Bacinella o opera d’arte? La signora delle pulizie del museo di Dortmund alle prese con il confine tra arte e non arte. E ci rimette Martin Kippenberger…

Certo è che se crocifiggi una rana, prima o poi la giustizia divina se la prende pure con il tuo lavoro. Succede a Dortmund, dove una donna delle pulizie ha rovinato irrimediabilmente una scultura di Martin Kippenberger, il provocatore della rana crocifissa, appunto, facendo sparire il contenuto in gesso di una bacinella di gomma nera, […]

Certo è che se crocifiggi una rana, prima o poi la giustizia divina se la prende pure con il tuo lavoro. Succede a Dortmund, dove una donna delle pulizie ha rovinato irrimediabilmente una scultura di Martin Kippenberger, il provocatore della rana crocifissa, appunto, facendo sparire il contenuto in gesso di una bacinella di gomma nera, parte di una scultura in legno alta due metri e mezzo. La dipendente dell’Ostwall Museum si è giustificata dicendo che pensava che la patina in gesso non fosse altro che spazzatura. Qualcosa di già visto ampiamente in passato, a cominciare da quell’imbianchino che tinteggiò accuratamente una parta di Marcel Duchamp esposta in un museo…
I tecnici del museo sono già al lavoro per definire l’entità dei danni, ma attualmente pare che l’opera sia definitivamente compromessa. Dal momento che la scultura, intitolata Wenn’s anfaengt durch die Decke zu tropfenper (“Quando incomincia a gocciolare dal soffitto”), era stata valutata per qualcosa come 800mila euro, la donna ora rischia di dover pagare la stessa cifra per i danni causati da un eccesso di scrupoli.

Alessandro Marzocchi

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • danny1

    sono sicuro, o lo spero vivamente, che Martin Kippenberger non farà MAI pagare questi 800 mila euro alla signora. se così fosse indigniamoci tutti. ma tutti.

    • Sicuramente Martin Kippenberger (che e’ morto nel 1997) non glieli fara’ certo pagare ma il Museo (o meglio la compagnia assicuratrice che rifondera’ il danno al Museo) non saprei proprio ….

      • Francesco

        cmq l’opera d’arte non era del museo ma di un privato che aveva prestato l’opera

        • Cristiana Curti

          E quindi, poiché sarà stata assicurata dal Museo richiedente per tutta la durata del prestito (da chiodo a chiodo), il privato sarà risarcito dall’Assicurazione del Museo.

  • Frida

    Evviva il copia-incolla!!!

  • Dieffee

    Martin Kippenberger è morto

    • Dieffee

      In risposta a danny1

      • danny1

        grazie dieffee…senza alcuna vergogna può capitare che non si sappia della scomparsa di una persona. lo scambio e il dialogo sono fondamentali. grazie davvero. peccato solo il solito tono da maestrini che vi accaparrate su questo portale.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Non è morto Kippenberger ma l’arte degli errori..

  • angelo bellobono

    Martin Kippenberger e come lui molti altri, artisti che tutti coloro che operano nell’arte con varie funzioni dovrebbero conoscere, per evitare di postprodurre le stesse cose con arroganti o ignoranti appropiazioni, o far pessime figure di fronte ad opere del minimalismo californiani anni 70 viste a NY e non riconoscendole affermano ..ma dai sono cose che tanti giovani artisti già fanno…( parole di curatori e giovani artisti in carriera nella grande mela )….Questo è il problemma maggiore del sistema arte di oggi

  • hm

    io una volta al mart sono inciampato in un gomitolo di non so cosa (forse nylon) che sarebbe stata un’opera d’arte in mezzo alla sala e l’inserviente mi ha quasi aggredito bofonchiando frasi irripetibili, poi ha iniziato a squadrarmi ovunque mi muovessi e da quel momento mi sono fermato per un quarto d’ora impassibile a 15 centimetri da ogni crosta attaccata al muro per farla innervosire ai massimi livelli . dopo ogni fermata estatica la guardavo lungamente ma non ha più osato avvicinarsi poveretta .

  • Angelov

    Ho lavorato come Guardiano in un Museo, in un periodo della mia vita, e Vi assicuro che essere a contatto con una Istallazione o Opera d’Arte per 8 ore di seguito è diverso che guardarla o usufruirne per 5 minuti. Vi consiglio di chiedere anche il parere personale di questi umili addetti ai lavori prima di emettere un giudizio estetico. Può veramente riservare delle sorprese.

  • Maddalena

    il caso di Dortmund mi senbra mettere in evidenza il nocciolo della questione, il vero problema del “sistema arte” oggi, cioé lo stesso dei crolli a Pompei: la conservazione dei patrimoni d’arte richiede più alte attenzioni e competenze nella valutazione di rischi, pericoli e situazioni che possono provocare danni irreparabili
    spero che se alla povera signora delle pulizia venga fatta pagare anche la benché minima penale tutti gli “addetti ai lavori” insorgano… e seriamente!!!!
    perché se c’è responsabilità mi sembra sia di chi tra le sue prestigiose mansioni (credo anche ben remunerate…) ha anche quella meno “nobile”, ma fondamentale, di istruire bene su cosa fare e cosa NON fare le persone addette a vigilare, tenere in ordine e puliti gli spazi espositivi ma che (proprio anche per lo stipendio e compenso che prendono…) non sono tenute a distinguere tra opere d’arte e croste e incrostazioni

  • Davide

    Concordo in pieno con il commento di Maddalena. La responsabilità della tutela e conservazione delle opere in nessun museo del mondo è demandato al personale di pulizia delle sale. Qualcun’altro doveva essere li o comunque aver indicato in precedenza alla signora cosa fare e dove farlo. Chiederle un risarcimanto dei danni sarebbe ridicolo e umiliante.

    • SAVINO MARSEGLIA (critico d’arte)

      COME TUTELARE I FETICCI CONTEMPORANEI

      Già, la tutela di feticci contemporanei sempre più soggetti all’usura del tempo e agl’attaccchi indiscriminati di gente ignorante è diventato un vero grattacapo per molti direttori e conservatori di musei.

      Consiglio di chiamare in vita gli abili imbalsamatori egiziani, i quali, in tecniche di mummificazione di feticci ertano maestri indiscussi.

  • antonio

    La signora delle pulizie doveva buttare nella spazzatura tuttta l’installazione non solo il pezzo di gesso

  • nanni barbero

    Quando comincia a gocciolare dal soffitto si consiglia spendere gli euro per aggiustare il tetto