II, 2001 ($500-700mila); Livro dos Caminhos, 1963/1976 ($150-250mila), di Lygia Pape, rappresentante del Movimento Neo Concreto assieme a Hélio Oiticica, Metaesquema n°161, 1958 ($280-350mila) e Metaesquema n°193, 1958 ($220-280mila). Non può mancare l’argentino Leon Ferrari, con Untitled, 1978 ($750-950mila), assieme a Mira Schendel – con cui ha lavorato a lungo e ha esposto anche al MoMA – presente in asta con Disco Zero, 1971 ($250-350mila), Untitled (from Cadernos Series), 1970-1971 ($120-180mila); Untitled, 1965 ($100-150mila). E poi Jesús Rafael Soto, Cubo y esfera virtual, 1994 ($600-800mila) e Cubo virtual azul y negro,1983 ($600-800mila); Cildo Meireles, il primo artista brasiliano ad avere una retrospettiva alla Tate nel 2008, e Vik Muniz, presente in asta con un solo pezzo, Brigitte Bardot (Diamond Divas), 2004 ($100-150mila), dalla sua famosa serie creata con i diamanti.
Le vendite continuano da Christie’s il 15-16 novembre, con 370 lotti stimati $18 milioni. Le opere più importanti sono di artisti messicani e brasiliani, con una selezione di Emiliano di Cavalcanti, sculture di Fernando Botero, un dipinto monumentale di Francisco Toledo, e un gruppo di opere della collezione Olivetti. Gli Highlights brasiliani sono Bandeirinhas estruturadas del 1966, di Alfredo Volpi ($250-350mila); O Homem a e Máquina,di Emiliano di Cavalcanti ($200-300mila); la scultura di Franz Weissmann, Estructura, 1969 ($60-80mila); Mira Schendel con Untitled ($50-70mila). Tra i messicani Alfredo Ramos Martínez con The Oldest Couple in Town degli anni Trenta ($500- 700mila); Francisco Toledo, Vaca Roja ($500-700mila); Rufino Tamayo, Hombre Con un Gran Sombrero ($400-600mila); il grande Diego Rivera, con Retrato de Julieta, stimato $300-500mila; il pioniere dell’Astrattismo messicano Gunther Gerzso con Verde-Azul-Blanco, 1978 ($150-200mila).

Per finire, le aste di Latin American Art di Sotheby’s, che si terranno il 16 e 17 novembre con artisti come Alfredo Ramos Martínez, Emiliano Di Cavalcanti, Wilfredo Lam, Matta e un consistente gruppo di opere del venezuelano Jesús Rafael Soto. Tra gli highlights della vendita troviamo La India Del Lago di Alfredo Ramos Martínez ($900mila-1.2m), frutto del periodo californiano dell’artista; otto opere di Rufino Tamayo, dal 1928 al 1966, dominate da Watermelon Slices ($1.5-2 m) venduta dal MoMA a favore dell’Acquisitions Fund. Presente anche il grande Wifredo Lam con Bonjour Monsieur Lam (Au Commencement De La Nuit) del 1959 ($600-800mila). Del 1945 è Natureza Morta ($450-650mila) di Emiliano Di Cavalcanti. Il Surrealismo è presente con le opere di Matta, Esa guerra desnuda del 1937 ($300-500mila), Re-Evolvers (Le Couple) ($250-350mila) e Lispard du Mêdi ($350-450mila). Oltre a Matta, tra i cileni anche Claudio Bravo con Seraphim (White, Yellow, and Green) del 1999 ($700-900mila), e Untitled del 1972 ($80-100mila). L’arte Astratta è infine rappresentata dal venezuelano Jesús Rafael Soto con nove opere che rappresentano il suo periodo più maturo, come Vibración ($150-200mila) e Escritura Cobalto ($250-350mila).

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.