Crescendo leonardiano. Inaugurata alla Reggia di Venaria la grande mostra, c’è anche il famoso autoritratto. E c’è anche la gallery di Artribune…

Riappropriarsi del passato, come ribadisce il presidente Napolitano, rendersi conto dell’immensità di ciò che si possiede, fare un passo indietro per riflettere su quanto bisogna investire per proteggere il nostro patrimonio, unico al mondo. Ecco in sintesi il concept della mostra su Leonardo alla Reggia di Venaria, che si presenta come l’apice dei festeggiamenti per […]

Riappropriarsi del passato, come ribadisce il presidente Napolitano, rendersi conto dell’immensità di ciò che si possiede, fare un passo indietro per riflettere su quanto bisogna investire per proteggere il nostro patrimonio, unico al mondo. Ecco in sintesi il concept della mostra su Leonardo alla Reggia di Venaria, che si presenta come l’apice dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. Un evento carico di aspettative e di dubbi sull’opportunità di mettere a rischio capolavori dal valore inestimabile, e che ha mobilitato varie Direzioni Regionali, il Ministero per i Beni Culturali, il Politecnico di Torino, la Biblioteca Reale, molte istituzioni italiane e internazionali. Che hanno contribuito con il prestito delle 60 opere che circondano i preziosissimi otto disegni del genio del Rinascimento, a creare l’atmosfera che cattura il visitatore all’ingresso delle Scuderie Reali e lo accompagna in una mostra sorprendente nei contenuti e nell’allestimento.
Equilibrato insieme di opere video alternate a marchingegni strutturali in grande scala, presentati ieri – nella serata inaugurale, che vedete nella ricchissima fotogallery sotto – da Piero Angela, che insieme ai carabinieri del Ris ha ricostruito con un’operazione “ a rebour” il volto di Leonardo in gioventù, che amplifica e scannerizza il celeberrimo autoritratto. Un’occasione per conoscere e ascoltare uno dei massimi esperto di Leonardo, Carlo Pedretti, e le sue osservazioni sui rimandi ai disegni meno noti conservati in importanti collezione estere. Ed a creare lo straordinario percorso in successive sezioni è arrivato il mago dell’allestimento Dante Ferretti.
Presenti in mostra anche opere di artisti contemporanei come Warhol e Duchamp, con la sua nota Monna Lisa “alterata” e varie moderne interpretazioni dell’Ultima Cena che si confrontano con l’opera originale fruibile attraverso una grande installazione video proiettata sulle pareti iuvarriane.

– Barbara Reale

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Barbara Reale
Barbara Reale è architetto (laurea e abilitazione presso il Politecnico di Torino), docente, e cultrice di filosofia e critica in ambito architettonico ed artistico. Da sempre ha affiancato all’attività nel campo dell'allestimento e della progettazione l’impegno nella didattica specializzandosi nell’approfondimento delle energie alternative e dello sviluppo sostenibile. Ha collaborato con la Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino (2001-2004) in qualità di consulente didattica e docente per corsi di formazione post-laurea. Nel 2004 ha fondato Relentless Project, società specializzata in didattica museale multidisciplinare (arte, architettura, cinema). Ha collaborato con varie testate nazionali di arte ed architettura. E’ attualmente docente di Storia dell’Arte e Tecnologia. Dal 2011 fa parte della redazione di Artribune.