Parte il network delle AMACI europee? L’associazione dei musei italiani, approfittando di Artissima, si dà appuntamento con i musei francesi. Per condividere le buone pratiche

L’Amaci tenta la strada dell’internazionalizzazione. Approfittando dei giorni di Artissima si è tenuta a Torino, negli spazi della Gam, una laboriosa giornata di lavoro nella quale l’associazione dei musei italiani si è incontrata e confrontata con i parigrado direttori appartenenti al “Départment d’Art Contemporain” francese. L’ente, con sede a Parigi, conta un’ampia rosa di spazi […]

L’Amaci tenta la strada dell’internazionalizzazione. Approfittando dei giorni di Artissima si è tenuta a Torino, negli spazi della Gam, una laboriosa giornata di lavoro nella quale l’associazione dei musei italiani si è incontrata e confrontata con i parigrado direttori appartenenti al “Départment d’Art Contemporain” francese. L’ente, con sede a Parigi, conta un’ampia rosa di spazi d’arte aderenti, tutti con la caratteristica di non avere una loro propria collezione (forse il “socio” più celebre è il Palais de Tokyo) e in questi giorni ha inviato una buona parte dei suoi rappresentanti a Torino.
La riunione si è svolta nell’ottica di condividere le buone pratiche vicendevolmente e di inserire Amaci in una rete di associazioni a livello europeo che potrebbe costituire un network di grande efficacia per le politiche museali sull’arte contemporanea. Le kunsthalle francesi, infatti, già in passato hanno collaborato con le parigrado tedesche, ora è il turno per l’Italia di inserirsi a sua volta tramite l’Amaci. A livello operativo i direttori dei due riversi raggruppamenti hanno condiviso le modalità di gestione della produzione delle opere: come fare se si produce un lavoro, ma se al contempo non si possiede una collezione? Come evitare che i costi di produzione sostenuti dal pubblico siano poi sfruttati dal privato per ri-vendere opere su quali altri hanno investito? Gli spazi italiani hanno ascoltato con molto interesse le soluzioni francesi a questa e ad altre questioni.

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  • Ecco, l’AMACi da otto anni della sue nascita non è mai riuscita ad incontrare un ministro della cultura…questo sicuramente per un certo menefreghismo della classe politica, per una certa concezione di arte in italia (nelle direttive ministeriali si consiglia l’istituto d’arte agli studenti meno brillanti), ma SOPRATTUTTO per un VUOTO mantenuto, più o meno colpevolmente (anche per incapacità), tra il migliore sistema dell’arte e il pubblico, il sistema politico. Pubblico non da multisala ma il minimo sindacale: pubblico significa controllo di qualità, finanziamenti, inevitabile riconoscimento politico……

    Un vuoto in cui recentemente si è insinuato Vittorio Sgarbi, e chissà chi domani…

    Ecco, prima di pensare alla scena internazionale…io direi di farsi almeno riconoscere su quella nazionale….

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    http://whitehouse.splinder.com/

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      A COSA SERVE L’AMACI ?

      Ma serve davvero questa AMACI a portare allo scoperto l’ incapacità di una casta museale italiota, subordinata alla casta politica? Nel migliore dei casi, queste figure di spicco, questi “esperti” che gestiscono (al vertice della piramide) i musei italiani di arte contemporanea, spesso fungono da portavoce del politico di turno.

      L’unica cosa che hanno a cuore è la propria retribuzione, il proprio prestigio a discapito di un’efficace campagna di diffusione ed educazione al contemporaneo, che non sia limitato ai soliti addetti ai lavori.

      Queste figure, fanno passare l’arte, avvallata dai media addomesticati, come una conoscenza esclusiva per un pubblico d’elite.
      La diffondono al pubblico, come qualcosa di apparentemente neutrale dal potere politico, da fattori arbitrari o da vari interessi speculativi.

      A mio parere, l’AMACI dovrebbe mettere in evidenza, (nella sua azione in materia educativa) proprio queste anomalie di cui sopra, che implicano giudizi di valore sull’attuale classe dirigenziale, ma anche e altri punti di vista nel dibattito sul contemporaneo, ivi compreso una critica serrata sull’attuale classe politica.

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        L’AMACI, è davvero tanto indispensabile per condividere le sue pratiche, come qualcuno dice?