Vedere il mondo attraverso gli occhi dell’arte? Ci pensa VanniOcchiali. Con le improbabili lenti Lucio Fontana style…

Non è la prima volta che sentiamo il nome del brand torinese VanniOcchiali accostato a quello dell’arte. “Guardare l’arte con occhiali creativi” è la tag-line che ci riporta subito alla mente il sodalizio che l’azienda piemontese stringe, da più di tre anni, con Artissima. E non è tutto: diversi contest e iniziative culturali scandiscono la […]

Le lenti Lucio Fontana style

Non è la prima volta che sentiamo il nome del brand torinese VanniOcchiali accostato a quello dell’arte. “Guardare l’arte con occhiali creativi” è la tag-line che ci riporta subito alla mente il sodalizio che l’azienda piemontese stringe, da più di tre anni, con Artissima. E non è tutto: diversi contest e iniziative culturali scandiscono la normale produzione industriale delle montature.
Si è appena concluso il terzo concorso di fotografia Autofocus promosso dalla griffe per il GAI (associazione italiana per il circuito dei giovani artisti): nessuno stupore dunque nello scoprire che il design ha sconfinato ancora in campo artistico. L’occasione è stata data dalla rivista LYF Magazine, che ha invitato i più importanti marchi di occhiali a partecipare al Silmo di Parigi del 2011 con una montatura che traesse ispirazione dal mondo dell’arte.
Il marchio torinese ha deciso di rendere omaggio a Lucio Fontana, ed ecco nascere una montatura davvero singolare: lenti in lamina di acciaio bombate incise, quasi graffiate, dai tipici tagli del maestro. Non si tratta di occhiali che si possono indossare normalmente, come potete immaginare, perché questo originale paio consente solo di “guardare oltre”…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • la (giustissima) fine del lavoro di Lucio Fontana