Verona Updates: “Ben venga il lato commerciale, ma per noi viene al secondo posto”. Prime impressioni dal direttore della fiera Massimo Simonetti

Seconda giornata di fiera, tradizionalmente la più tranquilla, in tutti i sensi. Momento giusto quindi per le primissime impressioni sulla giornata di apertura; e le chiediamo direttamente a Massimo Simonetti, direttore artistico di ArtVerona. “Una fiera più ricca ed elegante – è la prima impressione a caldo -, abbiamo investito molte risorse nell’ampliare e rafforzare […]

Seconda giornata di fiera, tradizionalmente la più tranquilla, in tutti i sensi. Momento giusto quindi per le primissime impressioni sulla giornata di apertura; e le chiediamo direttamente a Massimo Simonetti, direttore artistico di ArtVerona.
Una fiera più ricca ed elegante – è la prima impressione a caldo -, abbiamo investito molte risorse nell’ampliare e rafforzare il lato culturale dell’evento, promuovendo una serie di iniziative che esulano dal lato commerciale sia in mostra che all’esterno”. E in effetti, l’offerta  è assai ricca, nella città degli amori di Giulietta: a partire dalle due mostre a Palazzo Forti, ad una serie di installazioni in giro per la città, fino ad uno sguardo sul contemporaneo al Teatro Nuovo di Verona. Poi Simonetti ci stupisce, con una frase che di certo non ti aspetteresti dal direttore artistico di una fiera: “Ben venga il lato commerciale, ma in questo caso viene al secondo posto”. Lo statement non è sicuramente esule da una considerazione assai pragmatica: Verona non è la fiera che misura effettivamente il mercato dell’arte, e certo la congiuntura economica non facilita le cose, quindi la volontà di insistere sul lato culturale è anche un tentativo di rinforzare l’iniziativa.
In realtà, forse sta cambiando il modo di intendere l’evento fieristico: l’ha già capito Andrea Bruciati, che all’interno del format On stage quest’anno promuove – è stato presentato proprio durante una conferenza in fiera – I numeri primi, che mette sotto i riflettori un gruppo di giovani collezionisti spiega il proprio modo di intendere il collezionare. Un progetto che lo stesso Simonetti definisce come “un momento in cui il collezionista che di solito è colui che guarda e ammira, qui viene ammirato”.

– Giulia De Monte

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Giulia De Monte
Classe 1986, studi in Storia dell’Arte Contemporanea, scorazza liberamente per tutta l’Italia, possibilmente anche per il mondo; gestisce il blog Arte Libera Tutti, che si occupa di documentare il lato B dell’arte contemporanea, fatto di associazioni, collettivi e gruppi informali, tra nuovi modelli curatoriali e fruitivi. Ha pubblicato una serie di articoli per AAA TAC, rivista edita dalla Fondazione Cini di Venezia. Dal 2010 collabora con la neonata Venice Design Week, evento collaterale alla Biennale che si occupa di promuovere e investigare le relazioni tra arte, design e artigianato.
  • geppinageppi

    Primo ,ieri all’inaugurazione non c’era nessuno o quasi, le gallerie presenti erano depresse;secondo che il direttore di una fiera faccia affermazioni del genere che il lato commerciale sia al secondo posto la dice tutta sull’andamento della fiera.Gli stand non son gratis e lui guadagna dalla locazione degli stand le sue prbende! facesse o almeno tentasse ,se lo prendono ,di fare il curatore di una fondazione o di uno spazio no profit! ( sempre che lui pensa al profiT nella realtà!!!

    • marta jones

      Fiera deserta di pubblico, istituzIoni e pure stampa all’opening! Ma c’e’ ancora qualcuno di questi tempi che ha soldi da buttare per finanziare persone ed eventi fallimentari?! Le fiere d’arte contemporanea si sono rafforzate To addirittura nate come qiuesta!) Nel florido periodo del capitalismo virtuale, cioe’ finto….dunaue li siusltati sono facili da immaginare.

  • augusta

    ma una fiera non è fatta per vendere ed acquisire nuovi clienti?…e il primo posto in questo caso a cosa è lasciato? solo perchè c’era una striscia di spazio ai giovani? e meno male!!!!

  • augusta

    ieri ero a Verona…é stata la prima volta che ci andavo. Sarà anche l’ultima credo.
    Non so, forse sono abituata ad altro, anche quella organizzata a Milano da gattuso al Museo della scienza e della tecnica, purtroppo non ricordo il nome, era molto più interessante e vivace.

  • Anche io sono andato ieri,deludente in tutto,cose vecchie come il cucco,galleristi presi più a filtrare con le standiste che ad ascoltare nuovi clienti e possibili nuovi artisti.

    Speravo di vedere qualcosa legata all’arte digitale ma mi sbagliavo di grosso!

    Andrà meglio l’anno prossimo :)