Arte italiana, in Italia. Ci pensa Sotheby’s, che a Milano mette in scena il secondo tempo dell’asta dei record londinese

Seconda puntata per Identità Italiana di Sotheby’s, che dopo averci regalato numerosi colpi di scena a Londra nella settimana di Frieze, porta in Italia – finalmente a Milano – un’asta di arte italiana, il 22 e 23 novembre. Un’asta dai molti record, quella di Londra, su tutti la Combustione del 1957 di Alberto Burri, venduta […]

Osvaldo Licini - Personaggio

Seconda puntata per Identità Italiana di Sotheby’s, che dopo averci regalato numerosi colpi di scena a Londra nella settimana di Frieze, porta in Italia – finalmente a Milano – un’asta di arte italiana, il 22 e 23 novembre. Un’asta dai molti record, quella di Londra, su tutti la Combustione del 1957 di Alberto Burri, venduta a 3.6 milioni di euro.
Tre le sessioni d’asta, che a Milano vedranno protagonista l’Arte Moderna e Contemporanea, con una carrellata di maestri del Novecento provenienti da prestigiose collezioni della Penisola. Una ventina di lotti fanno parte di una singola raccolta, con nomi come Giacomo Balla, Arturo Martini, Giorgio de Chirico, Massimo Campigli, Mario Sironi.
Giacomo Balla rappresenta il Futurismo, con l’opera Canto Patriottico stimata €350-450mila; poi due importanti opere di Alberto Savinio, L’Ile Coralline (stima €120-150mila) e La mère et l’enfant, entrambe del 1928, anno in cui l’artista si trasferì a Parigi su invito del fratello Giorgio De Chirico. Di quest’ultimo presente in catalogo Gli Addii del Poeta del 1924, stimato €200-250mila, che rappresenta il “periodo romantico” di de Chirico e testimonia l’influsso di Arnold Böcklin. Presenti in collezione poi opere di Renato Birolli, Felice Casorati, Osvaldo Licini, e lavori più contemporanei come quelli di Luigi Ontani, Gastone Novelli e Domenico Gnoli.
Le altre due sessioni d’asta, con opere provenienti da altre collezioni private, presentano autori come Gino Severini con l’opera Nature Morte-Hommage à Flaubert del 1916, stimata €300-400mila; Lucio Fontana, presente non solo con una grande idropittura su tela del 1960, Concetto Spaziale- Attese, stimata €500mila-700mila, marcata da sei tagli, ma anche con altre opere in ceramica smaltata, bronzo e olio su tela, ed un Teatrino del 1966 (stimato 280-350mila euro), una grande varietà della sua eterogenea produzione. Ritroviamo de Chirico, con una versione del 1962 di Le Muse Inquietanti, stimata €500-700mila, che fa parte al periodo Neo-Metafisico del pittore, un salto indietro rispetto al lotto che la precede, che rappresenta un paesaggio veneziano del 1954.
In vendita anche una Natura Morta di Morandi, eseguita nel 1949 ed esposta nel 2001 alla Tate Modern di Londra nell’antologica dedicata all’autore, che mostra un perfetto equilibrio tra colori e forme in una composizione unica e ispirata (stima: €500-700mila). E poi 128 unghiate di Penone, del 1989, stimato €60-80mila, interessante da seguire dopo il record registrato a Londra il 13 ottobre scorso con la cifra di £265.250. Fra le opere di Arte Informale, Simple Ton di Dorazio del 1962 (€80-100mila), Tensione di Santomaso del 1958 (€120-180mila), e un dipinto del 1954 di Tancredi, Senza Titolo (€120-150mila).

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.