I livelli stratosferici di Banca Intesa: è già una realtà la sezione Ottocento delle Gallerie d’Italia a Piazza Scala. Finalmente una Milano che primeggia

Un crash spazio-temporale più marcato difficilmente si potrebbe dare. Mentre a Torino si celebra l’arte super-contemporanea (e anche futuribile, basti pensare allo Share Festival), nelle stesse ore, pochi chilometri più in là, a 55 minuti di treno, si naviga indietro di qualche secolo. A Milano si glorifica infatti l’Ottocento, con l’inaugurazione della prima “tranche” delle Gallerie […]

Un interno delle Gallerie d'Italia

Un crash spazio-temporale più marcato difficilmente si potrebbe dare. Mentre a Torino si celebra l’arte super-contemporanea (e anche futuribile, basti pensare allo Share Festival), nelle stesse ore, pochi chilometri più in là, a 55 minuti di treno, si naviga indietro di qualche secolo. A Milano si glorifica infatti l’Ottocento, con l’inaugurazione della prima “tranche” delle Gallerie d’Italia a Piazza Scala, i musei di Banca Intesa, per capirci meglio. Grande mobilitazione all’inaugurazione, questa mattina, tutto pare ad una prima veloce visita tenuto su livelli di qualità altissimi: a cominciare dalla – anzi dalle – location, due palazzi storici affiancati, il settecentesco Palazzo Anguissola e l’adiacente Palazzo Brentani, rielaborato nell’Ottocento, ai quali si affiancherà nella primavera del 2012 la storica sede della Banca Commerciale Italiana in piazza della Scala, che ospiterà la nuova sezione delle Gallerie e vedrà esposta una selezione di opere del Novecento. Altissima qualità che si percepisce nella collezione, che poi è quel che conta, con quasi duecento opere dell’Ottocento italiano, in particolare lombardo, 135 appartenenti alla collezione della Fondazione Cariplo e 62 a quella di Intesa Sanpaolo. E grande attenzione anche negli “accessori”, come il lussuoso catalogo cartonato.Un percorso espositivo di quasi 3mila mq, curato da Fernando Mazzocca negli spazi ricavati da Michele De Lucchi, un percorso museale di ampio respiro, con capolavori di maestri che partono da Canova fino a Induno, Hayez, Zandomeneghi, Signorini, Segantini, Morbelli, Previati, Sartorio. Ci sarà ampiamente modo per tornare a parlarne, con recensioni e riflessioni: intanto, calatevi nell’atmosfera dell’opening, con le foto appena montate…

– Massimo Mattioli

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Annalisa

    L’ho vista ieri. Stupenda!!!

  • SANDRA

    Nel centro di Milano…. Milano ha fatto centro ….. bella, molto bella!!!!