Pop Art sugli scudi da Christie’s New York, con Warhol, Richter ed un Lichtenstein superstar attesa

Gli occhi di tutti saranno per I Can See the Whole Room… and There’s Nobody in It!, una delle opere più importanti di Roy Lichtenstein, stimata 35-45 milioni di dollari. Il dipinto, risalente al 1961, la stessa data del primo dipinto a carattere fumettistico dell’artista, fa parte della collezione di Emily e Burton Tremaine. Ma […]

Roy Lichtenstein - I Can See the Whole Room… and There’s Nobody in It!

Gli occhi di tutti saranno per I Can See the Whole Room… and There’s Nobody in It!, una delle opere più importanti di Roy Lichtenstein, stimata 35-45 milioni di dollari. Il dipinto, risalente al 1961, la stessa data del primo dipinto a carattere fumettistico dell’artista, fa parte della collezione di Emily e Burton Tremaine.
Ma saranno diversi i capolavori di Roy Lichtenstein, Andy Warhol e Gerhard Richter – che proprio da Christie’s hanno segnato i loro precedenti record – a passare sotto il martello del battitore l’8 novembre a New York, quando la casa d’aste metterà in scena la Pop Art nella vendita Post-War and Contemporary Sale.
L’immagine della Campbell’s Soup Cans di Warhol – ormai un’icona della nostra società – sarà presente in asta con una stima di 7-10 milioni di dollari per un esemplare del 1962, mentre l’opera Silver Liz del 1963 è stimata 16-18 milioni di dollari. Gerhard Richter sarà presente in catalogo con Frau Niepenberg, dipinto nel 1965, uno dei più drammatici ed enigmatici della sua serie di photo-paintings realizzati negli anni ‘60, stimato 7-10 milioni di dollari.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.