Arte contemporanea, design o sport? Reebok mixa tutto questo e lancia le sue nuove scarpe da corsa, affidandosi all’estro di cinque special guest

ZigTech, EasyTone, RunTone, RealFlex. Nomi dal sapore hi-tech, per i nuovi modelli di scarpe targati Reebook, concepiti secondo i più attuali standard tecnologici in ambito di sport-dressing. E per lanciare le sue ultimissime creature, il marchio britannico – che qualche anno fa s’era addirittura inventato un paio di scarpe ispirate al Guggenehim di Bilbao – […]

Il bassorilievo di Ora-Ïto per Reebok

ZigTech, EasyTone, RunTone, RealFlex. Nomi dal sapore hi-tech, per i nuovi modelli di scarpe targati Reebook, concepiti secondo i più attuali standard tecnologici in ambito di sport-dressing. E per lanciare le sue ultimissime creature, il marchio britannico – che qualche anno fa s’era addirittura inventato un paio di scarpe ispirate al Guggenehim di Bilbao – mette su una campagna promozionale coi fiocchi, avviando una felice collaborazione con la rivista di design Wallpaper e con cinque celebri creativi internazionali.
L’idea? Affidare a ognuno degli special guest coinvolti l’ideazione e la realizzazione di opere uniche, ispirate al design e alle prestazioni speciali delle quattro sneakers d’avanguardia.
Ed ecco il designer italiano Fabio Novembre, gli architetti dello studio spagnolo A-Cero, il designer francese Ora-Ïto, la casa di produzione cinematografica inglese Partizan e il fondatore dello studio tedesco SolarLab Research & Design Christoph Behling, cimentarsi in questo intrigante tentativo di rilettura artistica del Rebook style.

Così, se Novembre ha rielaborato la forma della suola ZigTech per partorire una scultura nera in poliuretano, della stessa stazza di un cavallo ma talmente leggera da poter essere sollevata da due persone, Ora-Ïto parte dalla silhouette della suola di RealFlex – composta da ben 76 elementi “sensibili” – e realizza un bassorilievo di gusto pop, grazie a un particolare materiale acrilico che nelle grandi superfici mantiene resistenza e uniformità.
Legno e gomma, invece, per la scultura multilayer di A-Cero, derivata dal modello EasyTone, astrazione e movimenti di ventole per Alex Griffin e Richard Pearce di Partizan, che con una installazione interattiva provano a riprodurre l’energia di una corsa all’aria aperta, e infine un’animazione digitale per Behling, ideatore una pista da jogging ecosostenibile, in cui quantità d’energia pulita vengono prodotte grazie all’impatto tra suole e terra.
A documentare il tutto è stata la giovane regista olandese Lize Korpershoek, che nel film Design Diaries ha raccolto testimonianze, immagini e intuizioni alla base dei progetti.

– Helga Marsala

Guarda le altre videointerviste:

Ora-Ïto
A-Cero
Christoph Behling of SolarLab
Partizan

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.