Dopo la protesta, la proposta. Si struttura a Roma la Consulta per l’Arte Contemporanea. Parte la campagna di tesseramento, così finalmente anche il settore potrà avere la sua lobby

Emerse nel clima di mobilitazione che invase Roma all’indomani del licenziamento di Luca Massimo Barbero dalla direzione del Macro, e che poi ebbe gemmazioni in altri ambiti, allargando la fronda anti-amministrazioni dall’arte contemporanea – ad esempio – allo spettacolo, con la lunghissima occupazione del Teatro Valle. Dopo un primo momento di fervore, e con l’arrivo […]

Emerse nel clima di mobilitazione che invase Roma all’indomani del licenziamento di Luca Massimo Barbero dalla direzione del Macro, e che poi ebbe gemmazioni in altri ambiti, allargando la fronda anti-amministrazioni dall’arte contemporanea – ad esempio – allo spettacolo, con la lunghissima occupazione del Teatro Valle.
Dopo un primo momento di fervore, e con l’arrivo al museo del nuovo direttore Bartolomeo Pietromarchi che pare raccogliere il gradimento dell’ambiente, la Consulta per l’Arte Contemporanea di Roma – di questo si parla – sembrava aver esaurito molte delle energie che l’avevano sulle prime animata. Al contrario, dopo un periodo di riflessione che magari è servito a metabolizzare ragioni fondative ed obbiettivi, nasce ora l’Associazione per la Consulta permanente per l’arte contemporanea – Roma, passaggio strutturale necessario per giungere all’elezione annuale della Consulta permanente.
L’organismo sarà costituito da sei delegati effettivi e altrettanti supplenti, che rappresentano diverse competenze e aree di intervento, dagli artisti ai curatori e critici, galleristi, collezionisti, fondazioni e associazioni no profit, università e accademie.
Gli obbiettivi dichiarati della Consulta sono quelli di “contribuire alla funzione di indirizzo nelle politiche pubbliche relative all’arte contemporanea e svolgere un ruolo di controllo dell’efficace attuazione delle stesse, esprimendo pareri, promuovendo lo sviluppo di un pubblico dibattito su temi rilevanti e formulando proposte in materia”. Insomma, finalmente fare una sana attività di lobbing. Dal 24 novembre è aperto il tesseramento all’associazione, che potrà esser fatto presso le sedi indicate sul sito www.consultaartecontemporanea-roma.org (ancora non online ma presto attivo) e negli appositi punti predisposti in occasione di eventi pubblici, come le inaugurazioni del Maxxi del 30 novembre e del Macro del 1 dicembre. Con quote associative annue pensate in funzione della massima partecipazione, e quindi fissate in soli 5 euro per Socio ordinario e 3 euro per Socio studente. I soci dell’Associazione potranno esercitare diritto di voto attivo e passivo per le elezioni della nuova Consulta, in carica per tutto il 2012, che si terranno nella seconda metà di dicembre in data e luogo che saranno annunciati a brevissimo.

[email protected]

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Il punto è che non c’è pubblico per l’arte contemporanea. O meglio c’è un pubblico fatto di cartone: una finzione simile al Papa di Nanni Moretti, nella scena in cui la guardia svizzera deve simulare la presenza del Papa nelle sue stanze.

    Quindi la pressione sulle istituzioni politiche la vedo molto difficile, soprattutto perchè in italia fa più status sociale l’aperitivo con le veline che l’opening di arte contemporanea.

    Quindi si tratta solo di comuniare e stimolare interesse e passione allo spettatore. Il cinema d’essai ha milioni di spettatori che dopo un film non sentono il bisogno, o non devono, mettere mano ad una cinepresa o fare gli attori. Il pubblico “dell’arte contemporanea” è fatto in massima parte da addetti ai lavori, loro amici e qualche cuorioso distratto. Fino a quando non si prende atto di questo e si finisce di pensare che ci sia un pubblico VERO, non si leverà un ragno da un buco.

    lr
    http://whlr.blogspot.com/

  • babajaga

    Concordo con W., assolutamente!