End in nation. Compleanno in viaggio, la galleria Studio Dieci di Vercelli festeggia quarant’anni fra Italia e Germania

Contrariamente a quanto sembra evocare il titolo, End in nation non riguarda la fine, ma l’inizio di un luogo possibile. Le esperienze di Studio Dieci, galleria vercellese che compie quarant’anni, si incontrano e si fondono in una mostra migrante che, proprio da Vercelli, dallo scorso 15 ottobre, è in viaggio tra il nord d’Italia e […]

Eliana Frontini

Contrariamente a quanto sembra evocare il titolo, End in nation non riguarda la fine, ma l’inizio di un luogo possibile. Le esperienze di Studio Dieci, galleria vercellese che compie quarant’anni, si incontrano e si fondono in una mostra migrante che, proprio da Vercelli, dallo scorso 15 ottobre, è in viaggio tra il nord d’Italia e la Germania (Bad Herfled). Undici artisti espongono le proprie installazioni dando vita di volta in volta a nuove narrazioni che, fuse con lo scenario che le accoglie, si modificano, si arricchiscono in itinere. Ora il progetto fa tappa – fino al 20 novembre – nella Ex Chiesa delle Grazie di Villafranca Piemonte, dove le opere si caricano di un misticismo dettato dalla particolarità e dalla storia del luogo.
Me la faccio a mano del giovane Massimo Spada è un nucleo di maglie di lana realizzate secondo il tradizionale tricotage, mentre Wonderehad, di Valter Luca Signorile, riflette sul caos e la rigidità matematica ispirata alla cabala attraverso la messa a punto di neon sostenuti da aste per microfono azionati da un alternatore. Se l’opera di Robert Gligorov riflette sulla morte attraverso una nuova forma di vanitas, Eyewash (Collirio) di Orietta Brombin comprende dispositivi per lo sguardo che richiamano la purificazione della visione. Un insieme di catini in acciaio, chiusi con fotografie retroilluminate, suggeriscono una sorta di abluzione, un bagno rituale che, libero da connotazioni religiose, invita a vedere l’arte e l’esperienza estetica con occhi nuovi.

– Claudio Cravero

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.