Mi si nota di più se non ci sono? Ma alla fine, pare che anche David Zwirner sbarcherà a Londra…

Deve aver colto nel segno, l’ultima Art Week londinese. Ricca e ben organizzata, tanto da richiamare folle di visitatori, e da monopolizzare l’attenzione di opinione pubblica e media. Con alcune mosse che rivelano un’ulteriore strutturazione, tanto da continuare ad attrarre protagonisti internazionali sulle rive del Tamigi. L’ultimo rumor? Riguarda il superdealer newyorkese David Zwirner, che stando a […]

David Zwirner

Deve aver colto nel segno, l’ultima Art Week londinese. Ricca e ben organizzata, tanto da richiamare folle di visitatori, e da monopolizzare l’attenzione di opinione pubblica e media. Con alcune mosse che rivelano un’ulteriore strutturazione, tanto da continuare ad attrarre protagonisti internazionali sulle rive del Tamigi. L’ultimo rumor? Riguarda il superdealer newyorkese David Zwirner, che stando a voci di corridoio riportate da ArtInfo starebbe progettando di aprire una sua sede, forse a Mayfair, forse nel 2012. Il mormorio è molto diffuso negli ambienti londinesi, anche se il direttore della comunicazione di Zwirner, Julia Joern, afferma che “si tratta di una voce non confermata”.
Oltre a Zwirner, altre big stanno ampliando i propri spazi nella capitale londinese. Gagosian ha in progetto di aprire una sede più centrale a Londra, ma si dice che sia in attesa di vedere quale sarà la zona prescelta da Zwirner. Pace Gallery ha inaugurato recentemente la sede di Lexington Street, in attesa di approdare ad uno spazio ancora più grande nel 2012. E alcuni dicono addirittura che sia stato il presunto arrivo di Zwirner a spingere Jay Jopling ad aprire lo spazio museale della White Cube a Bermondsey.
Non resta che stare a vedere quale sarà la prossima area cool della capitale britannica e dell’artworld. E se qualcuno seguirà Jopling a sud del Tamigi.

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.