Bello per un giorno. A Roma arriva Ian Tweedy per il terzo Step di Spirito Due, a Santo Spirito in Sassia. Ma ci sono le foto e il video-blitz con Ludovico Pratesi

Era Ian Tweedy il protagonista del terzo e ultimo appuntamento di Spirito Due, un progetto ideato e curato a Roma da Valentina Ciarallo, promosso da Giubilarte Eventi in collaborazione con Enel. Per il quale gli artisti invitati sono chiamati a confrontarsi con l’antico e a misurarsi con lo spazio del Complesso Monumentale di Santo Spirito in […]

Era Ian Tweedy il protagonista del terzo e ultimo appuntamento di Spirito Due, un progetto ideato e curato a Roma da Valentina Ciarallo, promosso da Giubilarte Eventi in collaborazione con Enel. Per il quale gli artisti invitati sono chiamati a confrontarsi con l’antico e a misurarsi con lo spazio del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, magnifica location eletta per l’iniziativa. Ogni intervento artistico trova svolgimento in un lasso di tempo limitato, qualche ora al massimo, assumendo così una forma prevalentemente performativa. La cura di ciascun evento è condivisa tra l’ideatrice e il direttore di un museo di arte contemporanea. Dopo Anna Mattirolo e Giacinto Di Pietrantonio, è stata la volta di Ludovico Pratesi che spiega la painting performance di Ian Tweedy nel video-blitz qui sotto.

L’artista americano, con un passato da graffitista, ha trasformato la grande parete della corsia ospedaliera del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia in un vero e proprio “libro aperto” – come lo ha definito Valentina Ciarallo – dove si avvicendano “tracce del proprio passato, ricordi personali, suggestioni di vita, raccolti in un personale archivio di immagini” che entrano a far parte, in tempo reale, di una painting performance.
Con Retracing my steps – questo il titolo dell’opera – Tweedy “ripropone al pubblico, ma prima di tutto a se stesso, una situazione rivissuta in presa diretta, un hic et nunc dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità per dare vita a un tempo circolare” – per usare le parole di Ludovico Pratesi, contenute nel testo in catalogo. “Le esperienze vissute in maniera clandestina da street artist si trasferiscono così in un territorio sospeso al di là della memoria, come una sorta di docufiction”.
Un’operazione che potrebbe definirsi “un atto di guarigione, di pulizia – dice l’artista alla Ciarallo in un’intervista – non che ci sia qualcosa di sbagliato in quello che ho fatto, ma c’è sempre un bisogno di andare avanti riconciliandosi con il passato”.

Spirito Due ha visto finora la partecipazione di Wilfredo Prieto e Christian Jankowski, preceduti nella passata edizione, Spirito, curata a quattro mani da Valentina Ciarallo e Pier Paolo Pancotto, da Francesco Simeti, Mat Collishaw, Artur Duff, Matthieu Laurette, Domenico Mangano, Stefano Arienti, Vedovamazzei e Cyprien Gaillard.

– Anna Saba Didonato

  • fmi

    e quando si arriva all’ autocitazione significa che si è già alla frutta … laconico moderno saltinbanco di un sistema incapace di decifrare il divario tra produzione culturale e arredamento

  • yawn

    e quando nei commenti si leggono solo critiche rosicone al “sistema” da parte di quelli che vorrebbero farne parte ma ne sono esclusi, si è oltre l’ammazzacaffè.
    strano che quelli che lavorano seriamente non si trovino mai a commentare articoletti come questo qui sopra. forse hanno di meglio da fare.