Polvere di stelle, alle stelle. E nell’asta di Christie’s a Ginevra, c’è chi fa follie per il Rolex Submariner di James Bond

Non c’è spazio solo per importantissimi dipinti, sculture, o la sempre più apprezzata fotografia. Nel momento in cui l’imperatore spread fa fibrillare gli investitori di tutto il globo, l’oggetto prezioso – ma che sia di fascia alta! – si conferma come bene rifugio per eccellenza. E le aste volano, anche quelle maggiormente di nicchia: come […]

Non c’è spazio solo per importantissimi dipinti, sculture, o la sempre più apprezzata fotografia. Nel momento in cui l’imperatore spread fa fibrillare gli investitori di tutto il globo, l’oggetto prezioso – ma che sia di fascia alta! – si conferma come bene rifugio per eccellenza. E le aste volano, anche quelle maggiormente di nicchia: come quella di Christie’s a Ginevra dedicata ad Important Watches, che il 14 novembre presentava in catalogo il mitico Rolex Submariner di James Bond, apparso nell’episodio 007 Live and Let Die.
Un oggetto che può essere considerato un trofeo sia per gli appassionati di orologi, sia per gli appassionati della cinematografia di James Bond. Creato appositamente per essere indossato dal personaggio nell’episodio nel 1972, nel film ha aiutato 007 a tagliare corde e catene, oltre ad essere un potentissimo magnete in grado di neutralizzare proiettili e svestire Ms. Solitaire. Il lotto è stato venduto assieme a due immagini firmate del set a 242.655 dollari, partendo da una stima di $221-443mila.
Il Rolex di 007 era affiancato da prestigiosi orologi Patek Philippe, tra cui il più costoso è stato aggiudicato a 2.3 milioni di dollari, contro una stima di $1.1m, in un’asta che ha totalizzato oltre $29 milioni, il 33% in più rispetto ad un anno prima.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Angelov

    beati loro