Quante foto vengono caricate ogni giorno su Flickr? Tantissime. Così tante da riempire una stanza. Erik Kessels vi ci fa sguazzare dentro. Succede ad Amsterdam…

L’idea è semplice ma efficace. Erik Kessels, uno dei quattro guest curator chiamati dal Foam di Amsterdam per immaginare una mostra sul futuro della fotografia, ha pensato di materializzare davanti agli occhi dei visitatori il tanto discusso fenomeno del sovraccarico di immagini che caratterizza la nostra epoca. Come? Stampando ogni singolo scatto uploadato su Flickr, […]

L’idea è semplice ma efficace. Erik Kessels, uno dei quattro guest curator chiamati dal Foam di Amsterdam per immaginare una mostra sul futuro della fotografia, ha pensato di materializzare davanti agli occhi dei visitatori il tanto discusso fenomeno del sovraccarico di immagini che caratterizza la nostra epoca.
Come? Stampando ogni singolo scatto uploadato su Flickr, noto social network dedicato alla condivisione delle fotografie, nell’arco di sole ventiquattrore. Il risultato è una stanza letteralmente sommersa di foto che i visitatori possono guardare, calpestare, “navigando” fisicamente tra un milione di immagini di ogni tipo, genere e provenienza geografica. Un modo per esperire anche fisicamente un fenomeno altrimenti tutto immateriale, conteggiabile solo in spazio occupato su un hard disk.

Con questa mostra, che si avvale anche del contributo di Lauren Cornell del New Museum, di Jefferson Hack di Dazed and Confused e della direttrice della George Eastman House Alison Nordstrom, Foam (un museo, ma anche una casa editrice che pubblica libri e una rivista omonima), celebra il suo decimo anniversario.

– Valentina Tanni

www.foam.org


CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • mariella

    stupendo!

    • SAVINO MARSEGLIA (critico d’arte)

      Operazione Erik Kesseles, direi, tutto sommato non banale, anche se rimane sempre il problema di cosa archiviare, conservare si o no.. di cosa salvare e di cosa riciclare tra galattica montagna d’immagini di cui ne siamo produttori: artefici e vittime allo stesso momento?

  • b.r.

    Ho sempre pensato che flickr sia un luogo straordinario per conoscere il mondo e per osservare talenti che meriterebbero l’attenzione delle migliori gallerie, l’idea è quindi valida ma io l’avrei sviluppata con una metodologia diversa.

  • hm

    in questo modo diventano solo spazzatura .

    • TheStylist

      Infatti credo che una volta diventate non più utili queste stampe andranno al macero.

  • fa pensare all’importanza del contesto….su flickr quelle foto significano qualcosa per qualcuno, qui dentro diventano materiale deperibile. E sono veri entrambi i giudizi, inscindibilmente dal medium.