Imparare l’arte contemporanea, al Macro di Roma parte il ciclo di incontri ABContemporary – The Update Meeting

Introduzione ai linguaggi dell’arte: la storia e il recente passato. È questo il tema dell’incontro – protagonista Paola Ugolini – con il quale prende il via a Roma, nella Sala Conferenze del Macro, ABContemporary – The Update Meeting, un ciclo di seminari e workshop ideato dall’associazione Arteprima per “avvicinare la gente all’arte e l’arte alla […]

La sala conferenze del Macro, sede del ciclo di incontri ABContemporary

Introduzione ai linguaggi dell’arte: la storia e il recente passato. È questo il tema dell’incontro – protagonista Paola Ugolini – con il quale prende il via a Roma, nella Sala Conferenze del Macro, ABContemporary – The Update Meeting, un ciclo di seminari e workshop ideato dall’associazione Arteprima per “avvicinare la gente all’arte e l’arte alla gente, attraverso incontri diretti con i protagonisti del sistema dell’arte”.
L’avvento del contemporaneo, La Fotografia, Il valore economico e sociale dell’arte contemporanea, Il mercato dell’arte contemporanea, Comunicazione ed editoria nell’arte: questi i temi che si svilupperanno in sessioni programmate fino a febbraio 2012, con interventi di docenti, curatori, professionisti nel campo dell’arte e della comunicazione culturale come Michele Trimarchi, Ludovico Pratesi, Daniele De Luigi, fino agli stessi promotori Francesco Cascino, Federico Palazzoli, Massimiliano Tonelli. Già, il direttore di Artribune, che infatti compare fra i promotori del progetto assieme a Macroamici, Studio Pesci e Acc&Partners.

Primo appuntamento: sabato 12 e domenica 13 novembre 2011
Via Nizza 138, angolo Via Cagliari – Roma
www.arteprima.org

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Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Spero che Artribune Television copra adeguatamente l’evento … anche per i poveri lettori lontani ed impediti a partecipare!!!

  • L’idea della sala conferenze è già di per se un errore. Anche se il tema è caldo e giusto. E questi “professionisti” che formazione anno per parlare ad un pubblico? Questi eventi sembrano un po’ il modo per mettersi la coscienza a posto nei confronti di un pubblico totalmente assente in italia, se togliamo gli addetti ai lavori e i curiosi.

    Penso ai recenti fatti del Festival di Faenza; ottima intuizione ma incapace di stabilire un rapporto con il pubblico…

    Cy Twombly : ( silenzio )
    “La gente non vuole più fare il pubblico, né l’allievo, vuole entrare nella cosa, ossia sente che c’è già dentro.”

    • federico

      Fantastico, la solita scena: da una parte chi rischia, chi lavora, chi si spende, chi ci prova. Chi propone un progetto e cerca di realizzarlo. E magari sbaglia, ma si mette in gioco con il fare. Dall’altra l’orchestra, immancabile, dei soloni. Si riconoscono bene perchè sanno parlare ma sembra sappiano fare bene solo quello: e parlano subito, prima ancora di capire, di approfondire, di sperimentare. Ai soloni basta leggere una notizia per trasformarla in sapiente scienza del loro sapere. E spenderla mistificandola come il pensiero della gente. I soloni sanno, ma non fanno. Federico

    • paola

      E questi “professionisti” che formazione anno … ??? HANNO: qui manca proprio l’ABC!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      I GRILLI PARLANTI DELL’ARTE E DELLA CULTURA ITALIOTA !!!

      I grilli parlanti dell’arte italialiota, sono conosciuti solo in Italia da un esiguo pubblico dell’arte, (nel mondo ve ne sono 100.000 di specie) per il loro canto diversissimo l’uno dall’altro, che essi producono per mezzo di un apparato stridulante complesso che richiama una quantità di pubblico ad ascoltarli.

      I grilli parlanti italiani, ( i cosiddetti maestri di arte contemporanea) cantano all’unisono tutti allo stesso modo: una melodia che piace tanto a pochi addetti ai lavori che è ormai abituato a questo monotono canto.

      Ogni tanto i grilli parlanti, assieme al minuto pubblico, (per non annoiarsi) si danno appuntamento sull’erba grassa in qualche cimitero dell’arte, scampato all’alluvione.

      Il canto di questi grilli parlanti, varia nel numero degli impulsi, nell’intensità e nel ritmo a seconda degli assetti politici, economici, finanziari che cambiano spesso all’interno del sistema cimiteriale dell’arte italiota. Quelli più furbi e più forti, non perdono tempo ed emettono subito, richiami forti di accoppiamento con questi nuovi assetti…

      Quelli più deboli, emettono un suono di disperazione…, mentre quelli più grossi, grassi (i grulloni) emettono un suono discordante di guerra e passano al combattimento per farsi spazio e allontanare gli altri grilli da appettiti di potere.

      E’ una guerra fradicita che si fanno fra di loro per conquistare la pagnotta, mentre i servili ed impotenti seguaci, cercano di tifare, ora per per l’uno o per l’altro schieramento di grilli.

      Alla fine si schierano sempre con quelli che vincono. Ma ci sono anche grilli che cantano in libertà, sono voci isolate che precedono il coro di tanti grulloni.

      • Mario, Torino

        Bravo Savino, condivido in pieno,

  • L’idea della sala conferenze è già di per se un errore. Anche se il tema è caldo e giusto. E questi “professionisti” che formazione hanno per parlare ad un pubblico? Questi eventi sembrano un po’ il modo per mettersi la coscienza a posto nei confronti di un pubblico totalmente assente in italia, se togliamo gli addetti ai lavori e i curiosi.

    Penso ai recenti fatti del Festival di Faenza; ottima intuizione ma incapace di stabilire un rapporto con il pubblico…

    Cy Twombly : ( silenzio )
    “La gente non vuole più fare il pubblico, né l’allievo, vuole entrare nella cosa, ossia sente che c’è già dentro.”

  • Gentile Whitehouse, la decadenza di questo maledetto periodo storico dipende esattamente dalla mancanza di conoscenza. L’assunzione della quale passa dalla lettura, dall’aggiornamento, dalla frequentazione attenta delle fonti di approvvigionamento, tra le quali la Rete.

    Ed è in Rete che troverà i curriculum dei docenti di ABC; tutti professionisti con i RISULTATI all’attivo, nelle scelte e negli orientamenti, e TUTTI bravissimi animali da aula, con la passione e la generosità per saper condividere i propri know how.

    Non si riduca alla stregua di ministri e menestrelli che invadono le nostre vite senza sapienza. E senza aver adeguatamente controllato le informazioni, prima di aprire bocca….. Fa del male a se stesso e alle nuove generazioni che osservano l’esempio di quelli che loro, a volte sbagliando, ritengono i maestri.

    Senso di responsabilità prima di tutto, anche se si hanno delle frustrazioni…

    Adesso andiamo al lavoro.

    Saluti,
    Francesco Cascino

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      esattamente francesco cascino, “sono bravissimi animali da aula” con la volontà di diffondere la cultura dell’arte contemporanea (per modo di dire) ad una ristretta cerchia di persone che frequentano la solita aula.

  • Daniele

    Certi commenti sono incomprensibili, ci si lamenta che manca il pubblico dell’arte, che manca la formazione, e quando qualcuno lo fa ci si lamenta lo stesso. Se per farlo si deve poi chiamare professionisti tra virgolette persone come un Trimarchi o un Pratesi..

    • SAVINO MARSEGLIA (VIRUS)

      Daniele, cosa dobbiamo fare? Ci dobbiamo inchinare con rispetto e con profonda riconoscenza davanti ai meriti di questi professionisti che hanno studiato come diffondere l’arte e la cultura ad un pubblico che non c’è?
      Poichè quasi sempre non ci riescono, allora si rifugiano come monaci nel convento dell’arte.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Daniele, è ormai acquisito che la conoscenza dell’arte non è un percorso univoco verso verità. Quindi è ragionevole ritenere che non esiste professionista dell’arte, assolutamente neutrale…, quando si affrontano teorie artistiche, spesso tagliate su misura per alcuni gruppi piuttosto per altri.

  • LorenzoMarras

    Non me voglia Cascino ma colgo nel suo discorso un approccio, squisitamente specialistico, che si…. , chiaro, …. potrebbe soddisfare le esigenze conoscitive delle “realta’” ma non andare oltre e limitarsi a prendere solo atto delle rovine.

    Senso di responsabilita’ è un sintagma oggi molto di voga e pronunciarlo di per se non equivale ad aprire nuovi orizzonti di vivibilita’.
    Spesso lo si invoca per creare le premesse di nuove forme di obbedienza peggiori di quelle che si vogliono superare.
    Nell’ambito cosidetto “ARTISTICO” sorveglierei con attenzione l’apparente sicurezza di certe formule sopratutto laddove si fa menzione di Know how, in cui l’esperienza suggerisce che è tutto fuorche’, che condiviso.

  • hm

    – la decadenza di questo maledetto periodo storico dipende esattamente dalla mancanza di conoscenza. L’assunzione della quale passa dalla lettura, dall’aggiornamento, dalla frequentazione attenta delle fonti di approvvigionamento, tra le quali la Rete. –

    quindi definitivamente non dalle chiacchiere e il distintivo . gli animali da aula poi dopo un po’ vanno portati fuori a pisciare altrimenti rischiano di farla lì .

  • federico

    Fantastico, la solita scena: da una parte chi rischia, chi lavora, chi si spende, chi ci prova. Chi propone un progetto e cerca di realizzarlo. E magari sbaglia, ma si mette in gioco con il fare. Dall’altra l’orchestra, immancabile, dei soloni. Si riconoscono bene perchè sanno parlare ma sembra sappiano fare bene solo quello: e parlano subito, prima ancora di capire, di approfondire, di sperimentare. Ai soloni basta leggere una notizia per trasformarla un sapiente scienza del loro sapere. E spenderla mistificandola come il pensiero della gente. I soloni sanno, ma non fanno. Federico

  • In bocca al lupo agli organizzatori e ai relatori di questa nuova e interessante iniziativa… un bravo a Federico per aver detto ciò che dovrebbe diventare un manifesto programmatico di questo spazio destinato al commento… per fortuna i soloni restano tali e si alimentano della propria inconsistenza pratica, mentre lasciamo la consistenza della pratica a tutti coloro che si mettono in gioco, rischiando in prima persona, provando percorsi, aprendo strade su cui far camminare la conoscenza…

    • SAVINO MARSEGLIA (storico dell’arte)

      I BARONI DELL’ARTE CHE PASCOLANO NEL GIARDINO DELL’ARCADIA !!!!
      In bocca al lupo agli organizzatori del circo dell’arte, o in misura minore al giardino delle delizie nell’ARCADIA DELL’ARTE. Lo scopo è quello di diffondere l’arte dell’addomesticamento di grulli canterini, lasciati fuori dai cimiteri dell’arte d’elite. Questa volta Il metodo d’insegnamento dell’arte è comletamento diverso da quello praticato nelle cliniche dell’arte, da quello praticato nei cimiteri dell’arte, da quello praticato nelle accademie militari dell’arte o da quello praticato sui saggi ciuchini, quelli più familiari, come; i baroni bucoloci di memoria crociana che pascolano beati nel giardino dell’ARCADIA.

  • Cristiana Curti

    @Federico: molti soloni (i più) non sanno né parlare né di cosa parlare.
    @hm: indica tu come fare per aumentare l’interesse (e la conoscenza) del pubblico più vasto nei confronti dell’arte contemporanea e dell’arte in generale. Se gli animali da aula non vanno bene, gli artisti neppure, gli addetti ai lavori nemmeno, i musei bruciamoli, le accademie disintegriamole, i critici al muro, gli storici dell’arte roba da Ottocento, i libri perché comprarli c’è il web e le sue notizie da quattro righe se va bene, le opere perché vederle tanto idem come supra, le fondazioni sono corrotte, il Privato è solo interessato (=fa solo i propri interessi), il Pubblico è solo inefficiente e ottuso, le fiere d’arte satana vade retro…
    Chi ci rimane? L’eterno “bravissimo ma sconosciuto” (anzi, bravo PROPRIO perché nessuno lo conosce, appena siamo in tre a conoscerlo è già meno bravo), l’uomo qualunque?
    Non ho la minima presunzione di sapere quale sia la strada giusta e sono davvero interessata intorno a un’opinione non da disco rotto di persone preparate e con punti di vista particolari. Quindi la mia richiesta non è affatto polemica.

    • hm

      semplicemente me ne frego del pubblico cara cristiana curti, nel modo più totale . se c’è bene se non c’è va bene lo stesso . inoltre non mi sembra basso l’interesse del pubblico per l’arte in generale, il pubblico in un ambiente non saturato di advertising si avvicina se qualcosa è valido, altrimenti no . ma non vale la doppia implicazione . fine . interessarsi all’arte dovrebbe essere un interesse che nasce a monte . almeno io faccio così per quello che mi interessa e non vedo perchè non dovrebbero farlo anche gli altri . non è detto che qualcosa spinto da tecniche di marketing o divulgazione forzata poi duri nel tempo e anche se dura non è detto che sia di particolare qualità, dipende sempre quali obiettivi ci si pone . secondo me . solo one1 . forse mi interessa roba di nicchia ma il fatto che mi abbiano forzato a leggere manzoni a scuola non mi ha dato molto, a parte qualche quadretto divertente sulla monaca di monza, lucia che va in campagna e don rodrigo con la febbre . sarà come entrare in una chiesa random fra 200 anni . sì i restauri sono belli ma è roba passatista . il giappone ha una tradizione millenaria ma non vive sul passato crea immaginari nuovi . capisco che roma sia un museo all’aria aperta e approvi la divulgazione apostolica ma a me non interessa . tutto ciò che mi interessa l’ho scoperto da solo o emulando altri, non perchè qualcuno me lo diceva . quindi per quanto mi riguarda questo post è un falso problema . in ogni caso questa è solo (solo one1) una mia idea, se altri la pensano e fanno diversamente no problem, che lo facciano . magari portano ingressi e cash in più, come le promozioni di mc donald con la doppia razione di patatine . d’altra parte il know how manageriale di cascino è fatto apposta per le public relations . io amo i prrrr .

      • Cristiana Curti

        Esemplare, lineare e coerente, non c’è il minimo dubbio. E’ per questo che a me hm piace anche quando non sono d’accordo con lui. Si sente che non è moneta fessa. Solo che mi piacerebbe vederlo discutere con una platea più paludata e vedere l’effetto che fa.

  • LorenzoMarras

    cari Federico e Gianluca il Vostro ruolo non è minimamente posto in discussione , anzi, mi auguro ogni “bene” per la Vostra carriera presente e futura e tuttavia, evitate di esporVi inutilmente nel difendere la bastiglia di carta che prima di Voi e con Voi si mantiene .
    Non sta bene tacciare (mi guardo bene dallo scrivere accusare) i prossimi di incosistenza pratica, solo perche’ (come Voi sostenete) non ci si mette in gioco con un obbligatorio “fare” , perche’ altrimenti rischiate di rimanere sempre piu’ soli con Voi stessi e, quando parlo di stare soli intendo proprio e peggio ancora , confortati di questa condizione .

    Vi esorto, NON rendeteci testimoni delle Vostre ferite di inpotenti e prima della “conoscenza” abbiate delle ambizioni piu’ alla Vostra portata, guardate alla Vostra Vita, che è unica e irripetibile.
    Un po’ di gioia ecchediamine altro che conoscenza.

  • hm

    – Solone (Σόλων, Sólon; Atene, 638 a.C. – 558 a.C.) è stato un legislatore, giurista e poeta greco antico.

    Ateniese di nobile famiglia. La sua poesia risente spesso del suo impegno politico.

    Il suo operato ad Atene:

    1. l’abolizione della schiavitù per debiti;
    2. la riforma timocratica o censuaria:
    3. la riforma del sistema ionico di pesi e misure –

    io l’umorismo romano non lo capisco . né mi interessa approfondirlo . in ogni caso buone conferenze, concordo che l’intervento di luca rossi sia incomprensibile visto che ciò che viene proposto in queste conferenze è quello che vorrebbe fare lui dalla mattina alla sera (avvicinare il pubblico all’arte blablabla il pubblico! il pubblico! poi uno che cita twombly ha torto a prescindere) . alla fine mi faceva solo ridere quello che ha scritto cascino per come lo ha scritto .

  • Cristiana Curti

    Concordo totalmente intorno al fatto che coloro che fanno parte del “sistema” forse dovrebbero anche avere un po’ di autoironia e meno lancia sempre in resta. Ma rimane il fatto che molti qui (non nomino nemmeno l’anonimo disco rotto) criticano tutto, tutto senza proporre mai un’alternativa. Che, lo sottolineo perché lo penso, sarebbe ben accetta soprattutto se ben articolata. L’impegno nel fare è per me ancora un valore.

    Sto attendendo il nuovo governo e chissà perché mi aspetto che qualcuno possa cambiare le sorti della nostra cultura (anche se Galan non ha davvero ancora arrotato le unghie e le quattro gags compiute lasciano ancora il giudizio sospeso).
    Forse è bene smetterla di pensare che qualcosa possa cambiare ANCHE dall’alto. Per me che credo profondamente nella necessità di una politica culturale pubblica forte e propositiva (ed educativa, per cui non credo invece ci si possa attendere l’avanguardia più eccentrica o la posizione rivoluzionaria da luoghi pubblici deputati alla didattica, e mi stupisco ancora che qualcuno si stupisca del contrario) è in realtà uno smacco non così facile da inghiottire. Ma la realtà è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.
    Mentre c’è chi si lamenticchia di questioni marginali, è la nostra civiltà letteraria, documentale, archeologica, artistica, intellettuale che va a rotoli. E non è colpa della Finanza che ora (e prima no?) è il diavolo, ma solo colpa nostra.
    La cultura artistica italiana non soffre per titoli tossici fatti acquistare proditoriamente all’ingenuo risparmiatore, ma per l’indifferenza e la consuetudine colpevole degli italiani. Le leggi devono essere modificate, la dedizione e la selezione devono essere massime e nessuno è interessato a porre in essere questi pochi semplici obiettivi che cambierebbero di colpo le sorti di un “pianeta” malato se non moribondo.

    • Cristiana Curti

      … “consuetudine colpevole a questa”… mi scuso

  • Fausto

    Finalmente un’iniziativa a favore della cultura e della conoscenza, finalmente persone serie che si sbattono, ci mettono la faccia e tutto il loro impegno…nessuna apertura di credito a priori, il risultato è da verificare, ma senza preconcetti e solo DOPO AVER PARTECIPATO. Le professionalità oggettivamente ci sono, verificabili in rete, l’entusiasmo e la voglia di fare anche, alla faccia di chi critica senza sapere e senza mettersi in gioco. Mi aspetto commenti e critiche, anche pesanti ma intelligenti e costruttive, ma soprattutto mi aspetto persone che esprimano la loro idea dopo aver provato direttamente questa esperienza… i soloni non danno alcun valido contributo alla crescita…

  • Signori, via, abbiamo ancora in mente lo sforzo del festival di faenza, saranno incontri diversi??? Non credo, che perchè si capisce dalla scelta dei relatori, perchè si capisce dalla scelta del luogo. Queste sono pericolose modalità per mettersi a posto la coscienza.

    Insieme ad altri operatori sto sviluppando un progetto concreto per ristabilire una relazione con il pubblico; quindi non parlo in termini distruttivi ma costruttivi. Ma non voglio certo mendicare.

    luca rossi

  • Vorrei sottolinerare che spero che funzioni…ma abbiamo già visto come certe formule facciano fatica.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      I SEMI STERILI E LE FORMULE DELL’ARTE !!!

      Queste formule fanno fatica, perché il professore, semina su un terreno poco fecondo o sterile. I coltivatori, muniti di spuntini e appunti spuntati sull’arte agricola del passato del presente e del futuro, cercano con volontà e tanto impegno di preparare nel deserto dell’arte, un cerchio di terra fertile, attorno al professore-seminatore.

      Chiaramente, il professore- seminatore, dopo aver sistemato la sala conferenza di tutti gli accessori necessari al numero di palle, di cerchi di sgabelli, di banchi, di microfoni…, entra autorevolmente nel cerchio di terra da coltivare ad arte…, ma, i semi sparsi nel cerchio di terreno, miracolosamente non crescono ad arte..

      Bisogna proprio dire che la fatica del professore-seminatore non è servito a far germogliare un cavolo di un seme.

  • federico

    Pensate: tutto questo solo perchè qualcuno, che pare faccia ridere quando scrive, si è speso per offrire a chi lo desidera un’opportunità. Quasi come, facendolo, avesse obbligato ognuno di noi a partecipare. ABContemporary – The Update Meeting non credo si proponga di essere una medicina ne un invito rivolto a tutti, ma solo una possibilità in più per coloro che sanno riconoscerla come tale. Tutto quà. Caro Lorenzo, c’è un modo per riconoscere i Soloni: reagiscono, possibilmente con l’offesa, se qualcuno osa mettere in discussione il loro sapere. Di gioia ne avranno tanta, ma in quanto a conoscenza è importante che quella degli altri possa risultare a tutti inferiore alla loro. A me, che pare non abbia il dono ne dell’una ne dell’altra, rimane la consolazione dell’impotenza, riconoscimento che mi gratifica tanto quanto sapere come si scrive “soprattutto”.

    • LorenzoMarras

      Carissimo Federico, non vorrei che prendessi cio’ che ti sto per dire come qualcosa di gratuito, solo perche’ si scrive comodamente da casa e senza pericolo.
      Lo so è una vecchia storia, la solita tiritera insomma ma cio’ che avverto da tempo e che chi è seriamente impegnato in un ambito, cosi’ discusso, come quello delle Arti visive si ponga continuamente (lo dico con rammarico) in una insostenibile posizione DIFENSIVA, come se, gia’ in partenza, ci si debba difendere da “qualcosa” o peggio da troppi “qualcuno” .
      I risultati di siffatti comportamento non sono sicuramente lusinghieri in termini di conseguenze, laddove ad esempio, anziche’ a un pacato dialogo si ricorra ad una contrapposizione (facilissima) in cui i confini (non dico di verita’) di sincerita’ intelletuale e di connessa buona educazione (beninteso di tutti gli attori) vanno a farsi benedire.
      Ora , quando leggo il titolo che apre questo articolo ….”Imparare l’Arte Contemporanea al maxi ecc ecc ecc …” di per se, il medesimo non mi offre di impatto nessun apprezzabile stimolo di riflessione poiche’ non è dato percepirne gli ovvi interrogativi che in linea teorica dovrebbero costituire la struttura come ad esempio:
      a) se quella “cosa” chiamata Arte si possa imparare
      b) se si, attraverso quali mediazioni cio’ possa avvenire
      c) e per quali finalita’ , visto che il perimetro discorsivo , a tutt’oggi egemone, è gia’ stato posto al sicuro e sotto tutela (basta dare un occhiata alla merce Cattelan e abbiamo gia’ un chiaro ed esauriente quadretto di non consolabili premesse).
      Bene. A questo punto, Federico, siccome le persone che leggono Artribune possono scrivere cio’ che pensano (incluse le cose che purtroppo non piacciono) mi pare inopportuno che da parte di chi, vuoi perche’ dotato di autorevoli esperienze e vuoi perche’ è coinvolto nel progetto, ricorrere ad una tracciatura dei campi e scavare un solco tra chi è a favore e chi non lo è.
      Io personalmente ho letto il commento di Cascino, che si pone in questa direzione e anche se non conosco verita’ di sorta e non escludo a priori che egli abbia ragione, ti faccio cortesemente NOTARE che comunque il metodo usato è stato scorretto, perche’ ha DIVISO intorno all’argomento e non ha contribuito a svilupparne il dibattito.
      Cio’ la dice lunga sulle premesse implicite che il titolo in se, costituiva il vettore.
      Debbo constatare che anche tu, Federico, ti sei mosso sulla stessa falsariga certo con quella ironia di apparente innocenza in cui il non gradito veniva ridotto ad una formula Soloniana ma cio’ che secondo me, non hai colto è che hai evitato di gettare un ponte affinche’ si generasse un possibile dialogo .
      Dunque e daccapo quelle che erano le premesse scritte sopra, in realta’ sono state disattese perche’ nelle loro ambizioni un qualcosa che sembrava dovesse essere trasmesso in realta’ veniva posto come una educazione impartita dove pretesi, certo autorevoli, funzionari si ponevano distinti rispetto a pretesi, subalterni scolari.

      Se avete preso la conoscenza , come orizzonte del Vostro fare, eravate obbligati ad accompagnarla da una vigile autocritica che evita di assumere posizioni gia’ date in partenza.

      Ti saluto.

  • Mentre le segretarie di Gasparri, HM e WhiteHouse, (non) firmano interventi barbari e beceri come quelli degli stalinisti invidiosi di qualunque cosa facciano imprenditori e persone proattive, noi siamo reduci da una giornata straordinaria. Io stesso mi sono emozionato come se la storia della Grecia, di Roma, del Medio Evo e del Rinascimento le sentissi (e vedessi – 180 immagini) per la prima volta.
    I nostri ospiti (paganti) hanno chiesto di DIMEZZARE l’ora di pausa, non volevano interrompere. Paola Ugolini è uno straordinario animale da aula; si appassiona come chi l’ascota, trasferisce informazioni ma, soprattutto, concetti e idee, stabilisce connessioni tra il passato e il presente, stimola riflessioni e dibattito.

    Davvero una giornata magnifica; peccato per gli amici che non c’erano. E anche per questi piccoli furbetti del condominio, quelli che parlano col veleno preconfezionato, come i fascistelli al potere, dopo anni di cantina, che rivedono la luce e sperano nella rivalsa dell’ignoranza. Sono loro la rovina del Paese; quelli che strillano all’evoluzione dell’organizzazione culturale, all’utilizzo delle regole della sostenibilità economica per non finire come la Grecia…..

    Insomma, quelli che non studiano. Poveretti, lasciateli parlare, non li ascolta nessuno.

    E per quelli che si sono persi il primo corso, l’invito è a sentire chi ci è venuto, non me che sono certamente di parte ma, come sempre, mi metto in gioco e firmo…..

    Grazie,
    Francesco Cascino

    • Cristiana Curti

      Ma c’è una registrazione della conferenza, una redazione di atti? Come fare per avere informazioni?

      • SAVINO MARSEGLIA (storico dell’arte)

        Come no, cara Cristiana il materiale esiste e gli atti della conferenza- circonferenza… li puoi ricevere quando vuoi: per via circolare, per via eterea; oppure puoi chiedere sempre all’anima di M. Duchamp di inviarteli per via concettuale…

        buona notte

    • hm

      sembri un cane legato alla cuccia che abbaia a tutti quelli che passano per strada .

      – Sono loro la rovina del Paese; quelli che strillano all’evoluzione dell’organizzazione culturale –

      no figurati non sia mai, dobbiamo assolutamente restare a 2000 anni fa . a roma fagocitata da sion e l’anno zero fake . attualmente il mio libro preferito è STORIA DELLA DECADENZA E CADUTA DELL’IMPERO ROMANO di edward gibbon . te lo consiglio magari ti evolvi un po’ . e passi dallo stato di gibbone a quello di homo sapiens .

      • federico

        Quello che non mi sorprende leggendoti, caro hm, è il coraggio con cui sottoscrivi le le tue erudite e raffinate opinioni. La dice lunga………………………….
        Federico

        • hm

          a me invece i nomi fake usati nello stesso post per darsi ragione da soli sorprendono sempre .

      • Cristiana Curti

        Letto, prima (anni fa) per dovere, poi per piacere. E’ una lettura che dovrebbero fare tutti. Straordinaria disanima delle componenti interne e incidentali della fine di un’era. Preso per vangelo da molti, capito davvero da alcuni, ma utile a tutti.

        • Un grande testo oggi unanimemente riconosciuto, anche dagli ambienti che lo osteggiarono all’epoca della sua uscita, come il primo testo di analisi storica nel senso moderno del termine … ma maledettamente datato. Rimane certamente un “classico” ma nella ricerca storica (come in quella scientifica in generale) i “classici” hanno solo valore affettivo e simbolico.

          • hm

            ah sì? lol e cosa ci sarebbe di meno datato? l’unica teoria meno datata è la cospirazione sionista sorry . d’altra parte è poi lo stesso argomento che viene già ampiamente proposto nel libro (cristianesimo che mina alla base la società romana), solo presentato in modo un po’ meno timido, sostituire cristiani con giudeocristiani e il cerchio magicamente si chiude, i primi cristiani come è noto erano tutti giudei .

          • hm

            ma tanto alla fine ai romani la cospirazione sionista va benissimo, si beccano più soldi dal turismo religioso al vaticano che per tutto il resto di quello che fanno dalla mattina alla sera, (ma cosa sono i fori imperiali?) addirittura ora faranno una bella discarica attaccata alla villa di adriano, roma è chiaramente una succursale di gerusalemme da 2000 anni . e gli va bene così . quanto costa entrare alla cappella sistina? 25 euro? lol

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        meno male che in italia ci sono cani bastardi, arrabbiati; i cani legati alla cuccia non fanno paura a nessuno!

    • Claudia, Roma

      se stiamo finendo come la Grecia…, grazie anche a questa classe dell’arte parlante, sempre al servizio del potere di turno: da destra a sinistra.

  • Ah una cosa: il modulo sulla storia è UNO dei SEI moduli per arrivare al PRESENTE. E’ un percorso studiato per raccontare rami e radici, un classico progetto di formazione totale.
    Se facessero gli artisti quello che facciamo noi per loro, tutti i giorni, da 11 anni, gratis e per amore di evoluzione collettiva (tranne in questo caso, ovviamente), saremmo tutti più sereni, colti, prosperosi e INTELLIGENTI. Come in Germania, in UK, in USA, in Cina….. Il gruppo vince. Lo dico naturalmente a quelli in buona fede.

    • SAVINO MARSEGLIA (storico dell’arte)

      L’ARTE DELLA RETORICA !!!

      In Germania, dove ho vissuto e studiato per 15 anni, la storia dell’arte è una disciplina obbligatoria che s’ insegna in tutte le scuole di ogni ordine, grado e in tutte le fascie d’età.

      Non solo s’ insegna l’arte, ma si applica con metodo e disciplina, sull’esempio della prestigiosa Scuola BAUHAUS. In italia s’ insegna solo la teoria della retorica dell’arte e, in misura minore la pratica dell’arte. Non si tratta solo di arte utilitaristica, mezzo d’evasione, d’ intrattenimento o solo di una curiosità storica per pochi addetti ai lavori.

      Bertold Brecht, insegna che in ogni essere umano c’è l’anima di un artista..
      In Italia c’è l’anima di tanti baroni-sapientoni, “esperti d’arte”, al servizio di se stessi, che fanno finta di distrarsi con l’arte, da tempi immemorabili, nelle comode e ovattate stanze del potere.

      Adesso c’è il rinnovo nel Palazzo dell’Arte, i cui metodi di trasmissione del sapere, fortunatamente sono più ruffiani, più superficiali e apparentemente più miti.., ma meno efficaci in metodo, teoria e pratica di quelli dei secoli scorsi…

      • Luigia, Roma

        savino, condivido in pieno e aggiungo che sono proprio questi baroni con l’erre moscia e la puzza sotto il naso che fanno di tuuto per allontanare il grande pubblico dall’arte.

  • roberta lubich

    finito il primo step di un percorso che- se mantiene la qualità e la passione proposte- definirei:
    IRRINUNCIABILE
    per il momento grazie per 2 giornate davvero appassionanti, peccato per tutti coloro che non sapevano, non volevano….insomma per quelli che non c’erano.

  • Can che abbaia non morde, non firma (troppo codardo), non si esprime in italiano (troppo ignorante) e soprattutto non comprende. Troppo seduto a scrivania a contemplare i suoi fallimenti, tanto è vero che commenta HM da sempre, a tutte le ore, ma nessuno gli ha visto mai scrivere un progetto, un’idea, una frase compiuta ed evoluta. Peccato per i giovani ingenui che credono che gridare sia risolutivo; qiuesta idiozia ha portato berlusconi e l’ignoranza al potere, perché le persone intelligenti si stancano di proteste senza senso, e senza futuro, e vanno da chi ha delle cose da dire. Se poi però guardassero i curriculum, le cose previste anni prima e realizzatiesi anni dopo… Insomma, una comune pratica colta il minimo sindacale e legata semplicemente alla logica analitica. Il successo non è il Palazzo, razza di cretini. Il successo, se suffragato dai risultati museali – non commerciali, è valore. Se venite scartati, semplicemente dovete tornare a lavorare alle Poste e smettere di autoeleggervi giudici di cose che non potete capire. La materia grigia è stata mal distribuita, lo sanno tutti ormai, rassegnatevi. Non è facile, ma si vive meglio… :-)

    Imbarazzante; vedere i giovani preda di ignoranti invidiosi e frustrati senza nome ne volto è imbarazzante.

    Adesso parliamo di arte e sviluppo; è vero Roberta, concordo pienamente. Il corso è stato magnifico, Paola è bravissima, ha passione, capacità di trasmettere informazioni ma anche concetti, dal misticismo all’esoterismo fino alla rottura degli schemi, è stata capace di dipingere un ponte lunghissimo con poesia e competenza.

    Magnifico.

    Il prossimo è Ludovico Pratesi, sab/dom 20 e 21 Novembre prossimi.

    Tutte le info sono nella notizia all’inizio, oppure su http://www.arteprima.org

    Saluti e grazie,

    Francesco

    • gesù ti spia

      Ma tu non sai fare altro che invocare i giovani nei tuoi vuoti discorsi retorici demagogici? Sei proprio un politichetto di basso livello, ho visto la tua foto e sei anche molto brutto.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      IL VALORE EDUCATIVO NEL SISTEMA MUSEALE ITALIOTA !!!

      “Il successo è suffragato da risultati museali non commerciali è valore..” Non c’è dubbio che questo” valore” è stato creato proprio da queste menti eccellenti, straordinarie dell’contemporaneo; da questi intellettuali illuminati, che hanno rinnovato i musei, con valori nuovi, e che hanno messo in pratica il loro sapere sul modello dei musei anglosassoni, sul modello e sul metodo interdisciplinare della Scuola d’arte applicata “Bauhaus” (si fa per scherzare).

      Hanno messo in pratica all’interno dei musei italioti: laboratori su laboratori che si rincorrono l’un l’altro, come fantasmi nella notte, in un clima fantasmagorico di interscambio metafisico.

      A questi esperti di laboratori fantasmi, di valori museali.., gli dobbiamo molti meriti e frutti prodotti a beneficio della moltitudine di artisti e della collettività.., attiva e partecipe. Gli dobbiamo l’organizzazione e l’educazione all’arte diffusa su tutto il territorio: in tutte le scuole di ogni ordine e grado, perfino nelle parrocchie, nei circoli culturali, nelle case del popolo e nei centri commerciali..

      Gli dobbiamo ringraziare, anche sui limiti delle nostre manchevolezze culturali in materia di storia dell’arte e di educazione all’arte, che noi purtroppo ignoranti, ci portiamo addosso da lungo tempo: come quei ciuchi addomesticati solo al padrone di turno.

      A questi luminari dell’arte gli dobbiamo anche gran parte di quello che oggi siamo diventati in Italia: cittadini onesti, istruiti ed educati alle svariate discipline artistiche.

      Gli dobbiamo anche ringraziare per la nostra debole dignità umana di Nazione calpestata e insieme vittime di questo valore museale.
      Diciamo ancora grazie a questi eruditi dell’arte, per tutto ciò che hanno fatto per noi in questi lunghi anni di attività educativa.

      Infine, li dobbiamo ringraziarli a restare, comodamente al loro posto nel Palazzo dell’arte e possibilmente a soggiornare ancora per lungo tempo nelle prigioni dorate di questi musei fantasmi.

      Questa critica alla competenza, non è un attacco mosso alle conoscenze dei cosiddetti luminari dell’arte contemporanea italiana, (vecchi e nuovi) ma piuttosto un attacco contro una competenza alleatasi alle istituzioni di potere. La critica è rivolta soprattutto contro gli interessi di parte che sono qui sottesi.

      Non solo, vuole mettere in evidenza le deviazioni, gli errori , la presunzione che la funzione di questi esperti d’arte portano con sé..

      • francesca, milano

        grazie savino! finalmente un commento degno di una sana riflessione.

      • Gesù ti spia insieme a Maria

        Ma tu davvero pensi che Cascino sia un erudito luminare competente? E’ un faccendiere di ultima categoria.

        • alfredo

          il problema è come disfarsi di queste (sgarupate) cascine agricole..

      • Tullio

        caro savino, concordo con te!
        Benjamin Stolberg, scrive: “L’esperto è colui che evita i piccoli errori per prendere enormi cantonate”

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Concordo con le parole di Benjamin Stolberg e aggiungo che l’esperto d’arte è sempre nudo !

          Il problema è come difenderci dal potere degli esperti dell’arte e dagli esperti dell’arte del potere.

    • Trstan Tzara

      avanti il prossimo esperto…

  • angelo bellobono

    In tutto questo, per meglio comprendere alcuni aspetti puramente tecnici, consiglirei la lettura di un piccolo testo di Paul Werner: Museo S.p.A.
    Il sapere può essere nella bocca di molti ma nella testa di pochi.
    Ascoltare e confrontarsi in modo proattivo è l’utopia.

  • Cristiana Curti

    Il testo di Werner è intrigante e denuda con un certo compiacimento alcuni vizi insiti in determinate categorie del potere culturale unversalmente condivisibili. Ma certe metafore non illuminano la nostra ben diversa quotidianità. L’Italia è Paese a sé, rispetto al resto del mondo, in relazione al funzionamento della macchina della struttura culturale pubblica (quella privata è troppo episodica e non fa testo, per ora) e mi risulta che, ad oggi, nessuno di questa ne abbia mai fatto un pamphlet che davvero riesca a individuare i vizi e le storture endogeni che hanno determinato un preciso modo di essere.
    Di fatto, un vero modo di essere della società culturale italiana (o di una parte di questa) non esiste più da una buona trentina d’anni.

    • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

      Cara Cristiana, condivido in pieno il tuo commento…, e preciso che i vizi di cui parli sono: l’egoismo, l’arroganza, il clientelismo, l”indifferenza, la superficialtà e il pessimismo al cambiamento. Quest’ultimo vizio è la moda degl’ ignoranti, che riflette il malcostume italiano, anche se, quando questo malcostume, preferiamo ignorarlo.

      cordialità

    • If you’ll forgive an American quoting an Icelandic proverb to an Italian audience (and if you’ll forgive the vulgarity, as well):

      “Nobody dislikes the smell of his own farts.”

      Cordially,

      Paul Werner, author, Museo, S.p.A., The Red Museum, etc.

  • Leggimi bene Gesù Ti Spia e tutti quelli che non hanno il coraggio di firmare i propri vuotissimi e insipienti interventi: se rispondo, se scrivo su un blog che accoglie tutti gli scarti del mondo e i rifiuti dell’arte, è perché i ragazzi che ci leggono sperano ancora di trovare interlocutori che dicano cose interessanti, soprattutto in ambito culturale. Lo so perché ci parlo tutti i giorni, nelle università e per strada, alle mostre come al bar.

    Per cui io non ho più tempo da perdere con i cretini saputelli che hanno fallito i loro obiettivi e si rifugiano, nascondendosi come i CODARDI, in Rete e con firme false.

    A proposito, Federico esiste, non sono io, donnicciola di un HM, è un collezionista di Milano che giustamente non si mischia con i falliti invidiosi, siete noiosi ed inutili al mondo.
    Tu puoi continuare a parlare, tanto ti nascondi e non rischi mai niente, sei più laido di Scajola, più disonesto di Previti, e il giorno che poi Federico ti manda una foto, non fai la figura del cretino, perché sai di esserlo. Tu, Gesù Ti Spia e tutti quelli che fanno filosofia senza costrutto, senza speranza, senza nessuna intelligenza. Fate silenzio. Cioè, producete silenzio, niente altro. Simbolini sul web, punto e basta.

    Per cui se d’ora in poi non rispondo è perché ho da fare di meglio, ho da parlare con interlocutori coraggiosi e sapienti, dai quali imparare, ai quali insegnare. E’ così che il mondo si evolve, impiegatucci da scrivania immobile.

    Non vi arrabiate, prima o poi vi assumono alle Poste. Passo e chiudo.

    Francesco

    • Gesù ti spia insieme a Maria

      Ok tranquillo se ti piacciono i ragazzi non c’è problema. Ciao faccia da culo.

    • hm

      cashino pensa solo al cash, peccato che il suo cachet resti miserrimo .