Il museo, questo sconosciuto. Come dev’essere pensato un museo oggi? A cosa serve? Verso dove va? Se ne parla a Bolzano, per La classe dell’arte

Si parla di Musei tra i banchi de La classe dell’arte. Al Centro Culturale Trevi di Bolzano, per l’ultimo appuntamento del ciclo di talk curato da Paola Tognon, salgono in cattedra quattro figure a capo di istituzioni museali: Fabio Cavallucci, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski di Varsavia; Enrica Pagella, direttrice del Museo […]

Si parla di Musei tra i banchi de La classe dell’arte. Al Centro Culturale Trevi di Bolzano, per l’ultimo appuntamento del ciclo di talk curato da Paola Tognon, salgono in cattedra quattro figure a capo di istituzioni museali: Fabio Cavallucci, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski di Varsavia; Enrica Pagella, direttrice del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e il Borgo Medievale, Torino; Chiara Parisi, direttrice del programma culturale di La Monnaie, Parigi; Marion Piffer Damiani, presidente della Fondazione Museion di Bolzano. Esperienze di gestione a confronto ed esempi di mission differenti, per una riflessione che coinvolga alcune aree geografiche europee, nel tentativo di formulare significative ipotesi di sviluppo. Attivatore di sviluppo culturale, sociale ed economico, punto di riferimento per il territorio, casa aperta alla pluralità e alla ricerca, luogo di connessione tra memoria e innovazione: da queste attribuzioni di senso e di valore si parte, mercoledì 30 novembre, per ragionare concretamente intorno al ruolo, la funzione e il destino di un museo contemporaneo.
Su Artribune Telrevision arriva intanto il video del quarto incontro, in cui si ragionava intorno al rapporto tra arte e tecnologia.

– Helga Marsala


Mercoledì 30 novembre 2011, ore 20.45
Centro Culturale Trevi – Via Cappuccini 28, Bolzano
Entrata libera
Tel: +39 0471 300980
www.provincia.bz.it/cultura/centro-trevi/

VEDI ANCHE:

La classe dell’arte I
La classe dell’arte II
La classe dell’arte III

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Ottimo tema, speriamo che poi dalle parole si passi ai fatti. Stesso tema per il prossimo dialogo che stiamo preparando insieme a Giacinto Di Pietrantonio (e poi mi auguro con Luigi Fassi e Maurizio Mercuri, ecco la prima domanda:

    Io dividerei il Museo in tre sezioni principali, in tre anime: didattica, archivio storico e presente. Penso che l’idea di Museo sia simile a quella di Chiesa. In fondo l’arte può essere considerata un culto. E’ come se il collezionista o lo spettatore fossero sempre alla ricerca di opere d’arte come “crocifissi originali”. Cosa pensi che succederà domani all’idea di Museo-Chiesa? E cosa pensi che invece debba succedere al Museo-Chiesa?

    lr
    http://www.whlr.blogspot.com

    • hm

      – E’ come se il collezionista o lo spettatore fossero sempre alla ricerca di opere d’arte come “crocifissi originali”. –

      ma per favore morsianucci . fatti prete dai che fai prima . sei già così tanto cattocomusionista che ti basta solo un piccolo sforzo .

  • Scusa Luca ma …
    che c’entra la divisione ” in tre sezioni principali, in tre anime: didattica, archivio storico e presente” con l’idea di Museo simile a quella di Chiesa?
    … e quest’ultima, intesa come tempio o intesa come comunita’ ?
    … e se uno non pensa “che l’idea di Museo sia simile a quella di Chiesa” ?

  • Non pensare alla chiesa cattolica. Pensa al Mueso come un tempio religioso, c’è una corrispondenza secca. E le opere sono come crocifissi originali, inediti, fuori dalla norma; spesso feticci. eccetera,

    Ma si tratta solo di una suggestione…..il punto è cercare di capire se e come ridefinire l’idea di museo…

    e questo dipende dalle opere e dal pubblico…

    lr

    • Cattolica o meno “chiesa” e’ termine che significa sia “tempio” che “comunita’ ” . Mi pare evidente, e tu me lo confermi, che intesa come comunita’ non abbia alcun evidente o utile parallelo con il museo. Intesa come tempio, l’unico punto di contatto tra le due realta’ e’ quello di essere entrambi edifici pubblici. Lasciamo perdere l’infelice paragone delle opere a crocefissi (nessuno, a meno che non sia un turista, entra in una chiesa per “vedere” un crocefisso e nessuno, a meno che non sia un po’ fuori di testa, entra in un museo per “venerare” un’opera d’arte). Allora, se il punto e’ capire se e come vada ridefinita l’idea di museo , perche’ non porre appunto la domanda in questi semplici e chiari termini?
      Credimi non ho nessuna intenzione di polemizzare, il tema e’ interessante e saro’ ben felice di leggere i dialoghi che stai preparando ma, per favore, tralascia le inutili “infiorettature” e bada al concreto, i tuoi dialoghi certo ne guadagneranno

  • LorenzoMarras

    Oggi come oggi il museo lo vedrei in tutto e per tutto un immenso cantiere che segue lo stesso destino dell’occidente. Luogo di villeggiature per straricchi orientali che vengono qui per esibire il proprio status di gente che ostenta la calma dei “forti”.
    Che dire, un sintomo di profonda decadenza .

  • LorenzoMarras

    Luciano non bisogna volerne a Luca. Il suo è un progetto in divenire e come tutti i progetti , a volte le traiettorie che si seguono portano a punti ciechi.

    Non è forse cosi’ Luca ? amenoche’ tu non voglia e, lo dico per azzardo, far passare l’idea di “chiesa” come un dato di pura normalizzazione ovvero di un qualcosa su cui ognuno ci fa le sue abitudini.
    Ma dubito che sia cosi.

  • helga marsala

    didattica, archivio storico, presente. beh nulla di nuovo… è esattamente la formuletta che da anni si usa per descrivere le funzioni di un museo del presente: comunicazione, conservazione, produzione. una cosa ormai assodata. la suggestione del museo-chiesa non ho ben capito come si leghi e quali nuove prospettive fornisca…

    • LorenzoMarras

      Carissima Helga, provo ad interpretare Luca.
      Forse ha pensato al binomio Museo e Chiesa come luoghi astratti in cui il tratto di unione sarebbe costituito da una sorta di “devozione” verso le cosita’ in esso ospitate.
      Visto in questi termini “l’arte” o perlomeno quella pensata come tale, non sarebbe niente altro che un innocua formula a cui ogni abitudine non saprebbe fuori uscire.

      Potrebbe essere questa la ragione . Potrebbe.

      Buona serata Helga.

      • Caro Lorenzo, e’ certo che, quello che tu indichi, potrebbe essere il motivo della suggestione chiesa-museo di cui chiede Helga Marsala. Quello che io mi permetto di chiedere a Luca, invece, e’ di evitare d’infarcire di suggestioni e di “voli pindarici” i suoi “dialoghi” a venire, per evitare di cadere nello stesso errore in cui e’ caduto nel caso di Cattelan : trasformare un’intervista potenzialmente interessante in un “dialogo tra sordi” molto simile ai dialoghi di Jonescu in cui, partendo da un “attacco” conseguente all’intervento precedente, ciascuno, per altro, va avanti esponendo quanto gli passa per la mente, ignorando totalmente, nella sostanza, la domanda che gli era stata rivolta.
        Ciao, buona serata

  • @Helga: la domanda che hai letto è l’innesco di un dialogo, non la soluzione. Le tre finalità sono allo stato delle cose, non sono inedite. Bisogna capire se cambiare queste finalità o cambiare il loro raggiuntimento. Io ho, a riguardo, un’idea abbastanza precisa.

    Gli spettatori entrano nel museo alla ricerca di cosa? Soluzioni, sorprese, risposte? Mi sembra che tutto nel museo faccia pensare ad un tempio religioso. La ritualità, il silezionio, gli operatori come sacerdoti (artisti, curatore) o sacrestani (guardiani). Ma ripeto, è solo una suggestione..non fermiamoci a questo.

  • Per coloro che non possono essere a Bolzano:
    leggete L’INVERNO DELLA CULTURA DI JEAN CLAIR penso sia il caso di rifletterci.
    E per i giovani, meno chiacchiere e più fatti.