Fine novembre, succede in Via Crispi, a Roma. Un nuovo museo, o uno spazio disponibile che pare fatto apposta per una galleria. Tutto sotto l’occhio del dirimpettaio Gagosian

Grandi sommovimenti nella romana Via Francesco Crispi. Come dite, come dite? La centralissima strada (siamo equidistanti tra Quirinale, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna) dedicata allo storico capo del governo dai magniloquenti baffoni vi dice qualcosa? Beh, è ovvio che sia così: da qualche anno qui ha sede la branch capitolina della galleria di […]

Lo spazio libero vicino a Gagosian, a Roma

Grandi sommovimenti nella romana Via Francesco Crispi. Come dite, come dite? La centralissima strada (siamo equidistanti tra Quirinale, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna) dedicata allo storico capo del governo dai magniloquenti baffoni vi dice qualcosa? Beh, è ovvio che sia così: da qualche anno qui ha sede la branch capitolina della galleria di Larry Gagosian. Ma qualcosa si sta muovendo e non sono solo le sempiterne auto in sosta abusiva sul marciapiede che sovente impediscono anche l’accesso alla big gallery del mercante armeno.
Qui, tra una settimana, riaprirà dopo anni e anni di chiusura la “Gam” romana, la Galleria Comunale d’Arte Moderna dedicata al meglio del Novecento capitolino (Mafai, Pirandello oltre al celeberrimo cardinale di Scipione, per capirci…), di cui il Macro nacque come costola. La galleria inaugurò in questo edificio – un ex convento – nel 1995, nel 2003 chiuse per restauri e ora, dopo 8 anni, riapre al pubblico in uno spazio che comunque rimane angusto e inadeguato e che sogna successivi allargamenti magari nel vicinissimo deposito dei rifiuti (sì, in pieno centro, che volete farci…) che sarebbe perfetto per uno sviluppo che garantisca all’area anche posteggi interrati e servizi. Insomma, nella “next door” a monte di Gagosian aprirà venerdì 18 novembre un nuovo museo.
Ma visto che ci appassionano le cose del real estate e ci pare stranissimo che la presenza della galleria più potente del mondo non abbia creato sommovimenti nei dintorni, proviamo a segnalare, questa volta nella “next door” a valle, un chiarissimo cartello che pare un invito a gallerie e fondazioni nel posizionarsi da queste parti. Dunque, chi si aggiudicherà i 230 mq di openspace attaccati allo Squalo?